Sabato, 28 Febbraio 2026 17:22

Da Montesilvano l'allarme della Uil Scuola: "6mila precari in Abruzzo tra docenti e personale Ata"

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Per il sindaco propritaria la lotta al precariato: "Servono continuità didattica e qualità del servizio". Diversi gli interventi all'appuntamento tenutosi al Grand Hotel che ha visto al riconferma all'unanimità in qualità di segretaria, di Fabiola Ortolano
La lotta al precariato nella scuola a centro del congresso della Uil Scuola Abruzzo tenutosi a Montesilvano. Una priorità per il sindacato e a dirlo, sottolinea, sono i numeri allarmante: nella nostra regione, infatti, sono circa 6mila i lavoratori e le lavoratrici precarie della scuola, di cui circa 5mila docenti e oltre mille unità di personale Ata. Un congresso che ha visto anche il rinnovo della segreteria con Fabiola Ortolano riconfermata segretaria generale all’unanimità. Questi gli altri eletti Paolo Rossi, Maripina de Riccardis, Maria Gracia Commito e Isabella del Papa con Giulia Cuzzi nominata tesoriere. Nello stesso contesto sono stati scelti i delegati che parteciperanno a maggio al XII Congresso regionale della Uil Abruzzo. All’evento, che si è svolto nel Grand Hotel Adriatico erano presenti anche il segretario generale Uil Scuola nazionale Giuseppe D’Aprile, il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo, il segretario Uil Scuola Marche Antonio Spaziano e Nicolino Fratangelo della Uil Scuola Molise.“La nostra è una scuola che vive di precarietà strutturale e questo non garantisce la continuità didattica e a volte pregiudica la qualità del servizio - ha sottolineato Ortonalo . La scuola non può funzionare con lavoratori precari poiché anche le famiglie pagano il prezzo dell’instabilità. Non è accettabile che migliaia di docenti e Ata vivano in una condizione di incertezza cronica, noi dobbiamo insistere per ottenere la stabilizzazione di coloro che oggi sono precari, questo garantirebbe: continuità didattica, procedure snelle e valorizzazione dell’esperienza maturata”, ha aggiunto ricordando che in Abruzzo, sono stati circa 700 i docenti immessi in ruolo nello scorso anno scolastico (un numero che ha coperto solo il 14% dei posti necessari) e stabilizzate 289 unità di personale Ata. Ciò significa che migliaia di cattedre e posti restano ancora vacanti e vengono coperti con supplenze annuali o incarichi fino al 30 giugno. “Il precariato – ha detto D’Aprile - è un problema atavico della scuola italiana: sono 285 mila tra insegnanti e personale ATA quelli che lavorano ogni giorno ma vengono assunti a settembre e licenziati a giugno o, nella migliore delle ipotesi, ad agosto. Dal 2015 il precariato è cresciuto del 125% e tutti i governi che si sono succeduti non hanno risolto il problema, complicando ulteriormente un sistema di reclutamento farraginoso e inefficiente. La nostra proposta è quella di trasformare l’organico di fatto in organico di diritto per stabilizzare il personale precario garantendo così agli alunni la continuità didattica”. “Stabilizzare oltre 200mila precari – ha precisato - secondo un nostro studio, costerebbe appena 180 milioni di euro. Una cifra contenuta rispetto alle leggi di bilancio che permetterebbe di eliminare una piaga sociale unica in Europa, garantendo continuità agli alunni e un futuro stabile al personale scolastico. Basta solo la volontà politica”. Il dibattito, oltre al tema centrale del precariato, ha toccato argomenti rilevanti che riguardano il presente ma soprattutto il futuro della scuola: dall’uso dell’intelligenza artificiale in ambito educativo alla valorizzazione delle aree interne e alla sicurezza degli edifici scolastici. “È stato un momento di confronto pensato per interpretare le trasformazioni in atto, analizzare con attenzione i bisogni reali del settore e rafforzare la tutela dei diritti e della professionalità di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della scuola – ha concluso Ortolano - In una fase di forte incertezza è essenziale rafforzare la rappresentanza dei lavoratori e tutelarne i diritti. Dal Congresso sono nate proposte concrete per rilanciare l’impegno della nostra organizzazione sul territorio abruzzese, a difesa di una scuola statale che sia presidio di democrazia, inclusione e qualità del lavoro”.
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