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Il prossimo 28 agosto, sul lungomare di Montesilvano, in occasione del Marea festival 2026, si terrà il concerto di Salmo. L’evento, organizzato dal comune di Montesilvano in collaborazione con Best Eventi, porterà una delle voci più influenti e potenti del Paese sulla riviera adriatica. Quello di Salmo è il terzo nome che l’amministrazione comunale ha svelato nel corso delle ultime settimane. Un tris d’assi: prima di Salmo, infatti, al Marea festival di Montesilvano si esibiranno Negramaro e Alfa.Salmo porterà in Abruzzo tutta l’energia del suo nuovo progetto artistico, trainato dal singolo “Crackers”, antipasto dell’attesissimo album “Hellvisback 10 years later” (in uscita il 3 aprile per Sony Music Italy), che celebra il decennale del suo disco cult proiettandolo verso nuove sfide creative.​​Il sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis, esprime grande soddisfazione per il percorso intrapreso dalla rassegna: ​"Con gli assessori Alessandro Pompei e Corinna Sandias, abbiamo già dato il via alla programmazione per l’estate 2026 con l'obiettivo di superare lo straordinario successo della scorsa edizione. L'arrivo di Salmo, dopo gli annunci di Negramaro e Alfa, conferma la caratura internazionale del Marea Festival. Siamo orgogliosi di ospitare un artista di questo calibro, capace di attrarre un pubblico trasversale e di diverse generazioni. Questo concerto non è solo un evento musicale, ma un tassello fondamentale della nostra strategia turistica: Montesilvano si conferma una città viva, dinamica e punto di riferimento per i grandi eventi live in Italia."​​Il concerto di Montesilvano, prodotto da Vivo Concerti in collaborazione con il comune di Montesilvano, promette di essere un’esperienza visiva e sonora senza precedenti, caratterizzata da quell'estetica cruda e magnetica che da sempre contraddistingue l'artista sardo.I biglietti saranno in vendita dalle 14:00 di venerdì 20 febbraio, sul circuito TicketOne www.ticketone.it e dalle 11:00 di mercoledì 25 febbraio anche sui circuiti Ticketmaster www.ticketmaster.it e Ciaotickets www.ciaotickets.com.
L'iniziativa nelle strade del centro storico di Pescara è in programma nella serata di sabato 21 febbraio
Per le domeniche dell’aratro, rassegna di Arotron, il 22 febbraio alle ore 17.30, negli spazi dell’ex asilo Sabucchi di Pianella, andrà in scena "Studio sull'Antigone - Prima Parte". L'evento, replicato sempre domenica 22 febbraio alle ore 20.45, si configura come un’immersione profonda nel processo creativo di uno spettacolo, portando il pubblico a stretto contatto con la genesi dell'opera sofoclea riletta attraverso la sensibilità contemporanea della compagnia.Il cuore di questa ricerca, guidata dal direttore artistico di Arotron, il doppiatore Franco Mannella, risiede nella materializzazione sonora della tragedia. Lo spettacolo non si limita alla recitazione tradizionale, ma trasforma le parole di Sofocle in vibrazioni che attraversano l'aria, creando un organismo vivo che avvolge lo spettatore da ogni direzione. Come spiega Mannella, "l'obiettivo è rendere tangibile l'invisibile presenza del destino, lavorando sulla spazializzazione sonora naturale e rivendicando la forza e la resistenza dell'artigianato teatrale".Il palcoscenico vedrà impegnata la compagnia dell'aratro al completo, con Federico Caprarese, Chiara Colangelo, Alessandro Rapattoni e Cristina Zoccolante, affiancati da Matteo Di Girolamo. L'esperienza scenica sarà ulteriormente arricchita dalla partecipazione corale degli allievi dell'Accademia Teatrale Arotron e del corso di recitazione avanzato, sottolineando la vocazione formativa e collettiva che contraddistingue da anni il lavoro di Mannella.Per info e prenotazioni bisogna contattare il 345.5411135. News e attività sui social alla voce @formazioneteatralearotron.
Il primo cittadino ha comunicato di aver azzerato la giunta comunale e congelato anche le relative deleghe degli assessori
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Erika Alessandrini, critica il taglio degli alberi nel comune angolano
La guardia di finanza della Tenenza di Roseto degli Abruzzi ha eseguito l'arresto nei confronti di un giovane di Pineto
Testacoda da brivido per il Delfino, che torna sul mercato per un portiere
Sabato 21 febbraio ci sarà l’inaugurazione della nuova mostra dal titolo “Immagina una gioia”, la personale di Raffaele Santillo nella galleria Ceravento. Protagonista una pittura dell'attesa, tra gesti semplici e quotidianità.Una gioia quieta, condivisa, che non ha bisogno di essere spiegata. In un momento in cui tutto sembra correre o pesare troppo, queste opere aprono uno spazio diverso: più lento, più caldo, più umano. Uno spazio in cui è ancora possibile stare bene, senza chiedere scusa. L’evento inaugurale si terrà sabato 21 febbraio alle ore 17:00, alla presenza dell’artista. La mostra sarà poi visitabile dal martedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00 e il sabato su appuntamento.I lavori di Santillo – artista originario di Caserta, da tempo attivo a Pordenone – si collocano in un tempo sospeso, quello che precede l’azione e lo svelamento. Un tempo fatto di attesa e fiducia. La pittura è leggera, essenziale, quasi liquida; i colori sono morbidi, scarichi, a tratti lattiginosi, le scene ridotte all’essenziale. La figura umana appare come un’emanazione del paesaggio, naturale o antropico, mentre il disegno è sintetico e le forme solo delicatamente suggerite.Le opere raffigurano persone che stanno insieme: galleggiano nell’acqua, parlano su una panchina, camminano, si fermano davanti al mare fuori stagione, osservano la luna. Non accade nulla di straordinario, ma proprio per questo accade qualcosa di vero. Una quotidianità semplice, inattesa, che restituisce con intensità il senso dell’autenticità.La mostra presenta circa venti opere, oli su tela di recente produzione, di formati diversi. Un insieme di immagini che non intende dimostrare né affermare, ma accompagnare chi guarda dentro un tempo fragile e prezioso: quello dell’attesa di una gioia. Una gioia condivisa, silenziosa, che si manifesta nei gesti semplici e nella possibilità, oggi rara, di stare insieme.In un presente in cui tutto sembra muoversi senza sosta e mostrare un peso spesso insostenibile, le opere di Santillo aprono emotivamente a un tempo diverso, che l’osservatore riconosce come già vissuto e forse, inconsapevolmente, perduto. Un tempo che la pittura rende nuovamente abitabile.Il progetto espositivo è accompagnato dal testo critico di Daniele Capra, critico d’arte e curatore indipendente. Le opere di Santillo, si legge, "sono dei frammenti che mettono in relazione il fatto narrato con l’immaginario di chi guarda, innescando una forma di autoriconoscimento emotivo. Nei quadri la descrizione è sommaria e asciutta, ed è dotata di un’inattesa densità dovuta proprio a ciò che è assente, a ciò che l’immagine volontariamente non mostra, che spetta all’osservatore ricostruire visivamente. Come in un racconto di Raymond Carver, Santillo sintetizza, distilla o tace i dettagli. Il potenziale narrativo si manifesta così in forma minimale attraverso dei piccoli elementi finzionali disseminati nel dipinto, suggestioni che vanno poi ricostruite e ordinate nella calma di una contemplazione lenta, silenziosa e ansiolitica”.
Lo scorso fine settimana il mal tempo ha fermato alcune sfilate e appuntamenti di Carnevale, che sono slittati a questo che va dal 20 al 22 febbraio, in alcuni borghi del Pescarese
Con Elena Cupidio ed Enrico Verdicchio, domenica 22 febbraio, alle ore 17, andrà in scena lo spettacolo teatrale per bambini (dai 4 anni) dal titolo “Pollicino Dorè”, in cui la fiaba incontrerà l’arte. Attori e oggetti si muovono e interagiscono con i bambini e il pubblico, attraverso i video e le proiezioni immersive.Un lavoro ispirato alla celeberrima favola di Pollicino del famoso scrittore Charles Perrault, pubblicata per la prima volta nel 1697, e riscritta per l’occasione da Marco Renzi. Con questa nuova produzione del 2025/2026 la compagnia Proscenio Teatro di Fermo esplora la narrazione giocosa come mezzo di comunicazione teatrale, a partire dalla storia classica che tutti conosciamo. In questo caso la dialettica del racconto dell’adulto per il bambino viene superata e ribaltata, e approda invece a quella del bambino per altri bambini, magari durante un incontro di gioco pomeridiano a casa dell’amichetto, con l’aiuto di pupazzi e oggetti improvvisati, che diventano tutt’altro agli occhi di chi ascolta rapito. Il bambino così entra ed esce dal personaggio, e si diverte a interpretarli tutti o quasi tutti, e decide quali scene preferisce interpretare e quali narrare. Perdersi nella propria fantasia per inventare nuovi mondi da esplorare e in cui entrare profondamente, fino a quando occorre, malauguratamente, tornare alla realtà. Le regole sono quelle più illogiche e lontane dal quotidiano, in un gioco che il bambino immagina ad occhi aperti continuando a sognare. Ad accompagnare questo flusso creativo la proiezione delle evocative incisioni di Gustave Dorè, il celebre illustratore e incisore, le cui opere si animano coinvolgendo il pubblico di piccoli spettatori, e prendono vita in scena realizzando un libro immersivo di favole illustrate.Spettacolo di Marco Renzi, regia Stefano Tosoni, con Elena Cupidio ed Enrico Verdicchio, scene Giacomo Pompei, costumi Sartoria Coco Maison, disegno luci Andrea Perugini, video e proiezioni Marco Romagnoli, produzione Proscenio Teatro (Fermo).
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