Venerdì, 06 Febbraio 2026 12:26

Troppi scempi al verde urbano, dal Comune la richiesta di Artese (Gruppo misto): "La Regione approvi il regolamento"

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Dai tagli degli alberi a Pescara, a quelli fatti a San Salvo e L'Aquila, sarebbe ormai evidente "la superficialità e l’ignoranza della cattiva gestione". A tradurre la richiesta in una risoluzione è stato il vicepresidente del consiglio regionale Blasioli (Pd): approvata all'unanimità
Troppi scempi al verde in Abruzzo: il regolamento regionale al Verde urbano va fatto. A chiederlo è la consigliera comunale del gruppo misto Caterina Artese (ora di nuovo in corsa per le elezioni parziali dell’8 e del 9 marzo) con il vicepresidente del consiglio comunale Antonio Blasioli che l’ha tradotta in una risoluzione presentata in commissione Territorio e Ambiente e approvata all’unanimità. Dai 69 lecci tagliati a San Salvo per fare una ciclabile, ai 35 alberi del Parco Polsinelli di L’Aquila per realizzare un parcheggi e fino ai tanti tagli fatti a Pescara tra lecci, tigli, tamerici, catalpe, melie, paulonie e pini d’Aleppo, denuncia Artese, non senza citare “la pesante potatura sul pioppo monumentale della Strada Parco e l’ultima inspiegabile capitozzatura dello storico pioppo di via Benedetto Croce” cui si aggiungono le “piante condannate a morte come la Roverella di via Pizzoferrato e i pini domestici di via Italica”, sarebbe ormai evidente di trovarsi di fronte a “una lunga catena di scempi al verde urbano”. “La superficialità e l’ignoranza nella cattiva gestione del patrimonio arboreo cittadino, l’assenza di manutenzione e di una corretta pianificazione territoriale, rendono ormai improrogabile una regolamentazione di buone pratiche colturali a livello regionale. Lo strumento a disposizione c’è”, chiosa, ed è proprio l’art. 49 della Legge forestale regionale con cui alla giunta si chiede proprio di predisporre il Regolamento del verde urbano. “Un adempimento di legge non è stato mai dato seguito”, sottolinea rimarcando il fatto che proprio il voto unanime alla risoluzione di Blasioli “dimostra quanto sia condivisa la necessità di colmare il vuoto legislativo in tema di verde urbano, e quanto sia importante avere una gestione del territorio sostenibile e adeguata alle normative comunitarie”. “Con l’attivazione di questa risoluzione potremo disporre di uno strumento sovraordinato utile e concreto per tutelare le aree verdi, gli alberi e i viali. Una tutela reale, lontana da ingannevoli forme di greenwashing che finiscono per distruggere quello che resta del grande patrimonio arboreo delle nostre aree verdi urbane. In tal modo saranno sottoposti a maggior vaglio interventi impattanti e distruttivi che avvengono continuamente e quasi arbitrariamente nei territori comunali provocando la protesta dei residenti”, sottolinea ricordando una delle ultime e cioè quella di Silvi con i cittadini che si sono mobilitati per un traliccio di 30 metri costruito sulle colline argillose a margine di una scarpata. “Intervento progettato dall’ex vicesindaco Gianni Mancinelli e autorizzato dall’amministrazione in carica, attualmente al vaglio della Procura”, ricorda. “L’Abruzzo non è l’Amazzonia, ma rappresenta la wilderness italiana con il 35,87% di territorio protetto, non a caso qui sono sopravvissuti il lupo, l’orso e il camoscio e siamo riconosciuti come regione verde d’Europa. Il regolamento – sottolinea Artese - servirà a pianificare i corridoi verdi e le reti ecologiche, indispensabili alla qualità ambientale della vita in città”. Questo perché, spiega, “recepirà le indicazioni del Nature Restoration Law, le cui principali misure prevedono di raggiungere il 10% di copertura arborea in tutte le città entro il 2050, aumentare gli spazi verdi urbani del 3% entro il 2030 e del 5% entro il 2050 e, quindi, azzerare la perdita netta di spazi verdi urbani e di copertura arborea”. “Il Regolamento del verde urbano regionale rappresenta uno strumento operativo indispensabile per ritrovare un equilibrio con gli enti di natura e per avere strumenti di adattamento ai cambiamenti climatici in corso. Un equilibrio che riporti una giusta economia diffusa sul territorio, rispettosa delle competenze, prodotta dai lavoratori, dagli artigiani, dai produttori di biodiversità, dagli operatori di servizi sociali, ambientali, sanitari, culturali e turistici”. Per rafforzare il concetto la consigliera chiude con la citazione del sindacalista, politico e ambientalista brasiliano Chico Mendes che, in difesa della foresta amazzonica e dei lavoratori, disse: “l’ambientalismo senza lotta di classe è solo giardinaggio”.
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