Venerdì, 06 Febbraio 2026 08:48

Il videomessaggio di Masci ai cittadini: "Da Costantini accuse infamanti, ecco perché l'ho querelato"

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Per il sindaco uscente ora di nuovo in corsa alle elezioni parziali dell'8 e del 9 marzo, l'avversario (candidato con il centrosinistra) lo avrebbe accusato più volte di agire nell'illegalità minando la sua onestà. Con un video spiega tutte le ragioni che lo avrebbero spinto a denunciare
La notizia che il sindaco uscente Carlo Masci ha querelato per diffamazione l'avversario Carlo Costantini, ha letteralmente infiammato una già accesa campagna elettorale. Con un video ora spiega il perché di questa decisione accusando l'avversario politico di aver lanciato contro di lui “accuse infamanti” che avrebbero minato l'onestà politica e personale (in fondo all'articolo il video completo con le dichiarazioni).Le dichiarazioni di Masci nel videomessaggio rivolto ai cittadini"Cari pescaresi, sento il dovere di informarvi che ho querelato per diffamazione Costantini. Da giorni continuo a lanciarmi accuse infamanti con una violenza verbale inaudita e a ripetere in maniera ossessiva ai giornali, alle televisioni e ai social che io sarei un sindaco abituato ad agire nell’illegalità, che io avrei nominato presidente di seggio di mia fiducia che a loro volta mi avrebbero favorito nel voto, che io starei utilizzando soldi pubblici per la mia campagna elettorale. Ha anche accostato la nostra città a quelle della Locride e della Sicilia, dove la criminalità organizzata controlla il voto, asserendo, senza alcun freno, che la prossima volta al voto ci sarebbero andati soltanto quelli che avrebbero ricevuto incarichi dal sindaco Masci. Queste affermazioni gratuite, assurde, mostruose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà, che non trovano nessun riscontro nelle sentenze del Tar e del consiglio di Stato, hanno offeso pesantemente e profondamente la mia onorabilità mai messa in discussione da nessuno nella mia vita politica e personale, caratterizzata sempre da onestà, correttezza e serietà. Per mia natura mai avrei pensato di rivolgermi a un procuratore per una campagna elettorale, però di fronte a questi attacchi vigliacchi e orribili non potevo rimanere in silenzio. A questo punto voglio che un giudice terzo dica se quelle frasi devastanti che mi feriscono come una pugnalata alle spalle costituiscano critica politica, ovvero calunnia e diffamazione. Lo devo fare per la mia dignità, per la mia famiglia, per voi che mi avete accordato per ben due volte la vostra fiducia e per la nostra meravigliosa città. La sentenza del consiglio di Stato ha chiaramente detto che si tornerà al voto in 23 seggi perché i presidenti di quei seggi nominati dal presidente della corte d'appello e che non hanno avuto mai nessun rapporto con me in relazione al ruolo che hanno svolto, hanno commesso degli errori formali, ma nessun illecito smentendo in maniera categorica le pretese surreali di Costantini. Certo, i 23 presidenti di seggio hanno causato un grave danno a me e alla mia coalizione, perché anche il riconteggio ha confermato che io ho vinto al primo turno staccando Costantini di oltre 10.000 voti. La sentenza la rispetto anche se non la condivido perché penso di aver subito una profonda ingiustizia, ma non per questo mi metto ad attaccare indistintamente tutti quanti con la rabbia e con la cattiveria che Costantini sta dimostrando nei miei confronti. Non riesco proprio a spiegarmi questo suo inaccettabile comportamento, se non forse con la delusione per la pesante sconfitta subita a giugno 2024, ma la campagna elettorale non può diventare un attacco ad persona. A Costantini non mi sono mai permesso di dire che è un disonesto, come lui sta facendo con me, con affermazioni ingiuriose e narrazioni che non stanno né in cielo e né in terra. Io parlo dei sogni che ho per la nostra Pescara e lavoro fino a 20 ore al giorno per fare in modo che quei sogni diventino realtà. Costantini sta dimostrando da solo che non potrà mai essere sindaco di Pescara perché non si amministra con l'odio e con il rancore, non si amministra con il no a prescindere, non si amministra con le carte bollate, non si fa politica scomparendo per anni e anni e ripresentandosi soltanto al momento delle elezioni. Per fare il sindaco occorrono dedizioni determinazione, passione, forza, sensibilità, capacità di ascolto, anche delle critiche che ti vengono da chi non apprezza il tuo operato e c'è bisogno di molta pazienza e soprattutto di tanto amore per la città. E voi sapete bene, cari amici, che io di amore ce ne ho messo tanto perché tutto quello che ho fatto l'ho fatto con il cuore, imparando anche dagli errori che ho commesso. Voi avete visto quello che abbiamo fatto questi anni per Pescara e conoscete già quello che vogliamo ancora fare. Ci sarà tempo per rinfrescarci la memoria, però oggi volevo mettervi a conoscenza dei miei sentimenti per questa triste vicenda”.
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