Il segretario regionale commenta la decisione del sindaco uscente di querelare per diffamazione l'avversario candidato per il centrosinistra. "La tua amministrazione è una sequenza di errori e di ombre che stanno affondando la nostra città"
“Il gesto di una persona fragile e in enorme difficoltà”. Per il segretario regionale di Sinistra Italiana Daniele Licheri si commenta così la decisione del sindaco uscente Carlo Masci di querelare l'avversario del centrosinistra Carlo Costantini. La dimostrazione anche, afferma ancora Licheri, che “i pescaresi meritano di meglio”. L'annuncio di quella querela che arriva nel pieno di una decisamente aspra campagna elettorale in vista del ritorno alle urne dell'8 e del 9 marzo quando a tornare alle urne saranno circa 14.500 cittadini aventi diritto al voto e residenti nelle aree delle 23 sezioni in cui le amministrative del 2024 sono stata annullate dal consiglio di Stato, infiamma dunque lo scontro politico con Licheri che un appello lo rivolge proprio a quei cittadini invitandoli ad andarci a votare. Le critiche di Licheri alla querela del sindaco uscente Carlo Masci“Quando non si hanno argomenti politici perché oggettivamente amministri da sette anni consecutivamente e al Comune è successo di tutto e di più (in primis stiamo rivotando dopo la sentenza del Tar del Consiglio di Stato, dunque non di pericolosi comunisti), procedi con una querela commenta Licheri rivolgendosi direttamente a Carlo Masci. “Davvero un gesto di una persona fragile e in enorme difficoltà. Evidentemente sei senza risorse culturali e politiche se pensi di reagire così a sollecitazioni della nostra giusta e doverosa opposizione come centrosinistra. La tua amministrazione è una sequenza di errori e di ombre che stanno affondando la nostra città. Caro sindaco, questa è l'ennesima riprova che non solo non meriti la carica di primo cittadino ma soprattutto che i pescaresi meritano di meglio. Qui di illegale ci sei solo tu e la tua giunta che non vi siete dimessi dopo questo scandalo legato alla ripetizione del voto. Sentiamoci tutte e tutti chiamati in causa, soprattutto chi non potrà votare”.