Mercoledì, 18 Marzo 2026 17:41

In Abruzzo 237 medici di base in pensione entro il 2028, Di Marco (Pd): "La Regione esca dall'inerzia"

Vota questo articolo
(0 Voti)
I numeri emergono dall'ultimo report Gimbe: tra il 2019 e il 2024 se ne sono persi il 20%. Il consigliere regionale parla di allarme e chiede interventi urgenti e netti per evitare che la situazione esploda
Entro il 2028 in Abruzzo 237 medici di famiglia andranno in pensione. Un dato che colloca la regione all’undicesimo posto in Italia, ma che la vede salire al terzo se si guarda alla riduzione dei medici: tra il 2019 e il 2024, infatti, sono scesi del 20%, ben al di sopra della media nazionale che è del 14,1%. A dirlo è la fondazione Gimbe nel suo ultimo rapporto. Oggi, in Abruzzo, di medici di base ne mancherebbero 12. Il dato sulla carenza, che pone la regione in penultima posizione, tra quelle con il dato più basso, è una stima elaborata tenendo conto del rapporto ottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti. A commentarli, i numeri, è il consigliere regionale Pd Antonio Di Marco che si rivolge alla Regione accusandola di inerzia e chiedendo azioni concrete per far sì che il rinnovato allarme non esploda trasformandosi in emergenza. Quello abruzzese, afferma, è “un dato tra i peggiori in Italia. Un allarme che, purtroppo – dichiara -, è per noi cosa nota e si sta rivelando esattamente quello che avevamo denunciato già due anni fa, raccogliendo le preoccupazioni della Federazione dei medici di medicina generale d’Abruzzo, che l’ha poi rilanciata”. “In questi anni abbiamo anche combattuto battaglie concrete per territori rimasti senza copertura, soprattutto nelle aree interne, dove a pagare il prezzo più alto sono stati anziani e cittadini fragili. Ma la soluzione non c’è ancora e le prospettive dicono che il tempo per agire è sempre meno”, chiosa Di Marco. “Oggi quella situazione non solo non è stata risolta, ma rischia di esplodere -ribadisce il consigliere Pd -: la Regione Abruzzo non ha ancora messo in campo risposte adeguate a quello che nel 2028 sarà un problema enorme per l’intera comunità, né soluzioni. Questo significa una cosa molto semplice: sempre più cittadini rischiano di restare senza un punto di riferimento essenziale per la propria salute e si tratta soprattutto di persone che vivono nelle aree interne e in fasce di età fragile e vulnerabile”. “Non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di anni di mancata programmazione. E proprio per questo servono interventi immediati: rafforzare la medicina territoriale, rendere più attrattiva la professione e garantire un ricambio reale, soprattutto nelle aree più fragili. La sanità di prossimità è il primo presidio di equità. E senza medici di base, - conclude Di Marco - semplicemente, non esiste”.
Letto 2 volte