Mercoledì, 18 Marzo 2026 14:07

Ettorre (Avs-SI) sul referendum: "Anche a Pescara i fuorisede voteranno, difesi i diritti democratici"

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Il segretario provinciale esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto, anche a Pescara, grazie alla mobilitazione nazionale che, in qualità di rappresentanti di lista, consentirà a lavoratori e studenti fuorisede di votare: "I giovani vogliono partecipare e il governo ha sbagliato a negare questo diritto"
“Anche a Pescara, decine di fuorisede, studenti e lavoratori, voteranno al referendum sulla giustizia come rappresentanti di lista di Avs”. Lo fa sapere il segretario provinciale Avs-Si Roberto Ettorre parlando di “un risultato politico importante, frutto di una mobilitazione nazionale e territoriale di Alleanze Verdi Sinistra, che dimostra due cose: che i giovani hanno voglia di partecipare e che il governo ha sbagliato a negare il diritto di voto alle persone fuorisede”. “Grazie all'appello nazionale di Avs i fuorisede – spiega - potranno invece esprimere il voto essendo nominati rappresentanti di lista. Un lavoro politico e organizzativo importante che dimostra come, quando c’è una comunità militante attiva, sia possibile difendere concretamente i diritti democratici”, chiosa Ettorre. “Per consentire il voto a chi è fuorisede si è dovuto ricorrere a soluzioni straordinarie, visto che il governo ha scelto di non garantire pienamente l’esercizio di questo diritto: la destra ha paura dell’esito del voto. Ha paura della partecipazione democratica e di un pronunciamento popolare libero”, continua Ettorre. “La mobilitazione del ‘No al Referendum’ continua – sottolinea -: difendere la partecipazione democratica e difendere l’autonomia della magistratura sono due facce della stessa battaglia, per la qualità della nostra democrazia. L’appello che rivolgiamo alle cittadine e ai cittadini è chiaro: andiamo a votare e votiamo No. Votiamo No per difendere l’autonomia della magistratura, per respingere un disegno che punta a indebolire i contrappesi democratici e per affermare con forza – conclude Ettorre - che la giustizia non può essere messa sotto tutela politica”.
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