Lunedì, 02 Marzo 2026 15:09

A Montesilvano il “modello pubblico” dell’accoglienza funziona: integrazione e autonomia per 62 migranti

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Sono 30 adulti e 32 minori (8 neo maggiorenni) quelli di cui si occupa attualmente l'Azienda speciale tramite i progetti Sai (Sistema di accoglienza e integrazione). La presidente Santavenere fa un bilancio e parla di vero "Modello Montesilvano" parlando di attiività collaborazione e obiettivi
Due progetti per garantire accoglienza e integrazione a 62 migranti: 30 adulti che possiedono già lo status di protezione internazionale o sussidiaria, o che sono richiedenti asilo e 32 minori non accompagnati con 8 di questi appena diventati maggiorenni. A occuparsene è l’Azienda speciale guidata da Sandra Santavenere che fa il punto sul buon funzionamento dei progetti parlando di “Modello Montesilvano” frutto di “una gestione interamente pubblica del sistema di accoglienza” che, sottolinea, “ci permette di avere personale che garantisce stabilità e professionalità, controllo diretto a più livello delle attività e dei servizi” che riguardano i progetti che si portano avanti. Un buon lavoro, portato avanti con un approccio multidisciplinare, che al Comune è valso negli anni diverse valutazioni positive da parte degli esperti di monitoraggio del ministero tanto che la città è stata scelta, su segnalazione di Anc nazionale, come sede di un documentario di inchiesta sul tema dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. I progetti di accoglienza per adulti e minoriUn bilancio fatto con il sindaco Ottavio De Martinis quello sui due progetti citati e, nello specifico, quello “Sai Ordinari” attivo dal 2017 che prevede l’accoglienza di 30 adulti con 30 proprio quelli di cui oggi si sta occupando l’azienda speciale; e il Msna per i minori non accompagnati attivo invece dal 2019 e che prevede al massimo un’accoglienza di 40 ragazzi. Se il primo si pone come obiettivo l’integrazione completa compresa l’autonomia abitativa che ha portato il Comune ad aderire al progetto “Stand” della rete delle Città del Dialogo grazie al quale, in raccordo con associazioni inquilini, agenzie immobiliari e sindacati dei piccoli proprietari, si cerca di garantire una sistemazione soprattutto agli ospiti già occupati; il secondo, quello rivolto ai minori, punta all'inserimento scolastico, la formazione linguistica e l'inserimento lavorativo, tramite l’attivazione di tirocini di inclusione sociale. Obiettivi per i quali la responsabile dello stesso, Livia Bentivoglio, “abbiamo costituito una long list di aziende disponibili ad accogliere e formare i tirocinanti, ottenendo nel tempo ottimi risultati in termini di inserimento lavorativo vero e proprio”. La scelta del “doppio binario” fatta dall'amministrazioneProgetti non facili da gestire a causa dei limiti e delle criticità nell’applicazione nazionale ed europea spesso contraddittoria e non adeguata, spiega la stessa amministrazione, ma che Montesilvano riesce bene a gestire, rivendica spiegano la scelta di un approccio fatto su due livelli: quello culturale per far sì che si abbattano i pregiudizi consentendo l’integrazione sociale dei migranti, e quello prettamente amministrativo per cui sono stati avviate attività capaci di migliorare i rapporti con i migranti sul territorio ek, in particolare, sottolinea l’ente, “hanno riportato sotto il controllo dell’amministrazione comunale la gestione dei processi di accoglienza ed integrazione dei migranti stessi ottenendo indubbi ritorni positivi in termini di dislocazione sul territorio, di utilità sociale ed in termini di integrazione”. Un lavoro fatto proprio con i due progetti citati che all’Azienda speciale fanno capo e che la stessa porta avanti, sottolinea, grazie al lavoro di una équipe multidisciplinare composta da operatori dell'accoglienza, assistenti sociali, psicologi ed educatori professionali. L’occasione per ricordare che nella progettualità Sai sono previsti anche l’insegnamento della lingua italiana e il coinvolgimento di mediatori multiculturali. Nel complesso quindi ai migranti, spiega ancora l’amministrazione, si garantiscono servizi fondamentali che vanno dall'accoglienza materiale, alla mediazione linguistica culturale, all'orientamento, la formazione professionale, e fino all'orientamento e all’accompagnamento nell’inserimento lavorativo e abitativo, senza dimenticare la tutela psico-socio-sanitaria. Le iniziative di integrazione più recenti e le collaborazioniPer favorire l’integrazione, tra l’altro, molti ragazzi partecipano ad attività sportive, anche gestite dall'Azienda speciale o da altre realtà locali, e differenti calciatori sono stati tesserati da società sportive del territorio. I beneficiari collaborano da anni anche con l'associazione Agbe - Associazione genitori bambini Emopatici, nell'ambito del volontariato, per la raccolta di fondi tramite la realizzazione e la vendita di piccoli oggetti natalizi o delle uova di Pasqua dell’associazione, ricorda ancora il Comune. Tra le iniziative più recenti, sottolinea, ci sono stati il progetto Bridge, che ha previsto attività di scambio tra i giovani migranti stranieri non accompagnati di Montesilvano e quelli di Ravenna; la mostra fotografica “Along the border” e il progetto Ponti d’arte per l’accoglienza, che ha visto artisti palestinesi collaborare con i minori stranieri nella realizzazione di un grande murales, simbolo di dialogo interculturale. I beneficiari hanno anche partecipato alla realizzazione di un murale in via Rimini nell'ambito del Pulpa Festival, oltre che alle attività per rafforzare la partecipazione attiva dei giovani promosse dal Comune di Montesilvano tramite il Progetto Youth Work. Altra importante collaborazione quella con Spazio Mincio 14, il centro di aggregazione giovanile, dove i migranti possono frequentare i loro coetani partecipando a workshop con dei professionisti del settore su tematiche quali protagonismo giovanile e cittadinanza attiva, ricerca attiva di lavoro, orientamento, mentoring e coaching. intelligenza emotiva. Santavenere: “Ecco come abbiamo costruito un modello virtuoso”Nel ribadire che quello messo in piedi è un vero e proprio modello virtuoso, Santavenere rimarca quanto la gestione pubblica in questo sia importante. “E’ questo che rende virtuoso il modello, ponendolo al centro di un tessuto sociale e istituzionale attento e aperto a sviluppare strategie interculturali che valorizzino la diversità, in un’ottica di pacificazione del territorio e reale integrazione. Si sa, infatti, che l’accoglienza senza integrazione è la causa della mancata pacificazione sociale”, aggiunge. “Il sistema Montesilvano lavora proprio per dare tutti gli strumenti affinché ci sia una reale integrazione. Passando dalla conoscenza non solo dei diritti ma anche dei doveri e vuole sottolineare l’importanza del rispetto reciproco delle tradizioni culturali e religiose. Siamo il paese ospitante, ma il messaggio deve essere chiaro: per restare é necessario integrarsi. Se ognuno fa la sua parte, la relazione sociale sarà positiva, fatta di pacifica convivenza, confronto e crescita reciproca. Gli obiettivi che ci poniamo li perseguiamo attraverso un grande lavoro di squadra. Resta sempre però quel diritto negato ab origine, cioè il diritto di scelta di questa persone di restare nella loro terra”, chosa. “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dal nostro modello di gestione che trova il punto di equilibrio proprio nella sua natura pubblica. L’accoglienza – sottolinea il sindaco De Martinis - è un dovere morale da parte nostra, ma d’altro canto, anche integrarsi è un dovere, per cui quello che si auspica e si cerca di ottenere, è un rispetto reciproco. Rispetto delle leggi e delle regole del paese ospitante, reso possibile grazie alla presenza dell’equipe multidisciplinare che opera a stretto contatto con i ragazzi, mettendoli al corrente dei diritti e dei doveri e dunque rendendo chiare il più possibile, le regole da rispettare per una pacificazione sociale”.
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