Lunedì, 02 Marzo 2026 12:04

Artese (Gruppo misto): "Stop al taglio degli alberi e al consumo di suolo. A Pescara serve un vero ambientalismo"

Vota questo articolo
(0 Voti)
In vista del voto dell’8 e 9 marzo la consigliera comunale uscente parla di una gestione del centrodestra priva di pianificazione tanto che per diventare plastic-free "è mancata l'azione". Solo un esempio per parlare di cosa andrebbe realmente fatto per far crescere la città portandola verso una concreta sostenibilità
La consigliera comunale Caterina Artese (Gruppo misto), si prepara, come tutti a Palazzo di Città, alla sfida (parziale) delle urne dell’8 e del 9 marzo e a pochi giorni dal richiamo al voto degli oltre 14mila elettori delle 23 sezioni in cui le amministrative del 2024 sono state annullate dal consiglio di Stato, parla di quello che è il tema su cui, in questa consiliatura, ha lavorato: l’ambiente. Un intervento in cui parla, in particolare, di quello che a suo parere non va nella gestione del verde per cui l’amministrazione Masci andrebbe bocciata, e di cosa, invece, ritiene andrebbe fatto per rendere la città una città che guarda alla sostenibilità e, di conseguenza, a un miglioramento della qualità della vita. Per Artese a mancare sarebbe stata sempre una visione e di conseguenza anche una programmazione come le scelte fatte dal centrodestra dimostrerebbero, sottolinea parlando in particolare di gestione, di tagli e di consumo di suolo. Un intervento il suo, in cui spiega cosa voglia dire, dal suo punto di vista, essere un consigliere comunale ambientalista. “Essere consigliere comunale ambientalista significa avere una visione complessiva della città, in cui ambiente, salute, sviluppo economico e qualità della vita sono strettamente connessi”, dichiara infatti Artese rimarcando il fatto che “ambiente è salute”. “Un ambientalista in Comune lavora ogni giorno perché Pescara diventi una città sana, giusta e a misura d’uomo. In questa breve consiliatura eravamo a un passo dal dichiarare Pescara città plastic free: è mancata solo l’azione”, aggiunge parlando di una città che ha bisogno “di un ambientalismo che governi e non subisca, che rigeneri il commercio, il turismo e il territorio, dalla Pineta Dannunziana alle strade, dai marciapiedi al decoro urbano”. “Un consigliere ambientalista lavora affinché ogni decisione, ogni atto e regolamento tengano conto dell’impatto naturale e sanitario, non solo del profitto. Favorendo, ad esempio la riqualificazione dell’esistente in campo urbanistico senza aumenti di cubatura e consumo di suolo. Serve una pianificazione urbana che tenga in debito conto corridoi e reti ecologiche”. “Pescara non pianifica – incalza Artese -, sembra non conoscere la vocazione naturale e commerciale del territorio. Grazie alla fortunata posizione geografica e alla presenza dell’aeroporto potrebbe dare grande impulso al turismo naturalistico (mare, montagna, aree protette)”. Ambiente vuol dire anche, continua la consigliera comunale, “preoccuparsi per il futuro”. “Essere consigliere comunale ambientalista indica assunzione di responsabilità verso le nuove generazioni al fine di lasciare una città più vivibile, più verde, più resiliente ai cambiamenti climatici”, dice ancora Artese. “Le decisioni prese oggi avranno effetti tra dieci, venti, trent’anni. Un consigliere comunale ambientalista valuta ogni decisione chiedendosi: questo progetto inquina? Consuma troppo suolo? Migliora o peggiora la qualità della vita? Pescara può crescere senza consumare altro suolo e senza compromettere il suo patrimonio naturale”. “C’è una massima forestale che esprime compiutamente come fare: ‘abusus non tollit l’usum’, vale a dire l’abuso di un bene non può giustificare l’uso dello stesso. Un politico è ambientalista quando mette l’ambiente al centro delle decisioni e lo fa basandosi su dati scientifici, non sul consenso elettorale. Tiene insieme ambiente, economia e lavoro, senza sacrificare il futuro per vantaggi immediati. Vota coerentemente anche quando è impopolare. Accetta compromessi ma non svende i principi ambientali. Parla di ambiente insieme a lavoro, salute ed economia. Ha una visione democratica e agisce nell’interesse della collettività”. “Essere consigliere comunale ambientalista significa dare priorità al bene comune mettendo in secondo piano l’interesse privato. Pescara può fare di più”, sostiene ancora la consigliera comunale uscente. “La politica di Pescara percepita all’esterno delle sale consiliari è ben diversa da quella che accade tra le mura del palazzo. Chi fa politica con la polemica e l’offesa manca di argomenti, di creatività e di soluzioni. Pescara è ancora troppo lontana da una politica fondata sulla sostenibilità ambientale. Ultimo caso insostenibile è il previsto abbattimento di 2-4 alberi di pino domestico in Piazza Duca, dove sono in corso dei lavori di riqualificazione (comunicazione degli operai ai cittadini). Attualmente ogni intervento comporta il sacrificio di alberi e di suolo”. “Dobbiamo darci degli obiettivi indiscutibili – conclude Artese -: consumo di suolo pari a zero e stop al taglio degli alberi. Abbiamo bisogno di ambientalisti veri”.
Letto 1 volte