Domenica, 01 Marzo 2026 17:16

Intervengono per salvare vite e vengono travolti: "miracolati" sulla A1 tre agenti della penitenziaria di Pescara e di Vasto

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Si erano fermati per supportare la stradale per un tamponamento, ma un'auto è sopraggiunta travolgendone due, tra cui un agente del capoluogo adriatico: morto il conducente dell'auto. Drammatico il racconto di uno degli uomini della penitenziaria reso noto dal segretario nazionale Cnpp-Spp, Mauro Nardella, che ora chiede un riconoscimento
Tre agenti della Polizia Penitenziaria del nucleo Traduzioni e Piantonamenti di Vasto e due colleghi di Pescara sono stati coinvolti nel drammatico incidente avvenuto nelle prime ore del mattino del 28 febbraio sulla A1 Milano-Napoli, rischiando la vita. A rendere noti i dettagli dell'accaduto è il segretario nazionale Cnpp-Spp, Mauro Nardella, che chiede un riconoscimento per i tre agenti (almeno una promozione), fermatisi per soccorrere alcune persone coinvolte in un tamponamento trasformatosi poi in una tragedia dalla quale si sono miracolosamente salvati. Secondo la ricostruzione dei fatti, il tamponamento è avvenuto poco prima delle 4 tra un furgone e un’auto al chilometro 178 in direzione Sud, come riporta . Gli agenti, di ritorno da un servizio di traduzione di detenuti, si sono subito fermati per prestare soccorso e supportare la Polizia Stradale nella gestione del traffico. A quel punto, però, sarebbe giunta un’altra auto che avrebbe travolto le persone ferme sulla carreggiata, agenti compresi. Il bilancio è di un morto (il conducente dell’auto che non si è fermata) e tre feriti: due di questi, ricoverati d’urgenza, sono agenti della Penitenziaria e uno di loro lavora nel carcere di Pescara. Il terzo ferito è il conducente dell’altra auto coinvolta nel tamponamento. Il racconto di uno degli agenti coinvolti nell'incidenteIl segretario Cnpp-Spp affida il racconto di quei drammatici momenti alle parole di uno degli agenti coinvolti: “Mentre rientravamo da una traduzione effettuata a Parma per conto del carcere di Sulmona, alle ore 3:20, sull’autostrada A1, al chilometro 178, ci siamo imbattuti in un tamponamento tra un furgone e un'auto”, racconta uno degli agenti al segretario nazionale. “Ci siamo immediatamente attivati per mettere in sicurezza la circolazione stradale attraverso l’uso di lampeggianti e catarifrangenti, ma all’improvviso siamo stati travolti da un'auto che arrivava verso di noi a forte velocità”. “Nonostante i nostri tentativi di avvisare il conducente abbiano messo in serio pericolo la nostra vita, l’automobilista ha continuato la sua marcia schiantandosi sulle auto coinvolte nel tamponamento. Nella sua folle corsa ha colpito due colleghi e il conducente dell’auto coinvolta nel primo impatto”, continua il racconto.“Insieme ai poliziotti della Stradale abbiamo attivato immediatamente i soccorsi. Il sostituto commissario e l’altro collega di Pescara, apparentemente esanimi, venivano trasportati e ricoverati in ospedale insieme al conducente dell’auto al quale veniva amputata la gamba. Il conducente dell’auto piombataci addosso è morto sul colpo: è stato un miracolo se siamo ancora vivi”. Nardella: “Un miracolo, erano lì per salvare vite. Va dato un riconoscimento"Un racconto drammatico che Nardella definisce “un autentico miracolo materializzatosi a vantaggio dei tre baschi blu vastesi e dei due pescaresi di ritorno da un delicato servizio di traduzione di detenuti ad alta sicurezza. Stiamo parlando di servitori dello Stato che, prima ancora di definirli miracolati, è doveroso chiamare veri e propri eroi”, rimarca. “Il turno massacrante al quale erano stati sottoposti, fatto di un numero imprecisato di ore di lavoro, poteva concludersi con un dramma dalle proporzioni immani. Fortunatamente, stando a quanto testimoniato dal collega, una mano divina è scesa su di loro risparmiando loro la vita”. Vite risparmiate mentre, sottolinea ancora Nardella, erano lì per salvarne altre: “non si può non parlare di miracolo perché di questo si tratta”, ribadisce. “Vincenzo, Giuseppe e Antonio (questi i nomi dei tre agenti feriti) hanno voluto dare il loro contributo per una causa, quella dei loro colleghi di Sulmona alle prese con grossi problemi di ordine penitenziario, e per poco non hanno rischiato di lasciare scritto su un epitaffio il loro desiderio di mettersi a disposizione. Più che semplici poliziotti andrebbero definiti sicuramente eroi”, sottolinea di nuovo il segretario del Cnpp-Spp. “A loro, e credo di parlare a nome di tutto il corpo di polizia penitenziaria, va il mio e il nostro più sentito compiacimento per il lavoro svolto e gli auguri di pronta guarigione”. Quindi la richiesta di un giusto riconoscimento: “A loro l’amministrazione penitenziaria deve l’onore e per questo motivo vanno assolutamente, e come minimo, promossi al grado superiore”, conclude Nardella.
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