Martedì, 17 Febbraio 2026 19:27

Paolucci e Blasioli (Pd): "Nessun chiarimento da Verì sulle valutazioni opposte per le liste d'attesa, andiamo in Vigilanza"

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Una "non risposta" quella all'interpellanza con cui chiedevano chiarimenti sul perché il Raus aziendale promuove l'operato del direttore generale della Asl di Pescara per la loro riduzione e invece l'Agenzia sanitaria regionale gli assegna 0 punti, che per i due conferma il "pasticcio amministrativo". Ma la questione, denunciano, "non può rimanere in sospeso"
Due valutazioni diverse sull’operato del direttore generale della Asl Pescara riguardo le liste d’attesa, e nessuna risposta chiara dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. A denunciarlo sono il capogruppo regionale Pd Silvio Paolucci e il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli riferendo della risposta all’interpellanza presentata all’assessorato su un tema tanto importante che, con delle non risposte, avrebbe di fatto confermato, sostengono, il “pasticcio amministrativo” fatto. Le valutazioni sono quelle sull’operato del direttore generale della Asl di Pescara che per il Ruas aziendale “Responsabile unico dell’assistenza sanitaria) che, sottolineano, ha assegnato punti molto elevati e il rispetto dei tempi di attesa promuovendo di fatto l’operato del direttore generale rispetto ai target fissati; e quella dell’Agenzia sanitaria regionale che invece, sottolineano, “certifica un dato complessivo del 61% e attribuisce zero punti proprio sull’obiettivo principale. Due numeri incompatibili su una sola realtà, che in questi giorni ci parla di un Abruzzo di nuovo fanalino di coda, come spesso lo è stato con la destra al governo, anche per le liste d’attesa”. La risposta di Verì, ribadiscono Paolucci e Blasioli, “dà ragione paradossalmente a tutti i nostri rilievi e lo diciamo con chiarezza, perché dopo quattro mesi dall’attesa della valutazione, il nodo centrale resta intatto, nodo che tenteremo di sciogliere in commissione vigilanza – annunciano -, con le audizioni che serviranno perché non può restare una questione sospesa”. “Avevamo posto una questione semplice quanto grave: come è possibile che sullo stesso obiettivo esistano due valutazioni opposte? Non solo non è arrivato alcun chiarimento politico né amministrativo capace di spiegare questa frattura, ma resta un’ambiguità gravissima che non può essere liquidata come un dettaglio tecnico perché condiziona gli atti e le decisioni del dg ancora in carica, non decaduto”, chiosano i due esponenti dem.“Parliamo dell’obiettivo più sensibile per i cittadini: le liste d’attesa – rimarcano -. Parliamo di una valutazione che non incide solo sulla retribuzione di un manager pubblico, ma sulla sua stessa permanenza alla guida di un’azienda sanitaria. E parliamo di un contesto in cui la questione delle liste d’attesa è finita anche sotto l’attenzione della magistratura, oltre a essere tornata di attualità con il nuovo ultimo posto registrato dai dati Agenas. Di fronte a tutto questo, non è possibile avere risposte evasive. Non è pensabile continuare a minimizzare mentre emergono evidenti contraddizioni interne al sistema regionale. Basta prese in giro”. Sarà quindi in commissione vigilanza che “chiederemo le audizioni di tutti i soggetti coinvolti: il Ruas aziendale, l’Agenzia sanitaria regionale, la direzione della Asl di Pescara e la giunta regionale. Serve fare piena luce. Serve capire chi ha deciso cosa, o chi non ha deciso, con quali dati e con quali responsabilità e come si intende procedere dato che lo stesso assessore ha chiarito che l'impianto degli obiettivi e delle procedure della valutazione non sono state modificate né da atti giuntali né da leggi nazionali, in particolar modo il decreto legge 73/2024, come sostenuto da qualche avventata dichiarazione degli esponenti della maggioranza”. “Solo attraverso un confronto pubblico e trasparente – concludono - sarà possibile chiarire l’intreccio che ha prodotto questa situazione e restituire credibilità al sistema di valutazione. Le liste d’attesa non sono un numero in un foglio Excel. Sono il tempo di cura dei cittadini di cui chi governa non si sta occupando”.
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