Lunedì, 16 Febbraio 2026 10:00

Il consigliere d'Ettorre formalizza la richiesta: subito il referendum consultivo sulla Nuova Pescara a Spoltore

Vota questo articolo
(0 Voti)
L'esponente di minoranza che aveva chiesto di inserire il referendum nella delibera con cui il consiglio comunale ha chiesto lo stop della fusione, chiede ora a sindaco e presidente di indirlo prima possibile nella convinzione che saranno proprio i cittadini a smentire l'idea di "volontà popolare" legata al referendum del 2014
Il consigliere comunale d'opposizione Stelvio D'Ettorre ha inviato la richiesta formale al sindaco di Spoltore Chiara Trulli e al presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani, perché si indica con urgenza il referendum consultivo perché gli spoltores tornino a dire la loro sulla fusione con Pescara e Montesilvano nella convinzione che “verrebbe finalmente meno il pretesto di chi sostiene la fusione affermando di ‘rispettare la volontà popolare’”.Di inserirlo nella delibera con cui il consiglio comunale ha chiesto di fermare l'iter e di abrogare la legge regionale, era stato proprio D'Ettorre (delibra 1 del 28 gennaio 2026 approvata in aula all'unanimit). “Lo Statuto comunale di Spoltore, all'articolo 47, stabilisce che ‘il referendum può essere richiesto per qualsiasi settore di competenza comunale, fatta eccezione per le materie attinenti ai tributi, alla tutela dei diritti delle minoranze, alle questioni riguardanti persone determinate e alla disciplina del personale, sia del Comune sia dei servizi comunali’”, ricorda il consigliere di centrodestra. “Fino a prova contraria, la rappresentanza dei consiglieri comunali esprime la volontà democratica della popolazione, e il Testo unico degli enti locali e gli statuti dei comuni devono essere applicati in ogni loro parte, non solo per quanto concerne le prerogative della Regione. Il Tuel e lo statuto comunale - prosegue - prevedono la possibilità di consultare gli elettori su questioni di interesse generale, come nel caso in esame. La volontà popolare è profondamente cambiata rispetto al 2014, quando una piccola percentuale di cittadini si espresse su un quesito ambiguo e, a mio avviso, ingannevole, qualificato come parere consultivo. All'epoca si parlava di risparmio pubblico, oggi rivelatosi irrealistico, e non si chiariva che non si trattava di una fusione vera e organica, ma di una vera e propria annessione, priva di progetti concreti e calcoli verificabili”.“Con questo referendum - ribadisce - verrebbe finalmente meno il pretesto di chi sostiene la fusione affermando di ‘rispettare la volontà popolare’. Non è più possibile nascondersi dietro decisioni di dodici anni fa, basate su un quesito fumoso e posto in un contesto storico e politico completamente diverso da quello attuale: i cittadini hanno il diritto di esprimersi oggi, con chiarezza, trasparenza e in modo definitivo”.“Chiedo quindi al sindaco, al presidente del consiglio e a tutti i consiglieri comunali di fare tutto il possibile per fermare un progetto che, a mio avviso, interessa solo pochi politici, operatori immobiliari e una minoranza di cittadini, salvaguardando l'interesse generale della nostra comunità. Il referendum - conclude D'Ettorre - rappresenta lo strumento più diretto e trasparente per dare voce ai cittadini e ripristinare una piena e autentica espressione democratica sul futuro del nostro Comune”.
Letto 0 volte