Domenica, 15 Febbraio 2026 10:04

Donna prova a consegnare stupefacente al familiare detenuto durante il colloquio in carcere, denunciata

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Il tentativo è stato sventato dagli agenti della polizia penitenziaria in servizio nel carcere San Donato di Pescara
Un tentativo di introdurre droga nel carcere San Donato di Pescara nel corso di un colloquio tra una donna e il familiare detenuto è stato sventato dagli agenti della polizia penitenziaria.E il sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), come si legge in una nota firmata dal segretario provinciale Giovanni Scarciolla, «esprime vivo apprezzamento per l’ennesima operazione portata a termine con professionalità, attenzione e senso del dovere dal personale della polizia penitenziaria, in servizio nella casa circondariale di Pescara, impegnato quotidianamente nel garantire sicurezza e legalità all’interno dell’istituto». In base alla ricostruzione dei fatti, nella giornata di sabato 14 febbraio, una donna proveniente dalla provincia di Foggia, giunta nell’istituto per effettuare un colloquio con il proprio familiare detenuto, avrebbe provato a introdurre sostanza stupefacente durante l’incontro. La stessa è stata sottoposta ai consueti controlli di routine e il suo atteggiamento ha insospettito le due operatrici in servizio. Le agenti, dimostrando elevata professionalità, intuito operativo e profonda conoscenza delle dinamiche penitenziarie, hanno proceduto a una perquisizione personale, ipotizzando la possibile detenzione di sostanze illecite. L’attività di controllo avrebbe permesso di rinvenire un involucro contenente circa 100 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish, abilmente occultata all’interno delle parti intime. «Grazie alla prontezza, alla competenza e all’attenzione del personale intervenuto, è stato possibile impedire che l’ingente quantitativo di droga entrasse nella disponibilità della popolazione detenuta», scrive Scarciolla, «se ciò fosse avvenuto, avrebbe generato un illecito giro d’affari di diverse migliaia di euro, favorendo fenomeni di indebitamento, pressioni e il coinvolgimento dei familiari dei detenuti in ulteriori tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti. La donna è stata deferita all’autorità giudiziaria competente. Il Sappe rivolge un plauso particolare agli agenti e alle agenti che, con senso di responsabilità, professionalità e spirito di sacrificio, hanno reso possibile il rinvenimento della sostanza, confermando ancora una volta l’elevato livello di preparazione del Corpo di polizia penitenziaria». «Questo episodio dimostra, ancora una volta, l’importanza del lavoro svolto quotidianamente dal personale di polizia penitenziaria», dice il segretario provinciale del Sappe Scarciolla, «che con professionalità, dedizione e grande attenzione operativa, riesce a contrastare efficacemente i tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti, tutelando la sicurezza degli operatori, dei detenuti e dell’intera collettività». Il Sappe rinnova infine l’appello alle istituzioni affinché venga riconosciuto concretamente il valore del lavoro svolto dal Corpo, attraverso maggiori investimenti, organici adeguati e un potenziamento degli strumenti di prevenzione e controllo.
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