Lunedì, 26 Gennaio 2026 15:03

Scattano le tariffe "calmierate" per le strisce blu della riviera nord: pochi utenti e la polemica politica incalza

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Dal 26 gennaio via alla tariffa giornaliera di 5 euro dalle 8 alle 20, ma per le opposizioni l'ordinanza "correttiva" non cambia la sostanza perché una delibera di giunta non c'è: per il centrodestra era giusto pagare di più, "resta una mossa elettorale". E tra mancato confronto e ponziarli rischi per le casse del Comune, un nuovo attacco al "sindaco giusto"
Da questa mattina, lunedì 26 gennaio, sono entrate in vigore le nuove tariffe “calmierate” delle strisce blu della riviera nord. Se ora ci sono tariffa giornaliera e orari di validità, la polemica politica sulla seconda ordinanza, non si arresta. Per le opposizioni, sia che i ritardi nell’attuazione delle modifiche siano stati dovuti agli uffici, la decisione che sarebbe stata presa perché ai prezzi iniziali in pochi avrebbero scelto di lasciare l’auto sulla riviera, resta una mossa elettorale del centrodestra che ancora una volta avrebbe evitato il confronto politico su una scelta che, si teme, possa avere anche conseguenze sotto il profilo finanziario per l’ente. Le nuove tariffe per parcheggiare sulla riviera nordPer quanto riguarda ciò che prevede l’ordinanza che modifica la delibera che ha fatto diventare a pagamento i parcheggi sulla riviera dal 1 dicembre 2025, la novità è che dal 26 gennaio (nel tratto di viale della Riviera compreso tra via Muzii e piazza Primo Maggio, e in quello del Lungomare Matteotti compreso tra piazza Primo Maggio e Madonnina del Porto compreso il parcheggio antistante il Museo del Mare) si pagheranno 5 euro al giorno (1 ora la tariffa oraria fino al raggiungimento dei 5 euro che varranno poi per l’intera giornata). Tariffa valida dalle 8 alle 20 (domeniche e festivi inclusi). La polemica politica Un costo decisamente più contenuto rispetto a quello che dal 1 dicembre si è pagato dato che, era stato denunciato in particolare dal capogruppo Pd Piero Giampietro, un limite giornaliero non era previsto con il rischio di pagare fino a 30 euro al giorno e per una fascia oraria ben più ampia: fino alla mezzanotte. Proprio questa rimodulazione ha portato alla convocazione da parte del presidente Paolo Sola (M5s), di una commissione comunale straordinaria della commissione Controllo e garanzia sia per chiarire alcuni aspetti tecnici della seconda ordinanza, sia perché quell’atto per chi siede tra i banchi della minoranza è arrivato in un momento particolarmente delicato nella vita di Palazzo di Città visto che tutti sono oggi ricandidati alle elezioni parziali dell’8 e il 9 marzo. Dietro la questione “tecnica” portata al tavolo dal dirigente del settore Viabilità Piergiorgio Pardi, ci sarebbe per loro una mossa elettorale e la posizione, nonostante le spiegazioni date da Pardi, al termine della commissione non è mutata e per più di un motivo. Il dirigente ha spiegato, con la conferma arrivata anche dal consigliere di Forza Italia Claudio Croce, che tra l’ultima ordinanza e la delibera di novembre non vi sarebbe nessun conflitto: l’atto dirigenziale non avrebbe fatto altro che definire gli aspetti incompleti della delibera per cui le tariffe in vigore sono quelle ora stabilite e di conflitti, tra i due atti, non ce ne sono. Per Giampietro e Donato Di Matteo (Lista Costantini sindaco) quello che è rimasto “immutato” è il dato politico: il passo indietro lo hanno fatto gli uffici con l’ordinanza, ma non c’è stata una seconda delibera che abbia cassato gli aumenti ben più alti decisi con la delibera che è andata a correggere. Non solo. Per Di Matteo tra la nuova ordinanza che avrebbe sin da subito avuto il placet dell’amministrazione e quindi dal sindaco “giusto” potrebbe potenzialmente ridurre gli introiti previsti da Pescara Multiservice, finendo avere anche effetti anche sul fronte finanziario per il Comune. Un “giusto” non scelto a caso, ma riferito all’aggettivo che proprio Masci ha scelto per questa particolare campagna elettorale. Grave invece per Massimiliano Di Pillo (Pettinari sindaco) che ancora una volta, di fronte a un atto che arriva da una decisione politica (la delibera di giunta), a rispondere ancora una volta è stato un tecnico e non un rappresentante della stessa. Per lui un ennesimo atto di “arroganza, boria e presunzione di questa destra”, ha detto. Sui tempi di approvazione dell’ordinanza Pardi ha quindi spiegato che se è le modifiche sono arrivate solo ora (ricordiamo che le tariffe ora corrette sono scattate il 1 dicembre), è perché ad accumularlo il ritardo sono stati gli uffici sommersi da provvedimenti durante tutto il periodo delle festività. Parole insufficienti per le minoranza a giustificare quella che hanno definito la “retromarcia” dell’amministrazione: per loro la mossa resta elettorale. Ci sarebbe tra l’altro un motivo ben preciso dietro la decisione di definire la tariffa giornaliera e la fascia oraria in cui è in vigore, ha spiegato Pardi: dal 1 dicembre, visto che la tariffa giornaliera non c’era e si rischiava di pagare moltissimo, in pochi avrebbero deciso di lasciare l’auto negli stalli blu della riviera nord. Questo e la volontà di dare uniformità alle tariffe avrebbe quindi portato alla revisione della delibera per tramite della nuova ordinanza. Per Di Matteo le spiegazioni, seppur nel rispetto del lavoro fatto dai tecnici, non reggerebbero. E questo perché, ha detto, “si ha l’impressione che il sindaco giusto e imparziale condizioni anche il comportamento dei dirigenti per fare cose che non sono accettabili in campagna elettorale. Abbiamo fatto battaglie in aula contro quella delibera, ma nessuno ha fatto un passo indietro e questa intransigenza di è verificata anche in altre cose”. Ora sui parcheggi, così come per il porta a porta, i passi indietro però arrivano ha denunciato Di Matteo, per cui, ha detto ancora invitando ad essere “giusti e imparziali” i dirigenti e gli uffici, “il sindaco diventa parziale e usa tutti gli espedienti possibili in campagna elettorale per avere consensi, persino su ciò contro cui lui ha fatto battaglia contro le opposizioni”. Dubbi, quindi, li ha espressi su quella rimodulazione delle tariffe perché parte degli introiti della partecipata comunque finiscono nelle tasse comunali con lo storno, e questo potrebbe portare ad avere un bilancio pensato con risorse che potrebbero poi non esserci. “Rimangono tutte le perplessità che avevamo sollevato – commenta il presidente Sola a IlPescara -. Quello che ci è stato presentato dagli uffici non giustifica la delibera sui parcheggi. E’ la giunta che ha disposto gli aumenti con uno schema allegato alla delibera in cui erano riportate tutte le tariffe. Ora dicono che la rimodulazione al ribasso sia il completamento di quell’indirizzo politico, ma questo non può essere vero perché la delibera le tariffe la aveva decise in aumento. Si potrebbero anche avere effetti sul bilancio lasciando un grande punto interrogativo. Rimane il fatto che si siano voluti utilizzare gli uffici strumentalmente per prendere una decisione che soltanto il sapore di propaganda politica”. Restano poi le critiche da parte della minoranza anche per la messa a pagamento dei parcheggi nei pressi dell’ospedale che a chi assiste qualcuno in pronto soccorso finirebbero per costare moltissimo, è stato sottolineato, con l’ordinanza che ha però risolto un altro tema che era stato sollevato, stabilendo le tariffe agevolate sugli abbonamenti in via Ferrari per chi risiede nella zona così come per i residenti della zona del nuovo parcheggio realizzato in via Arapietra.
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