Lunedì, 26 Gennaio 2026 15:35

Città Sant'Angelo Visione Comune sul piano regolatore e il perimetro urbanizzato: "Scelte che incidono sul futuro della città"

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I consiglieri del gruppo di minoranza angolano pongono alcune riflessioni riguardanti il dibattito sul piano regolatore in consiglio comunale
Arrivano il commento e le riflessioni dei consiglieri comunali di minoranza di Città Sant'Angelo Visione Comune Ugo Di Silvestre (capogruppo), Alice Fabbiani, Paolo Pratense, Franco Galli e Catia Ciavattella in merito al dibattito attivo in consiglio comunale per il piano regolatore, incentrato sul perimetro urbanizzato e Nta.Negli ultimi giorni, l’assessore all’urbanistica ha pubblicato un post autocelebrativo sull’adozione del perimetro urbanizzato e sull’aggiornamento delle Nta. In consiglio comunale è emersa una contraddizione: se per l’assessore questi strumenti rappresentano un adeguamento tecnico e neutro, il sindaco li descrive come mezzi per sbloccare situazioni e guidare lo sviluppo cittadino, assumendo toni aggressivi nel confronto. Il perimetro urbanizzato viene dunque considerato tutt’altro che innocuo spiegano i consiglieri.Le aree escluse dalle misure più stringenti della nuova legge regionale sul consumo di suolo vengono di fatto blindate, proseguono i consiglieri, con effetti immediati e duraturi. Il criterio dei dieci fabbricati finitimi per l’inclusione di nuove zone agricole ha creato un territorio frammentato e senza una visione unitaria, senza che siano state chiarite le basi strategiche di tale scelta in consiglio.Permangono inoltre aree "congelate", tra cui alcune Pep, messe in stand by e destinate a uscire dal perimetro urbanizzato, con il loro futuro rinviato al Puc e senza risposte certe su tempi, criteri e modalità. La mancanza di chiarezza e accompagnamento per i cittadini coinvolti accentua la contraddizione di scelte che hanno un forte impatto sull’assetto urbano e che avrebbero richiesto un procedimento politico più strutturato e trasparente, anziché una semplice delibera consiliare."In consiglio abbiamo chiesto alla maggioranza di spiegare quale visione di città guidi queste decisioni. Si è parlato di “imprinting politico”, ma quando è stato chiesto di tradurlo in contenuti concreti , nuove aree di sviluppo, priorità, indirizzi per il futuro Puc , non è arrivata alcuna risposta concreta. Poca loquacità o, piuttosto, assenza di una visione chiara? È utile ricordare il contesto storico: già nel primo mandato di questa maggioranza l’obiettivo dichiarato di approvare il nuovo piano regolatore entro due anni non è stato raggiunto. Il lavoro era stato avviato dalla precedente Giunta di centrosinistra, con la nomina di un professionista che aveva portato il nuovo Prg a uno stato avanzato. All’insediamento della nuova maggioranza, il professionista è stato sostituito e l’attività rallentata. Sono passati sette anni: nel frattempo è cambiata la denominazione dello strumento urbanistico e il quadro normativo di riferimento, ma al di là di un’attività comunicativa intensa e di un lavoro spesso ostentato come “matto e disperatissimo”, il Piano resta ancora chiuso nei cassetti dell’amministrazione."I consiglieri di minoranza ricordano come decisioni urbanistiche formalmente tecniche possano avere un impatto significativo sul territorio, spesso senza chiarezza sulle strategie e sulle prospettive future, e criticano anche l'approccio personalistico alla comunicazione dell’urbanistica e sottolineata la sua importanza come spazio di decisione collettiva. Per i consiglieri infine vi è una contraddizione del sindaco che, pur criticando le amministrazioni passate, propone nuovi comparti produttivi senza una visione complessiva, rischiando di frammentare la pianificazione urbana. Il confronto sullo sviluppo e il futuro della città resta dunque aperto e necessario.  
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