Il caso è esploso in consiglio comunale con la denuncia dell'avvio del taglio di una delle querce in via Pizzoferrato sulla base, come denunciato in aula, di una relazione vecchia di tre anni che parlava di rischio immediato. Chiesta la sospensione dell'intervento e una nuova valutazione
Lo ha denunciato prima con un , poi con un duro intervento in consiglio comunale e ora, non avendo ottenuto le risposte alle domande poste, lo ha denunciato direttamente con un esposto fatto ai carabinieri forestali chiedendo a loro di fare tutte le verifiche, e all'amministrazione di sospendere ogni attività di taglio. Il taglio è quello di 8 roverelle e a denunciare l'avvio del loro abbattimento è la consigliera comunale Avs-Radici in Comune, ora di nuovo candidata alle elezioni parziali dell'8 e del 9 marzo. Nel suo intervento in aula Barba ha rimarcato più volte il fatto che i tagli partiti da via Pizzoferrato, ma che interesseranno anche altre strade come via Arapietra e via Maestro del Lavoro, si basano su una relazione del 2023 che categorizzava quelle 8 querce come a “rischio immediato”. Dopo tre anni però sono ancora lì e la consigliera si chiede come sia possibile procedere ai tagli senza prima fare un'altra valutazione affidandola a un esperto di quella tipologia di albero. Tra l'altro, ha denunciato, quelle querce sono tra le ultime della città, sottolinea: “Pescara non ne avrà più”, sottolineando che parliamo di un patrimonio di centinaia di migliaia di euro in termini economici, ma inestimabile in termini ambientali.Risposte sul perché dei tagli avviati le aveva chieste in aula all’assessore comunale al Verde ora anche lui relegato alla normale amministrazione per l’annullamento delle elezioni in 23 sezioni come deciso dal consiglio di Stato. Non avendole ottenute, Barba ha quindi deciso di andare avanti e di procedere con un esposto nella speranza che si possa fermare l'abbattimento. Una “lettera scarlatta” quella “D”, ha ribadito tornando a parlare dei tanti alberi che in città ne sono stati marchiati, con l'aggravante che quella caduta “immediata” non c'è stata così come non c'è stata una rivalutazione. “Se andate da un medico e vi dice ‘tra 15 giorni muori’, ma dopo tre anni stai bene, ci tornate?”, ha chiesto rivolgendosi alla maggioranza. “Ho parlato con tecnici forestali fuori regione, valutatori – ha sottolineato – e mi hanno detto che in vita loro mai gli è accaduto di dover decretare l’abbattimento di una quercia perché è una delle piante più robuste che ci siano. Questo tecnico è riuscito a fare un decreto di abbattimento per 8 querce. C’è qualcosa che non va”. Per Barba un ennesimo caso che dimostrerebbe come, all’attuale maggioranza, della tutela dei suoi “monumenti naturali”, come li ha definiti, non importerebbe e non sarebbe l’unica, dato che, ha aggiunto richiamando la vicenda di via Italica dove sei pini sono stati abbattuti e dove ci si è fermati dopo la perizia presentata dalle associazioni, “la Provincia ora ha dato mandato per trovare un terzo tecnico. Il dubbio è che in questa città ci sia la caccia al perito che dica di abbattere. Quindi – ha chiesto – questa città è a caccia del tecnico che dice di abbattere o di quello più preparato? Perché il dubbio ora è questo”. Una posizione sostenuta da molti esponenti di opposizione che hanno ricordato la mozione approvata nel 2024 con cui l’amministrazione si era impegnata ad apporre avvisi vicino agli alberi che si pensava di abbattere con tanto di schede di valutazione perché i cittadini ne siano sempre a conoscenza. Tra queste anche Caterina Artese (Gruppo misto) che ha rimarcato il valore ambientale delle roverelle parlando di vero e proprio “periodo di oscurantismo” che a Pescara, e non solo, sta vivendo la tutela del verde visti i tanti tagli cui si procede.L'esposto ai carabinieri forestaliNell’esposto Barba sottolinea che quelle roverelle sono centenarie e “costituiscono un patrimonio paesaggistico e storico insostituibile, rappresentando un relitto della vegetazione autoctona della città, dotate di evidente valore ornamentale ed ecologico (servizi ecosistemici di regolazione microclimatica e stoccaggio Co1)”. Sul profilo tecnico sottolinea come sul luogo delle operazioni non vi sia alcuna cartellonistica di cantiere “esaustiva che indichi gli estremi dell’autorizzazione all’abbattimento, la perizia agronomica di riferimento, né il responsabile del procedimento, in palese violazione delle norme sulla trasparenza amministrativa”. E ancora che “non risulta pubblicata all’Albo Pretorio alcuna ordinanza contingibile e urgente che giustifichi l’abbattimento per "imminente pericolo di crollo" (criterio necessario per derogare alle procedure ordinarie)”. Lamentando la mancata informazione ambientale la consigliera parla quindi di mancata trasparenza dell’azione in corso e anche di un potenziale danno erariale essendo gli alberi maturi “beni comuni” e patrimonio indisponibile dell’ente per cui, scrive Barba, “l'abbattimento indiscriminato rischia di distruggere siti di rifugio e nidificazione, violando le normative nazionali ed europee sulla tutela della fauna selvatica omeoterma”.Al comando della polizia locale e dei carabinieri forestali chiede quindi di “eseguire un sopralluogo urgente per la salvaguardia del patrimonio arboreo storico”; “verificare l'esistenza di perizie che diano alternative all’abbattimento, considerando che le roverelle, essendo secolari, sono soggette alla protezione per i beni culturali, vincolo ex lege” e di “individuare quali siano le roverelle oggetto dell’abbattimento, mancando ogni genere di informazione pubblica e accessibile facilmente, ricordando che l’interesse ambientale è interesse diffuso, e pertanto bisogna mettere in grado i cittadini di effettuare considerazioni e osservazioni per la tutele di un patrimonio inestimabile, anche attraverso altre perizie”. Allo stesso tempo all’amministrazione comunale chiede di “disporre l’immediata sospensione di qualsiasi operazione di abbattimento in via cautelativa e in autotutela, in modo da poter dare tutta la documentazione alle associazioni ambientaliste in modo tale da dare possibilità di effettuare controperizie, visto che è venuta meno l’urgenza, dimostrata dal fatto che pare si ritenessero a rischio di crollo ben tre anni fa, urgenza evidentemente errata”, diffidando la stessa e i dirigenti incaricati di procedere ad andare avanti e chiedendo anche un formale accesso agli atti. Accesso con cui chiede di avere copia della relazione tecnica e agronomica che giustifica l'abbattimento; della georeferenzazione delle alberature e del nulla osta paesaggistico e storico.