Giovedì, 22 Gennaio 2026 16:26

La comunicazione di Masci fa di nuovo infuriare l'opposizione e Costantini scrive al prefetto: "Ultimo avvertimento"

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Il candidato del centrosinistra contesta un video pubblicato sui social e chiede di nuovo chiarimenti su un possibile uso illegittimo dello staff comunale. Critiche anche dal candidato Pettinari, mentre Di Matteo parla di "arroganza" di chi si sente "proprietario della città"
“Scandalo”, “vergogna”, “protervia”, “arroganza”, ma soprattutto una possibile “attività di comunicazione illegale”. Sono alcuni dei termini e delle espressioni pronunciate oggi, 22 gennaio, in consiglio comunale dai banchi dell’opposizione. Banchi da cui è partito un altro durissimo attacco verso Carlo Masci, accusato dalle minoranze di utilizzare strumenti e visibilità istituzionali a fini di campagna elettorale, nonostante i suoi poteri da sindaco siano ora limitati alla ordinaria amministrazione, così come stabilito dal consiglio di Stato che ha annullato il voto in 23 sezioni con circa 14.500 cittadini ora richiamati alle urne (si voterà l'8 e il 9 marzo). vDopo il caos scoppiato attorno alla conferenza stampa convocata sul progetto del Conservatorio e alla lettera del direttore generale sui “concorsi pubblici” e il Codice Etico proposto dal gruppo Pettinari, il nuovo attacco al sindaco è arrivato dal candidato sindaco e consigliere Carlo Costantini per un video social pubblicato da Masci sui social. Un filmato girato nel cantiere di via del Circuito dove si sta completando l'abbattimento di quello che era il comando della polizia locale e dove, accanto, sono ripresi da poco e dopo anni di attesa, i lavori di riqualificazione della scuola media Michetti. “Chi ha fatto quel video?”, ha chiesto Costantini in aula, annunciando l’invio di una lettera al prefetto che ha poi effettivamente mandato come conferma lui stesso, e avvertendo che, in assenza di risposte sul se Masci stia facendo comunicazione con lo staff del Comune e dunque a spese dei cittadini nel pieno della campagna elettorale, il prossimo passo potrebbe essere quello di rivolgersi direttamente alla procura. Questo perché quel comportamento sarebbe illegittimo.“Non voglio arrabbiarmi oltremodo e oltremisura e non voglio neanche eccedere nelle reazioni, però per l’ennesima volta, e penso sia l’ultima, mi permetto di ricordare al sindaco che non può usare funzioni istituzionali per contenuti politici e autopromozionali. Non può usare lo staff per autopromuoversi: è un divieto di legge ed è una garanzia per tutti i candidati”, ha dichiarato Costantini in aula. Rivolgendosi al presidente del consiglio comunale Gianni Santilli, il consigliere ha poi annunciato: “sto per scrivere al prefetto per chiedere chi mi tutela. Devo andare in procura per essere tutelato? Chi mi garantisce in questa campagna elettorale? Cosa devo fare affinché il sistema democratico tenga?”. Costantini ha denunciato un “senso di impunità che attraversa trasversalmente il sindaco e alcune strutture che lo sostengono”, tornando a chiedere chiarimenti su chi abbia realizzato il video. “La prossima volta non lo dirò qui: non si dica che non ho avvisato. È uno scandalo e una vergogna”, ha ribadito, invitando nuovamente Masci a recarsi in Comune per sbrigare esclusivamente gli atti urgenti e indifferibili e a uscire poi da Palazzo di Città per svolgere la campagna elettorale a spese proprie. In assenza di chiarimenti sull’eventuale utilizzo della struttura dell’ente per la campagna elettorale del sindaco ricandidato, Costantini ha ribadito che “agirò direttamente di conseguenza, non solo per me che sono candidato, ma per i diritti dei pescaresi, perché abbiano una comunicazione imparziale”. Cittadini che, ha sottolineato, “devono essere liberi e non condizionati da questa attività di comunicazione illegale che Masci porta avanti”. Il diritto a ottenere chiarimenti è stato richiamato anche dall’altro candidato sindaco Domenico Pettinari, che ha chiesto tutele in vista del ritorno alle urne. Duro l’intervento di Donato Di Matteo (Costantini sindaco), che ha attaccato pesantemente il comportamento che, a suo dire, continuerebbe a caratterizzare l’azione nelle stanze del Comune. “Tanta è la protervia arrogane, ce a chi ha il potere è concesso tutto. Questa è la deriva della democrazia: un atteggiamento di presunzione e arroganza pericolosissimo”, ha affermato. “Questa persona”, ha aggiunto riferendosi evidentemente a Masci, “pensa di essere il proprietario della città, ma la città di Pescara è dei cittadini”. L’esito elettorale si vedrà, ha continuato Di Matteo sottolineando che il vento potrebbe anche cambiare, ma “non vorrei che a determinare i cambiamenti ci siano organi terzi, perché voi procedete fuori dalla legalità”. Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Pd Francesco Paganelli, secondo cui “l’esecutivo sta sfruttando una posizione di vantaggio in totale violazione delle regole di pari condizioni tra i candidati, e questa è una grande ingiustizia”. Ancora più grave, per il capogruppo Pd Piero Giampietro e per il consigliere M5S Paolo Sola, il fatto che il sindaco realizzi video ma poi non partecipi né ai lavori del Consiglio né a quelli delle commissioni. Un video che, ha ricordato Giampietro, riguarda peraltro un intervento in forte ritardo, richiamando il lungo stop del cantiere della scuola Michetti. “Un limite politico va messo”, ha concluso riferendosi alla necessità di dare indicazioni chiare su cosa si può e non si può fare in un momento così delicato per la politica cittadina. La richiesta avanzata dalle opposizioni al presidente Santilli è stata dunque, ancora una volta, quella di svolgere un ruolo da intermediario affinché venga fatta chiarezza sulle attività svolte dallo staff e sull’eventuale coinvolgimento nella campagna elettorale di Masci che, hanno ribadito gli altri due candidati sindaci tornati in corsa con Gianluca Fusilli (Stati Uniti d'Europa), quella deve farla di tasca sua esattamente come gli altri. 
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