A sollevare la polemica è Daniele Marinelli, segretario regionale del Pd Abruzzo
«La frattura nella maggioranza di Marsilio non è più una voce di corridoio né una polemica dell’opposizione: è un fatto politico conclamato. Quando una consigliera regionale della stessa maggioranza, Carla Mannetti, quota Lega, arriva a non votare il bilancio a dicembre e a gettare ombre pesantissime sulla legittimità degli atti della Tua e sulla pratica dei subappalti, ovvero a prendere atto del fallimento sulla sanità, siamo di fronte a una crisi profonda, non a un semplice dissenso interno».A scriverlo è Daniele Marinelli, segretario regionale del Pd Abruzzo. L'espondente dem aggiunge: «Da mesi come Partito Democratico denunciamo una gestione opaca e fallimentare dei trasporti regionali. Oggi quelle stesse critiche vengono certificate dall’interno della destra. I dubbi sulla durata degli affidamenti, sulla correttezza dei subappalti e sul rispetto delle norme non sono invenzioni dell’opposizione: sono questioni politiche e amministrative gravissime che meritano risposte immediate e trasparenti. E invece assistiamo solo a scaricabarile e silenzi imbarazzati. Ma il paradosso è ancora più evidente se allarghiamo lo sguardo alla sanità».Così prosegue l'analisi di Marinelli: «La stessa consigliera Mannetti avvia ispezioni nei pronto soccorso del territorio a partire dal 2026, certificando di fatto il fallimento della gestione dell’assessora Verì. Anche qui, la verità è sotto gli occhi di tutti: un debito monstre, prestazioni e servizi in costante calo, pazienti costretti a fuggire fuori regione e un dato drammatico certificato dalla Fondazione Gimbe, secondo cui il 15% degli abruzzesi rinuncia ormai a curarsi, terzultima in Italia per i Lea. Allora qual è la verità? Quella raccontata dall’assessore D’Annuntiis sui trasporti, mentre il settore è in stato di agitazione da settimane? O quella della sanità “risanata” dalla propaganda, mentre i pronto soccorso collassano e i cittadini pagano di tasca propria? La risposta è evidente: la realtà smentisce ogni giorno la narrazione di Marsilio e sodali. L’Abruzzo è prigioniero di queste dinamiche: soffocato da tagli e tasse, con un aumento dell’occupazione che esiste solo nella realtà virtuale del presidente Marsilio, fatta di contratti a ore, precarietà diffusa e politiche respingenti per i giovani (10.000 hanno lasciato l’Abruzzo negli ultimi due anni) e per le industrie. Un altro anello debole di una catena di problemi che vengono sistematicamente scaricati sulle spalle di cittadine e cittadini. Di fronte a una maggioranza divisa, fallimentare, incoerente e incapace di governare, è arrivato il momento della responsabilità. Serve unire le forze, costruire un’alternativa credibile e mandare a casa questo Governo regionale per restituire respiro, diritti e futuro all’Abruzzo. Noi siamo pronti».