Il capogruppo comunale con tutta la compagina cittadina del partito, invita le istituzioni ad aprire una riflessione sull'opportunità di andare avanti con la Nuova Pescara: "Un caso atipico e rischio contenziosi", afferma. Tra amministrazione congelata e campagna elettorale, non ci sarebbero le condizioni per andare avanti
“Un atto di responsabilità” rinviare la nascita della Nuova Pescara alla luce della sentenza del consiglio di Stato che ha riaperto la corsa elettorale a Pescara.A dirlo, chiedendo a tutti gli amministratori delle tre città coinvolte nella fusione, a cominciare da quelli di Pescara e di conseguenza anche alla Regione che ha dettato il cronoprogramma con la legge regionale che dovrebbe portare alla nascita della grande città il 1 gennaio 2027, è il capogruppo comunale FdI Marco Forconi a nome di tutta la compagine cittadina del partito di cui segretario è Pasquale Cordoma, ex sindaco e oggi consigliere comunale. “Eravamo già in una fase embrionale, ma ora, con la nuova campagna elettorale e l’impegno che questa chiederà, e con l’amministrazione congelata sull’azione politica, crediamo che una riflessione seria vada aperta e che si debba rinviare la nascita della Nuova Pescara. D’altra parte – dice Forconi a IlPescara – 23 sezioni non sono poche”. Al voto, infatti, torneranno l'8 e il 9 marzo circa 14mila elettori in 23 delle 170 sezioni con in più, in caso di ballottaggio, il richiamo alle urne di tutti i pescaresi il 22 e il 23 marzo. Leggendo i commenti giuridici sul “caso Pescara” per Forconi quello della città è anche un caso particolare dato che trovarsi di fronte a una situazione in cui “le ripetizioni del voto che giuridicamente non hanno azzerato la legislatura è atipico per dimensione, per impatto politico e, appunto, per la sovrapposizione con la Nuova Pescara. Ridurre tutto a una semplice correzione tecnica rischia di essere una semplificazione”. Nella situazione che si è venuta a creare, insomma, “c’è una fusione di mezzo che è la più importante dell’età repubblicana. Ora però siamo di fronte a una interruzione temporale di almeno tre mesi: credo sia impossibile adempiere a tutti gli atti necessari a far sì che venga fatta come dovrebbe”, chiosa il capogruppo FdI.“La decisione del consiglio di Stato non fa altro che rafforzare ciò che già pensavamo”, rimarca, e cioè che la fusione non starebbe procedendo come dovrebbe e che ora, con il caos elettorale, non farebbe altro che complicarsi ulteriormente. Questo anche alla luce del fatto, precisa, “che fino ad ora abbiamo associato le funzioni più elementari, ma adesso si sarebbero dovute affrontare quelle più complesse come tributi, polizia locale, rifiuti e urbanistica”. Urbanistica che a Pescara al momento non ha ancora la delibera di ricezione del Decreto sviluppo dopo che quella del 2023 è stata cassata sia dal Tar (Tribunale amministrativo regionale) che dal consiglio di Stato con la nuova che non è stata ancora approvata con tanto di strascico di polemiche. Il rischio per Forconi, andando avanti, potrebbe essere anche quello di andare incontro a “rischi di contenzioso. Ogni atto adottato oggi dalla fusione – è questo il dubbio -, potrebbe essere impugnato dai nuovi eletti. Dai consiglieri o dai cittadini che potrebbero dire che non si era pienamente legittimati ad agire”. Il capogruppo di Montesilvano invoca quindi il principio di “prudenza amministrativa” che spesso proprio il Tar richiama, sottolinea e cioè quello per cui in una situazione di incertezza istituzionale “si procede con l’attività ordinaria, ma la nascita della Nuova Pescara non lo è. Oltretutto siamo in una situazione – sottolinea – in cui chiediamo ai cittadini di tornare alle urne per rivotare, ma nel frattempo vogliamo portare aventi una riforma incontrovertibile. È una contraddizione”. Gli chiediamo quindi se, come annunciato dal presidente del consiglio comunale di Spoltore Lucio Matricciani, intendono anche loro, come partito, invitare il consiglio comunale ad approvare un atto formale con cui chiedere il rinvio della Nuova Pescara. Questo nel caso, risponde, lo farà, se vorrà, il presidente del consiglio comunale di Montesilvano, ma di certo l’occasione può essere uno stimolo per aprire un dibattito anche in questo senso. La priorità, oggi, per la compagine di Montesilvano di Fratelli d’Italia, resta quella di aprire una riflessione sul tema nella convinzione che, con le nuove elezioni che incombono su Pescara, la Nuova Pescara dovrebbe essere ripensata e quindi posticipata.