"Spiace che errori formali mettere in dubbio un risultato chiarissimo e indiscutibile", afferma il presidente della Regione confermando il totale sostegno al sindaco in vista del nuovo voto in 23 sezioni dicendosi certo che i risultati ottenuti abbiano ampliato il consenso. Quindi la richiesta di aprire una riflessione sulla procedura elettorale
L’obiettivo è “la terza vittoria al primo turno”.A dirlo non è solo il sindaco Carlo Masci, ma anche il presidente della Regione Marco Marsilio che nel giorno in cui il primo cittadino ha incontrato la stampa per commentare la sentenza con cui il consiglio di Stato ha decretato l’annullamento del voto delle amministrative del 2024 in 23 sezioni rimandando alle urne circa 14mila elettori, ha voluto essere al suo fianco per testimoniargli il totale sostegno e per ribadire che al di là della sentenza, l’esito elettorale ha confermato la fiducia nel centrodestra e che, ne è certo, lo farà ancora. “Certificheremo che questo è il consenso dei cittadini. Sono convinto anzi – dice infatti a IlPescara – che il lavoro svolto in questa stagione abbia rafforzato ulteriormente questa convinzione”. Nel suo intervento durante la conferenza stampa Marsilio ha commentato la sentenza, rimarcando le difficoltà organizzative legate a una nuova elezione che interesserà solo una parte della città, e anche risposto alle critiche sollevate dalle opposizioni. “Dispiace che una serie di errori formali più o meno gravi possa mettere in dubbio un risultato che dal punto di vista politico ed elettorale era chiarissimo e indiscutibile. Dispiace anche che qualcuno si appigli a cavilli formali per provare a ribaltare un risultato che era talmente lampante che non avrebbe avuto bisogno di ulteriori passaggi. Spero – ha aggiunto - che nessuno voglia speculare dicendo che questi errori abbiano una responsabilità politica perché sarebbe gravissimo. Spero che la contesa elettorale si mantenga sul piano della correttezza e del rispetto reciproco, ma ci difenderemo comunque nelle sedi competenti in caso di calunnie”. Per il presidente della Regione a rafforzare la convinzione dei cittadini nel votare Masci ci sarebbero i risultati raggiunti. “Se due anni fa c’era chi contestava, per esempio, i lavori su corso Umberto, corso Vittorio o la sistemazione di piazza Sacro Cuore, oggi possiamo dire che questa parte della città è stata restituita ed è una delle più belle d’Abruzzo e d’Italia. Così come la Strada Parco ha finalmente visto l’avvio del servizio del filobus, con benefici enormi per la mobilità della zona e con un utilizzo sempre crescente da parte dei cittadini. Credo che coloro che hanno sperimentato la bontà di questa amministrazione – ribadisce - torneranno a sostenerla con la stessa convinzione di prima, se non addirittura in numero maggiore”. Sulla sentenza il voto nelle 23 sezioni dopo aver rispedito al mittente le accuse su responsabilità politiche aggiunge: “si potrebbe commentare a lungo sulle assurdità, sulle stranezze di richiamare al voto, a distanza di quasi due anni, un pezzo di città con sezioni che non hanno più lo stesso corpo elettorale. È come se si formassero due corpi elettorali differenti. In alcuni casi si sovrappongono anche, perché c’è chi due anni fa non risiedeva a Pescara e oggi sì, e quindi vota senza essere stato chiamato la prima volta, o viceversa persone che hanno cambiato quartiere e votano due volte all’interno della stessa città. Ma non è questa la sede per commentare o decidere. Io non faccio il giudice amministrativo, né civile né penale, quindi non mi sostituisco al loro compito”, precisa. “Prendo atto, anche se a malincuore, con una punta di amarezza e molte perplessità, della sentenza del consiglio di Stato, che però ha chiarito una cosa fondamentale – sottolinea -: non c’è stato alcun broglio, non c’è stata alcuna manipolazione sistematica e volontaria del voto da parte di nessuno”. “Lo voglio ricordare ancora una volta: i presidenti delle sezioni elettorali vengono scelti dal tribunale, non dalla politica, non dal sindaco, e non sono manipolabili da alcuno. Si tratta purtroppo di una abbondante e sistematica collezione di errori procedurali, di incapacità nel redigere verbali chiari e inequivocabili”. “Questo apre un problema serio sulla formazione, anzi sull’assenza totale di formazione, di chi presiede i seggi elettorali. Nessuno fa una scuola per preparare le persone a svolgere questo ruolo. Forse servirebbe una riflessione a un livello più alto – prosegue chiedendo in sostanza di aprirla questa riflessione -: garantire che la procedura elettorale, che è il cuore della democrazia, sia affidata a personale adeguatamente formato e retribuito. Perché quei pochi soldi che si risparmiano non pagando bene o non facendo formazione preventiva ai presidenti e agli scrutatori li finiamo poi per buttare via spendendo milioni per un nuovo turno elettorale. E questa, va detto – conclude Marsilio -, non è una questione che riguarda solo la città di Pescara, perché problemi nello scrutinio e nella compilazione dei verbali sono purtroppo molto diffusi in tutta Italia”.