La consigliera comunale definisce "fuorviante e politicamente scorretta" la ricostruzione che il presidnete del consiglio regionale ha fatto della sentenza con cui il consiglio di Stato rimanda al voto circa 14mila cittadini in 23 sezioni: "Inutile nascondere la verità, e il ballottaggio è possibile"
“Fuorviante, parziale e politicamente scorretta” la ricostruzione che il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha fatto della sentenza con cui il consiglio di Stato ha decretato il ritorno al voto in 23 sezioni della città a seguito dei ricorsi presentati sulle ultime elezioni comunali e cioè quelle che hanno portato al Masci-bis. A sostenerlo è la consigliera regionale M5s Erika Alessandrini che replica alle dichiarazioni del presidente che ha definito “valide” le elezioni parlando di errori formali che hanno spinto i giudici a prendere la decisione e anche di “perdita di tempo” per la città. “Altro che regolari – commenta Alessandrini – se si è tornati al voto è perché il voto non era garantito”. Di qui l’invito agli esponenti del centrodestra perché “smettano di fare le vittime” e ammettano che “la responsabilità è tutta politica”. Non si tratta di qualcuno, chiosa, che ha “sbagliato a scrivere un verbale” e questo “è un fatto, non un’opinione”. “La ripetizione del voto certifica che nulla era correggibile e che la volontà popolare non era ricostruibile, tanto da dover rimettere gli elettori davanti all’urna. Questo è il punto politico che il centrodestra tenta disperatamente di nascondere”, afferma Alessandrini. “Parlare di ‘errori materiali’ minimizzando schede mancanti, schede in più, incongruenze gravi e disordine diffuso significa offendere l’intelligenza dei pescaresi. E soprattutto - prosegue - significa eludere una responsabilità chiara: la regolarità del voto è una responsabilità politica e istituzionale che ricade sul sindaco e sulla sua amministrazione. Non è un fastidio, non è una formalità, non è qualcosa da scaricare sulla prefettura quando emergono i problemi. Tutti sanno come vengono nominati i presidenti di seggio e smettano di fare scaricabarile”. “C’è poi un dato politico che Sospiri omette volutamente – denuncia ancora la consigliera M5s -: la vera soglia decisiva era il ballottaggio, mancato per meno di 500 voti, vale a dire appena 20 voti a sezioni da recuperare. Altro che ‘vantaggio insuperabile’. È proprio per questo che ogni sezione contava e che ogni irregolarità pesa come un macigno. Quanto al tempo perso dalla città, la realtà è opposta: Pescara non perde tempo, Pescara recupera dignità democratica e ha un’occasione imperdibile per cambiare l’esito di elezioni viziate da fatti gravi. Per questo sarà ancora più importante andare a votare”. “Francamente, visti i disastri amministrativi, le scelte nefaste e il disagio che questa maggioranza sta arrecando quotidianamente ai cittadini, se per qualche settimana resteranno limitati all’ordinaria amministrazione è solo meglio per tutti. Smettano quindi di fare le vittime – ribadisce -: se oggi si torna al voto è perché non hanno vigilato, non hanno garantito la regolarità delle operazioni e non hanno fatto fino in fondo il loro dovere”. “La correttezza del voto – conclude Alessandrini - dovrebbe essere pretesa da tutti, non subita controvoglia. Sospiri e Masci con la loro tracotanza non devono dimenticare che la superbia andó a cavallo e tornó a piedi”.