Mercoledì, 04 Novembre 2026 13:31

Il libro sul caso Ranucci di Marco Milioni e Gianluca Prestigiacomo sarà presentato al Fla

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Sarà presentato sabato 7 novembre, al Fla di Pescara, il libro sul caso Ranucci, firmato da Marco Milioni e Gianluca Prestigiacomo e intitolato Report sporcare la vittima - Sigfrido Ranucci e il potere che non sopporta di essere osservato», un saggio edito da Supernova, da pochi giorni in libreria.Gli autori, con la prefazione di Gianluca Amadori nella sua veste di vicepresidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, hanno deciso di prendere le mosse, per l'appunto, dall'attentato subìto da Ranucci e dalla sua famiglia nell'ottobre 2025, nonché dagli sviluppi giudiziari e mediatici che hanno successivamente investito il giornalista e la trasmissione Report, fino alla decisione della Rai di sostituire il noto inviato alla conduzione del programma.La ricostruzione di questi avvenimenti ci ha spinti ad interrogarci su un fenomeno che attraversa la storia italiana e investe direttamente la qualità della vita democratica. Abbiamo speso molto tempo infatti nella analisi del processo attraverso il quale chi esercita una funzione di controllo sui poteri politici, economici e istituzionali può diventare a sua volta oggetto di una progressiva delegittimazione. Per questo motivo, secondo noi l'espressione sporcare la vittima descrive un meccanismo nel quale l'attenzione pubblica si è spostata gradualmente dall'aggressione subita alla persona che l'ha subita. Le sue frequentazioni, le fragilità, le relazioni personali e le eventuali contraddizioni vengono isolate e ricomposte all'interno di una narrazione capace di modificarne la percezione pubblica, fino a rendere la vittima stessa destinataria di sospetti.Attraverso il confronto con vicende differenti della storia italiana, sono state analizzate le forme che tale processo può assumere, senza presupporre necessariamente l'esistenza di una regia comune o sovrapporre responsabilità e contesti storici diversi. Peraltro si potrebbe dire che la vicenda Ranucci acquista così un significato che supera il destino professionale del singolo giornalista.La questione, di contro, investe il rapporto tra informazione e potere, tra testate e fruitori del sistema dell'informazione, in ragione delle pressioni esercitate sulle redazioni.In altre parole, rimane drammaticamente aperto il problema della autonomia del servizio pubblico radiotelevisivo e del giornalismo in genere. Un problema che si pone in modo ancor più stringente quando con strumenti formalmente o apparentemente legittimi, dalle verifiche aziendali alle controversie giudiziarie, si producono conseguenze capaci di condizionare l'esercizio del giornalismo d'inchiesta e non solo di quello.
Sarà presentato sabato 7 novembre, al Fla di Pescara, il libro sul caso Ranucci, firmato da Marco Milioni e Gianluca Prestigiacomo e intitolato Report sporcare la vittima - Sigfrido Ranucci e il potere che non sopporta di essere osservato», un saggio edito da Supernova, da pochi giorni in libreria.Gli autori, con la prefazione di Gianluca Amadori nella sua veste di vicepresidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, hanno deciso di prendere le mosse, per l'appunto, dall'attentato subìto da Ranucci e dalla sua famiglia nell'ottobre 2025, nonché dagli sviluppi giudiziari e mediatici che hanno successivamente investito il giornalista e la trasmissione Report, fino alla decisione della Rai di sostituire il noto inviato alla conduzione del programma.La ricostruzione di questi avvenimenti ci ha spinti ad interrogarci su un fenomeno che attraversa la storia italiana e investe direttamente la qualità della vita democratica. Abbiamo speso molto tempo infatti nella analisi del processo attraverso il quale chi esercita una funzione di controllo sui poteri politici, economici e istituzionali può diventare a sua volta oggetto di una progressiva delegittimazione. Per questo motivo, secondo noi l'espressione sporcare la vittima descrive un meccanismo nel quale l'attenzione pubblica si è spostata gradualmente dall'aggressione subita alla persona che l'ha subita. Le sue frequentazioni, le fragilità, le relazioni personali e le eventuali contraddizioni vengono isolate e ricomposte all'interno di una narrazione capace di modificarne la percezione pubblica, fino a rendere la vittima stessa destinataria di sospetti.Attraverso il confronto con vicende differenti della storia italiana, sono state analizzate le forme che tale processo può assumere, senza presupporre necessariamente l'esistenza di una regia comune o sovrapporre responsabilità e contesti storici diversi. Peraltro si potrebbe dire che la vicenda Ranucci acquista così un significato che supera il destino professionale del singolo giornalista.La questione, di contro, investe il rapporto tra informazione e potere, tra testate e fruitori del sistema dell'informazione, in ragione delle pressioni esercitate sulle redazioni.In altre parole, rimane drammaticamente aperto il problema della autonomia del servizio pubblico radiotelevisivo e del giornalismo in genere. Un problema che si pone in modo ancor più stringente quando con strumenti formalmente o apparentemente legittimi, dalle verifiche aziendali alle controversie giudiziarie, si producono conseguenze capaci di condizionare l'esercizio del giornalismo d'inchiesta e non solo di quello.
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