Mercoledì, 15 Aprile 2026 14:17

Mostra di Dylan Silva a Ceravento

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Sabato 18 aprile ci sarà il vernissage della mostra “Fight or flight” di Dylan Silva a Ceravento: un percorso che attraversa la tensione e le sue trasformazioni, raccontando la risposta “attacco o fuga”, il meccanismo con cui il corpo reagisce allo stress e al pericolo.Per l’artista portoghese di 32 anni si tratta della prima personale nella galleria di Pescara, dopo la partecipazione alla fiera Roma Arte in Nuvola.L’evento inaugurale si terrà sabato 18 aprile alle ore 17, alla presenza dell’artista. La mostra sarà poi visitabile dal martedì al sabato dalle 15:00 alle 19:00.Accompagnato dal testo critico di Roberto D’Onorio, il percorso espositivo si compone di dieci dipinti a olio su tela. Come una progressione, la mostra si sviluppa seguendo le diverse fasi della risposta al pericolo: una prima fase di allerta, in cui il corpo si attiva e si prepara all’azione; una fase di resistenza, in cui si tenta di mantenere un equilibrio sotto pressione; infine una fase di esaurimento, in cui la tensione accumulata lascia spazio a una condizione più fragile e vulnerabile.Le opere non rappresentano il pericolo in sé, ma ne indagano gli effetti interni: il modo in cui lo stress si manifesta nel corpo, modifica la percezione e ridefinisce il rapporto tra presenza di controllo e perdita di controllo. La tensione attraversa i lavori e si trasforma progressivamente, dando forma a un racconto visivo che procede per accumulo, intensità e cedimento.“Il titolo della mostra - scrive Roberto D’Onorio nel testo critico - introduce una riflessione più ampia sulla possibilità di scegliere tra due azioni contrapposte, nel mezzo delle quali le immagini rinunciano a una sequenza riconoscibile ed emergono come stati instabili, sospesi tra la possibilità di agire e l’impossibilità di sottrarsi. Gli esseri di Dylan Silva sono figli di uno spazio liminale, ne sono schiavi, sia come vittime che come carnefici, come bestie o innocenti sofferenti”.“Ho incontrato il lavoro di Dylan durante uno studio visit a Porto e ne sono stato subito colpito: un’energia intensa, una tensione quasi fisica attraversa le opere - afferma il fondatore di Ceravento, Loris Maccarone - Ascoltandolo raccontare il suo processo, ho compreso immediatamente l’origine di questa forza. Dopo averlo presentato in fiera a Roma, è stato naturale portare oggi il suo lavoro in galleria con una personale. Queste dieci tele rappresentano un punto di concentrazione: il momento in cui quella tensione e quell’energia trovano pieno compimento”.
Sabato 18 aprile ci sarà il vernissage della mostra “Fight or flight” di Dylan Silva a Ceravento: un percorso che attraversa la tensione e le sue trasformazioni, raccontando la risposta “attacco o fuga”, il meccanismo con cui il corpo reagisce allo stress e al pericolo.Per l’artista portoghese di 32 anni si tratta della prima personale nella galleria di Pescara, dopo la partecipazione alla fiera Roma Arte in Nuvola.L’evento inaugurale si terrà sabato 18 aprile alle ore 17, alla presenza dell’artista. La mostra sarà poi visitabile dal martedì al sabato dalle 15:00 alle 19:00.Accompagnato dal testo critico di Roberto D’Onorio, il percorso espositivo si compone di dieci dipinti a olio su tela. Come una progressione, la mostra si sviluppa seguendo le diverse fasi della risposta al pericolo: una prima fase di allerta, in cui il corpo si attiva e si prepara all’azione; una fase di resistenza, in cui si tenta di mantenere un equilibrio sotto pressione; infine una fase di esaurimento, in cui la tensione accumulata lascia spazio a una condizione più fragile e vulnerabile.Le opere non rappresentano il pericolo in sé, ma ne indagano gli effetti interni: il modo in cui lo stress si manifesta nel corpo, modifica la percezione e ridefinisce il rapporto tra presenza di controllo e perdita di controllo. La tensione attraversa i lavori e si trasforma progressivamente, dando forma a un racconto visivo che procede per accumulo, intensità e cedimento.“Il titolo della mostra - scrive Roberto D’Onorio nel testo critico - introduce una riflessione più ampia sulla possibilità di scegliere tra due azioni contrapposte, nel mezzo delle quali le immagini rinunciano a una sequenza riconoscibile ed emergono come stati instabili, sospesi tra la possibilità di agire e l’impossibilità di sottrarsi. Gli esseri di Dylan Silva sono figli di uno spazio liminale, ne sono schiavi, sia come vittime che come carnefici, come bestie o innocenti sofferenti”.“Ho incontrato il lavoro di Dylan durante uno studio visit a Porto e ne sono stato subito colpito: un’energia intensa, una tensione quasi fisica attraversa le opere - afferma il fondatore di Ceravento, Loris Maccarone - Ascoltandolo raccontare il suo processo, ho compreso immediatamente l’origine di questa forza. Dopo averlo presentato in fiera a Roma, è stato naturale portare oggi il suo lavoro in galleria con una personale. Queste dieci tele rappresentano un punto di concentrazione: il momento in cui quella tensione e quell’energia trovano pieno compimento”.
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