Lunedì, 13 Aprile 2026 14:09

VIDEO| Maxi-frode del gasolio scoperta dalla finanza: 15 indagati e oltre 1 milione in beni sequestrati tra Rolex e Ferrari [FOTO]

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L'operazione “Red Gold” della finanza svela il trucco dei contalitri manomessi: il gasolio per riscaldamento sarebbe stato sottratto dalle consegne e rivenduto illegalmente come carburante per auto con la compiacenza di distributori per auto, sfruttando la differenza di tassazione. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dal'associazione per delinquere all'autoriciclaggio
“Red Gold”, ovvero “Oro rosso”, è questo il nome dell’operazione condotta dalla guardia di finanza di Pescara e coordinata dal procuratore capo di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, che ha permesso di smantellare un presunto sistema di frode fiscale nel settore dei prodotti energetici. Un sistema che si sarebbe basato sulla manomissione dei contalitri presenti sui mezzi della ditta e sulla sottrazione di quantitativi di gasolio per riscaldamento che venivano dichiarati, ma non effettivamente consegnati nella loro totalità. Il prodotto “in eccesso” così ottenuto, veniva poi immesso sul mercato in forma non dichiarata oppure ceduto a distributori compiacenti, che lo miscelavano con gasolio per autotrazione e lo rivendevano come carburante ordinario, sfruttando la differenza di tassazione tra le diverse tipologie di prodotto. Un’indagine durata un anno. A farla partire, risalendo fino al vertice del presunto sodalizio criminale, la scoperta di alcune vittime nel Pescarese. Sono 15 gli indagati e tra questi c'è cui il presunto ideatore del sistema della frode: un “fantasma” per il fisco italiano con cui avrebbe già un debito di 10 milioni di euro, formalmente residente in Svizzera e al quale sono stati sequestrati denaro e, soprattutto, beni di lusso tra auto sportive e orologi di grande valore. Sequestri del valore complessivo di almeno 1,2 milioni di euro. Nello specifico si tratta di 4 autoveicoli di lusso (Ferrari “Roma”, Ferrari “Purosangue”, Porsche Macan, Audi RS6), del valore di 1 milione, cui si aggiungono orologi di lusso (Rolex, Audemars Piguet, Breguet) e 41mila euro in contanti. Posti sotto sequestro anche 4 automezzi della società con misuratori verosimilmente alterati. Quanto sequestrato, spiega la guardia di finanza, rappresenta anche una valida garanzia per la parziale copertura del debito da 10 milioni che l’uomo avrebbe nei confronti dell’erario. A illustrare i dettagli dell’operazione è stato, in conferenza stampa, il comandante provinciale della guardia di finanza di Pescara, il colonnello Bartolomeo Scalabrino, insieme al comandante Gruppo Pescara, il colonnello Catello Esposito, il comandante de Primo nucleo operativo Valerio Andrea Guarnera e il maresciallo Antonio Orio che ne fa parte. Un meccanismo, quello fraudolento, che avrebbe consentito non solo di sottrarre a tassazione i proventi delle compravendite, effettuate rigorosamente in contanti, ma anche l’evasione delle imposte sulla produzione e sul consumo che gravano sugli oli minerali, avvantaggiandosi della differenza di aliquota applicata sul prodotto ad uso riscaldamento, notevolmente inferiore rispetto a quello per autotrazione, e della possibilità di offrirlo in vendita a un prezzo più concorrenziale. Un’operazione complessa che ha visto coinvolti 50 finanzieri e che ha portato alle perquisizioni domiciliari del presunto ideatore della frode e delle aziende degli altri 14 indagati presenti nelle province di L’Aquila, Milano, Roma e Pescara, con il supporto delle unità cinofile (cani antidroga e “cash dog”) e dei militari dello Scico (Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata), specializzati nell’utilizzo di apparecchiature altamente tecnologiche per il rinvenimento di beni e valori occultati negli immobili. Secondo quanto riferito sarebbero coinvolti anche alcuni familiari del principale indagato, ai quali sarebbero stati intestati alcuni dei beni oggetto di sequestro. I 15 indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, sottrazione al pagamento delle accise sui prodotti energetici, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, omessa dichiarazione e autoriciclaggio. La scelta “Oro rosso” per l'operazione non è stata casuale, perché quello è il colore del prodotto energetico principale con cui si sarebbe realizzata la frode fiscale, ovvero il gasolio per riscaldamento, spiega il comandante Scalabrino. Il prodotto, specifica, “veniva venduto anche a clienti pubblici attraverso una serie di reti pubbliche come la Consip, che ignari del meccanismo fraudolento a monte, lo acquistavano: in realtà il quantitativo stoccato veniva fornito in quantità inferiore rispetto a quanto documentalmente dichiarato”. L’eccedenza veniva “illegittimamente stoccata e poi redistribuita ai distributori stradali di carburante e miscelata con il gasolio per autotrazione, che è invece legalmente stoccato. Poiché il prodotto per autotrazione ha un’aliquota di imposta superiore rispetto a quello per riscaldamento – ribadisce – l’artefice della condotta poteva conseguire un indebito vantaggio dal punto di vista dell’imposta pagata, sia come Iva che come accisa”. La gran parte degli indagati sono abruzzesi e la frode, precisa, “avveniva attraverso la compiacenza di tutti i soggetti. Ognuno aveva un proprio compito all’interno dell’organizzazione”. Una frode che, si presume, potesse andare avanti da anni, dato che l’uomo che si ritiene fosse a capo del sodalizio criminale, avrebbe già quel debito erariale da 10 milioni di euro. “Le indagini sono ancora in corso, quindi massima cautela e massimo riserbo da parte della stessa procura”, conclude il comandante provinciale della guardia di finanza, specificando che, ancor più nella particolare congiuntura geopolitica con le guerre in atto che prevede serrati controlli su frodi e speculazioni, l’operazione portata a termine “conferma la nostra presenza continua sul problema e il presidio quotidiano svolto dalla guardia di finanza su questo tema”.
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