Lo fanno sapere Mediterranea Saving Humans Pescara e Usb Abruzzo-Molise che avevano denunciato il limbo burocratico in cui i tre ragazzi si erano trovati. Compiuti 18 anni hanno dovuto lasciare la comunità di accoglienza restando senza alloggio e senza sostegni economici: "Risultato importante, ma l'attenzione resta alta per evitare che accada di nuovo"
Per i tre giovani afghani arrivato da minorenni a Montesilvano e che ai 18 anni si erano trovati fuori dalla comunità di accoglienza senza alcun sostegno alloggio, sostegno economico e con scarsa conoscenza della lingua italiana, si sono riaperte le porte dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria)A farlo sapere, esprimendo soddisfazione sono l’associazione Mediterranea Saving Humans Pescara e il sindacato Usb Abruzzo che alcune settimane fa avevano segnalato il problema tornando a denunciare il limbo burocratico in cui spesso si trovano imbrigliati i richiedenti asilo come i tre giovani che nella città adriatica erano arrivati da Pordenone. “Si tratta di un risultato significativo, raggiunto anche grazie alla mobilitazione e all’attenzione suscitata sulla vicenda, che ha permesso di superare una situazione di inaccettabile vuoto istituzionale e di garantire ai ragazzi una prima forma di tutela e accoglienza”, commentano l’associazione e il sindacato che esprimono “soddisfazione per l’esito ottenuto, che rappresenta un passo fondamentale verso il ripristino dei diritti e della dignità dei giovani coinvolti”, ma “allo stesso tempo – rimarcano -, sottolineiamo la necessità di mantenere alta l’attenzione, non solo sulla situazione dei ragazzi attualmente coinvolti, ma anche su tutti gli eventuali casi futuri analoghi, affinché il percorso di accoglienza prosegua in modo adeguato e si traduca in reali opportunità di integrazione sociale, linguistica e lavorativa”. “Ribadiamo inoltre il nostro impegno concreto attraverso la prosecuzione di progetti di integrazione, tra cui corsi di lingua italiana e attività di supporto tramite sportello migranti, strumenti fondamentali per favorire l’autonomia e l’inclusione delle persone accolte”, sottolineano Mediterranea Saving Humans Pescara e Usb Abruzoo-Molise. “Continueranno a monitorare con attenzione sia questo caso sia tutte le situazioni simili che dovessero emergere – concludono -, rimanendo attivamente impegnate nella tutela dei diritti e nella prevenzione di nuovi episodi di abbandono istituzionale”.