Domenica, 12 Aprile 2026 10:52

I Giovani Democratici sul trasporto pubblico: "Inaccettabile il disimpegno sulla Pescara-Penne"

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Gli esponenti democratici criticano la decisione presa da Tua Abruzzo riguardo alla linea di trasporto pubblico locale
«Il servizio pubblico va garantito sempre: nessun disimpegno può essere accettato, perché di fatto l’affidamento della tratta Pescara–Penne rappresenta un arretramento da parte di Tua. Nessuna definizione di “servizi a domanda debole” può giustificare scelte di questo tipo: il compito di una società pubblica è garantire il diritto alla mobilità, non selezionare le tratte in base alla loro convenienza economica». È quanto scrivono in una nota i Giovani Democratici Emanuele Castigliego (vicesegretario provinciale Gd di Pescara), Saverio Gileno (segretario regionale Gd Abruzzo), Federico Proterra (presidente provinciale Gd di Pescara).«La decisione di procedere con il subaffidamento di alcune corse della linea Pescara–Penne e Penne–Città Sant’Angelo si inserisce in un quadro preoccupante, già denunciato da più parti, che evidenzia il rischio di un progressivo disimpegno dal trasporto pubblico locale nelle aree interne. Parliamo di territori che già oggi vivono difficoltà nei collegamenti e che non possono essere ulteriormente penalizzati», dichiara Emanuele Castigliego.«Definire queste tratte come marginali è un errore politico prima ancora che tecnico. Quelle linee rappresentano un presidio fondamentale per studenti, lavoratori e cittadini che ogni giorno si spostano tra costa ed entroterra. Ridurre l’impegno pubblico su queste direttrici significa aumentare le disuguaglianze territoriali e contribuire allo spopolamento delle aree interne», aggiunge Saverio Gileno. «Non può essere questa la visione di una società pubblica regionale. Tua nasce e opera proprio per garantire un servizio universale, anche dove il mercato non arriverebbe. È questo il senso dell’affidamento in house: assicurare un approccio solidaristico e non lasciare indietro nessuno. Mettere oggi in discussione questo principio significa contraddire le basi stesse su cui si regge il sistema del trasporto pubblico regionale», sottolineano Castigliego e Gileno. «A preoccupare è anche il metodo: ancora una volta si interviene senza un confronto reale con i territori, con i lavoratori e con le comunità coinvolte. Le criticità sollevate dai sindacati e dagli amministratori locali non possono essere liquidate con rassicurazioni generiche», dichiara Federico Proterra. «Serve un cambio di rotta immediato. Il trasporto pubblico non può essere gestito con logiche di esternalizzazione e riduzione del servizio, ma deve tornare a essere uno strumento di coesione territoriale, sviluppo e uguaglianza», concludono i Giovani Democratici. 
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