Il capogruppo comunale del Pd interviene in merito alla sospensione delle attività degli asili nido dal 13 al 17 aprile legata alla maxi sospensione delle forniture idriche dell'Aca in 13 e 14 aprile
Il capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico Piero Giampietro, commenta la decisione del Comune di sospendere le attività dal 13 al 17 aprile negli asili nido della città. La decisione arriva a seguito della maxi sospensione idrica dell'Aca prevista il 13 e 14 aprile. "La chiusura dei nidi pubblici e privati per una intera settimana dal 13 al 17 aprile sta mettendo in enorme difficoltà 800 famiglie pescaresi. L’assenza di alternative e l’impossibilità per molti genitori lavoratori di ricorrere a misure straordinarie di smart working dimostra quanta approssimazione ci sia stata nella programmazione di questi lavori, scaricando sulle famiglie i disagi improvvisi di un lavoro programmato da mesi e per mesi tenuto nel cassetto. Continua ad essere senza risposta la nostra domanda di base: cosa ha impedito di realizzare questi lavori così impattanti nei giorni programmati di chiusura delle scuole, o almeno in parte di essi, o nei fine settimana. Nessuno si aspettava una chiusura così lunga dei nidi pubblici e privati e le famiglie ora sono con le spalle al muro, in enorme difficoltà. Certamente la sicurezza igienico-sanitaria dei bambini viene prima di tutto, ma viene da chiedersi se davvero si sia pensato alle ripercussioni su ben 800 famiglie che in poche ore devono trovare alternative per una settimana intera. "Giampietro aggiunge che la riduzione delle rette per i giorni di chiusura nei nidi comunali è d'aiuto, ma non risolve completamente le difficoltà organizzative ed economiche delle famiglie. I dipendenti delle cooperative che gestiscono i 6 nidi in esternalizzazione sono anch'essi in difficoltà, poiché il Comune è tenuto a pagare le cooperative senza riduzioni, dato che la chiusura è dovuta a cause di forza maggiore. Il consigliere chiede che il Comune convochi al più presto tutte le cooperative per garantire che la chiusura non comporti decurtazioni delle buste paga del personale, applicando invece le formule alternative previste dalla normativa vigente."Sarebbe il colmo se a parità di spesa per il Comune gli educatori si trovassero con buste paga ridotte. Altro fronte quello delle mense: “L’impossibilità di utilizzare l’acqua fino alla validazione della Asl fa sì che almeno per 3 giorni i genitori di quasi 4 mila bambini delle scuole dell'infanzia, primarie e medie pagheranno fino a 6 euro per un panino, prezzi da autogrill, senza che siano state fornite misure alternative a questo scenario, al di fuori delle diete speciali. Sarebbe stato necessario da parte della giunta comunale un coordinamento delle azioni da porre in atto nelle scuole, che invece sono state lasciate sole come troppo spesso accade. E resta da capire cosa abbia impedito all’Amministrazione di portare avanti il programma di installazione di autoclavi nelle scuole, che ne sono ancora incredibilmente prive nonostante i 65 milioni di euro di fondi Pnrr gestiti dal solo Comune di Pescara”