Mercoledì, 08 Aprile 2026 21:00

Antonelli (FI) si riprende il posto di presidente del consiglio in una prima seduta fatta di emozioni e schermaglie

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L'emozione è stata proprio quella del rieletto presidente che chiede "rispetto e responsabilità" dopo le feroci polemiche dell'ultima fase del Masci-bis. Costantini mette un punto alla questione "ricorso" chiarendone il valore democratico e se la maggioranza conferma la voglia di proseguire il percorso avviato in forza di una vittoria indiscutibile, le opposizioni tuonano contro la giunta che ancora non c'è
Riprende il suo posto alla presidenza del consiglio comunale Marcello Antonelli (Forza Italia) dopo i due anni in cui, nel ruolo, c’è stato Gianni Santilli (Fratelli d’Italia). Con 30 voti a favore e 3 schede bianche è tornato a indossare la fascia con i colori della città e non ha nascosto l’emozione dedicando la sua nomina al figlio Bruno presente in aula. Un ruolo che però potrebbe ricoprire per un anno, dato che, nelle intenzioni, ci sarebbe quella di alternare gli eletti nel ruolo a scadenza annuale se la Nuova Pescara, come inizia a sembrare probabile, slitterà al 2029. Nuova città che, ha detto Antonelli confermando il suo sostegno al progetto che dal 2014 attende di concretizzarsi, “dovrà nascere nella forma migliore. Noi non ci rinunceremo, la faremo, e la faremo bene e nel tempo necessario. Questo deve essere l’impegno di tutti”.Al suo fianco, nella veste di vicepresidenti, due donne: Giuseppina D’Angelo (Fratelli d’Italia) e Michela Di Stefano (Pd), con i partiti che, durante il primo consiglio, hanno confermato i loro capigruppo eccetto Fratelli d’Italia, dove Roberto Carota ha lasciato il ruolo e al suo posto si fa spazio l’assessore uscente Cristian Orta.Le priorità del presidente AntonelliPraticamente unanime il voto che ha riconsegnato la fascia da presidente ad Antonelli nel corso di una seduta in cui i botta e risposta tra minoranza e maggioranza non sono mancati sia sul ricorso che ha riportato al voto parziale, sia su quella giunta che non c’è se non nella figura del vicesindaco Gianna Camplone, assessore esterno già nominato dal sindaco Carlo Masci, oltre che sul discorso che proprio il sindaco ha fatto in apertura di seduta tracciando le priorità del suo terzo, e a dir poco consolidato, mandato. Una conferma di fiducia che per Antonelli “rappresenta un ulteriore impegno e una grande responsabilità nella gestione del prestigioso incarico che avete voluto affidarmi”, ha detto parlando di “rispetto e responsabilità” come parole chiave del suo operato. Nel rimarcare l’autonomia del consiglio rispetto alla giunta comunale, pur auspicando che questo si muova in modo complementare al ruolo cittadino, il presidente ha detto chiaramente che suo obiettivo è quello di chiudere definitivamente la partita delle aspre polemiche che hanno caratterizzato l’ultima consiliatura, ancor più nel periodo elettorale, restituendo all’aula “il ruolo di luogo principe del confronto politico, pur nella inevitabile diversità di funzioni e posizioni tutte legittime. Questo luogo – ha detto ancora – garantirà al sindaco e alla giunta tempi e spazi adeguati alle scelte amministrative, ma senza mai comprimere o, peggio ancora, opprimere i diritti dei consiglieri, che per questa presidenza saranno destinatari del medesimo rispetto, a prescindere dall’appartenenza politica”. Se la volontà di Antonelli di riportare una sorta di quiete in aula al di là dello scontro politico si concretizzerà non è facile dirlo dato che, ad ascoltare gli interventi in aula, le tensioni, come brace sotto la cenere, sembrano essere ancora vive. Centrodestra compatto, ma dalle opposizioni arrivano le prime criticheIl candidato sindaco Carlo Costantini ha voluto chiudere la partita del ricorso rispedendo ancora una volta al mittente le accuse di “capriccio” che sarebbe anche alla base, questo glielo ha sottolineato Luigi Albore Mascia (Pescara Futura), proprio di quel progetto di Nuova Pescara di cui può vantare la paternità. Nel riconoscere l’indiscusso risultato elettorale che ha di fatto consacrato il sindaco Carlo Masci con quel terzo mandato consecutivo che farà storia, e ribadito che la visione della città resta e resterà diversa, Costantini ha parlato di “bella pagina di democrazia”, ma anche di una “cantilena” che non vuole più sentire. “Qualsiasi azione cittadino mette in campo per difendere la legalità non può essere considerata un capriccio e qualsiasi euro viene speso per la democrazia non è sprecato, ma speso bene. Se qualcuno sostiene che 8 magistrati hanno fatto due sentenze per soddisfare mio capriccio si colloca al di fuori della legalità senza neanche rendersene conto”, ha chiosato parlando proprio del ricorso. A replicargli, tra gli altri, anche il confermato capogruppo di Forza Italia Roberto Renzetti, che ha ribadito come il ritorno al voto abbia “legittimato in modo ancora più importante la nostra affermazione e la nostra vittoria, sgomberando il campo da ogni presunta illegittimità insinuata”, aggiungendo anche un riferimento agli attacchi personali che avrebbero caratterizzato l’ultima fase del Masci-bis. In tanti sono intervenuti durante il dibattito in aula e, se dai banchi di maggioranza, oltre alla rivendicazione della netta vittoria, è stata espressa la totale fiducia nel sindaco e nella continuità amministrativa, con l’ex assessore Eugenio Seccia (Forza Italia) che ha tenuto a ribadire il gran lavoro fatto per uscire dal predissesto, non senza rospi da ingoiare, dai banchi di centrosinistra le pungolature non sono mancate. Dal capogruppo Domenico Pettinari, che ora ha al suo fianco, oltre a Massimiliano Di Pillo, anche Giovanni D’Andrea, è arrivato un messaggio chiaro al sindaco sulla nomina di Camplone, definita “il vero cambiamento”, affinché non finisca per rivelarsi un gioco della politica destinato a esaurirsi, ma duri per tutta la legislatura. Alle polemiche sulla giunta “a due” dopo 30 giorni dal voto si sono aggiunte le critiche di Presutti, che ha parlato di una vera e propria “offesa per questo organo”, richiamando anche una sentenza della Cassazione secondo cui la dualità non è collegialità, e di Sola (M5s), che si è chiesto provocatoriamente se, di questo passo, in un ipotetico quarto mandato non si possa arrivare a una “monarchia”, visto il progressivo ridursi del numero di assessori nominati a inizio consiliatura. Se per le opposizioni quelle priorità del sindaco non si riscontrerebbero nei fatti, tra alberi tagliati che tradirebbero la vocazione al verde, aumento dei costi delle mense scolastiche, rincari dei parcheggi e una centralità della cultura difficile da leggere con il teatro d’Annunzio ancora chiuso, per la maggioranza non c’è critica che tenga: a parlare sarebbero i risultati, a cominciare da quello elettorale, che ha confermato il consenso dei cittadini, con sostenibilità e verde indicati come assi portanti dell’azione amministrativa. Una ripartenza apparentemente distesa, ma con i toni che, a tratti, restano accesi e se di nuovo sarà esplosione lo si scoprirà. Ad Antonelli il compito di tenere il punto, evitare eccessi e far sì che il consiglio lavori nel modo più sereno possibile al di là delle visioni differenti, perché nessuno perda di vista l'unica vera priorità: fare il bene della città
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