Mercoledì, 08 Aprile 2026 14:01

Il sindaco Masci e la forza del terzo mandato: "La città ha scelto la continuità del coraggio"

Vota questo articolo
(0 Voti)
Nel suo discorso di insediamento nel primo consiglio comunale (8 aprile) il primo cittadino non ha parlato delle linee programmatiche, ma di quanto fatto e quanto intende fare: dalla sfida della sostenibiltà tra Parco Centrale e filovia, all'impegno sul sociale e fino all'ambizione di andare "oltre l'Adriatico". Quello siglato per Masci è "un patto d'onore tra generazioni"
“Sento sulle spalle il peso della fiducia” e “il carico di responsabilità lo avverto fino in fondo”, ma “Pescara non ha paura” e i cittadini hanno scelto “la continuità del coraggio rispetto alla staticità della paura”. “Oggi firmiamo un patto d’onore tra generazioni: lo facciamo per i nostri nonni e padri che hanno costruito la città dalle macerie e per i nostri ragazzi che meritano di sognare un futuro qui, tra l’azzurro del mare e il verde dei nostri parchi e delle nostre colline”. Questi alcuni passaggi del discorso di insediamento del sindaco Carlo Masci nel primo consiglio comunale del suo terzo mandato di cui ha chiara la forza così come la volontà di andare avanti con le scelte fatte da quando guida la città. Un intervento per illustrare le linee programmatiche, in realtà già note ha sottolineato, e che per questo ha voluto quindi trasformare nell’occasione per ribadire qual è la visione che intende perseguire invitando le opposizioni a essere propositive e non oppositive, richiamando dunque le feroci polemiche che hanno caratterizzato in particolare gli ultimi due anni della sua amministrazione prima della riconferma con il voto parziale di marzo. Ha ribadito il perché della scelta di nominare, fino ad oggi, solo Gianna Camplone (nomina esterna) come vicesindaco dando modo a tutti gli eletti di sedere in consiglio in questo primo giorno ufficiale di amministrazione, e ha rivendicato ancora una volta le scelte fatte su verde, sociale, cultura e turismo parlando di una Pescara che tra numeri e classifiche “è oggi la capitale del turismo abruzzese”. L’ambizione, ha detto, è quella di confrontarsi ora con le grandi città europee sul tema sostenibilità tra nuovi parchi e infrastrutture verdi che passano anche per quella filovia tanto voluta che, ha assicurato, proseguirà il suo percorso. “Trasformeremo il grigio in verde”, quindi “meno cemento, più alberi, più piste ciclabili e più aria pulita per i nostri figli e i nostri nipoti”, ha aggiunto il sindaco ricordando che sul sociale il Comune negli ultimi anni ha portato da 10 milioni a 20 milioni i fondi messi a disposizione di chi vive in situazioni di difficoltà offrendo 78 servizi. Anche imprese e giovani al centro del suo discorso e la cultura “come bene sociale ed economico”. La scelta di non nominare nessun assessore fino al primo consiglio Nel suo discorso il sindaco ha esordito parlando della scelta di Gianna Camplone come vicesindaco ribadendo il suo impegno nel sociale e l’esempio che rappresenta per “una città forte, resiliente, che guarda avanti, che lascia un’opportunità a tutti ed è che affronta le cose con grande speranza”, per poi entrare nel merito della decisione di non formare la giunta prima della seduta di insediamento del consiglio di oggi, mercoledì 8 aprile. “Volevo, e credo che sia la prima volta che succede, presentare alla città i consiglieri comunali che sono stati eletti, cioè coloro che rappresentano il popolo di questa città. Il consiglio comunale è sovrano, è il luogo dove ci si confronta con lealtà per fare in modo che ci sia una sintesi tra maggioranza e opposizione per il bene della città, ed è rappresentato da queste persone”, ha sottolineato. “C’è sempre una rincorsa alla giunta perché la giunta è l’organo operativo e sembra quasi che il consiglio comunale sia un minus rispetto alla giunta. Io credo che non sia così e nessuno lo deve pensare, perché il ruolo del consigliere comunale è fondamentale e coloro che sono stati eletti rappresentano il popolo. Era giusto portare in questa città anche plasticamente l’immagine di quelli che sono stati eletti, avendo anche un consenso importantissimo”, ha aggiunto Masci. “Essere eletto per la terza volta è un atto d'amore reciproco”“Credo che questa elezione abbia rappresentato una svolta in questa città perché i numeri espressi dalla maggioranza sono numeri veramente importanti. Per questo sento sulle spalle il peso della fiducia”, ha aggiunto parlando del terzo mandato consecutivo e spiegando perché invece delle linee programmatiche ha scelto di parlare delle decisioni prese in questi anni assicurando che si andrà avanti nella stessa direzione “in maniera determinata per fare in modo che questa città possa confrontarsi con le ambizioni che ha: una città che può guardare a tutte le altre città italiane ed europee con l’immagine di una città in grande spinta economica e sociale”. “Prendere parola oggi in questa aula, cuore pulsante della nostra democrazia, non è di certo come le volte precedenti, perché sono stato eletto per la terza volta – ha ribadito -. Questa vittoria schiacciante che i pescaresi ci hanno attribuito non è un trofeo da esibire ma un carico di responsabilità che avverto fino in fondo”. “Essere eletto per la terza volta non è solo un record statistico, è un atto d’amore reciproco tra una comunità e la sua guida. Io vedo una città che ha scelto la continuità del coraggio rispetto alla staticità della paura, e oggi più che mai è importante il coraggio. Io non posso che ringraziare la città, i miei concittadini, per aver creduto che il cambiamento non sia una minaccia ma l’unica strada per non restare indietro, perché in un mondo come quello di oggi, se ti fermi, naturalmente torni indietro. Invece noi siamo una città che ha sempre guardato avanti e che è andata avanti”. La partita della sostenibilità e l’ambizione di “Guardare oltre l’Adriatico” “In questi anni abbiamo smesso di chiederci cosa potremmo essere e abbiamo iniziato a dimostrare chi siamo, quello che sappiamo fare. Pescara non è più soltanto la città rifugio dei fine settimana dei comuni limitrofi: oggi è capitale turistica dell’Abruzzo. I numeri non mentono e raccontano una verità innegabile: prima per presenze turistiche e abbiamo scalato classifiche nazionali perché abbiamo saputo offrire identità a questa città. Non più solo mare, ma un’esperienza urbana complessa fatta di accoglienza, eventi, decoro, attenzione a coloro che chiedono una mano tesa”. “Pescara c’è sempre, in ogni occasione, che sia un’occasione ludica, di sviluppo o di solidarietà. Ma non ci fermiamo qui, non vogliamo fermarci qui, anzi rilanciamo. La nostra ambizione guarda oltre i confini dell’Adriatico. Vogliamo confrontarci con le grandi capitali europee della sostenibilità ambientale, perché su questo si gioca la partita”. Sostenibilità ambientale, ha detto ancora, “non è una frase bella da usare nei convegni, ma contiene tanto lavoro, tanto impegno e soprattutto una visione”. “Penso all’area di risulta, che è stata una ferita aperta della città per decenni e ora sta diventando il nostro polmone verde, il nostro biglietto da visita moderno. Non più parcheggio polveroso, ma un simbolo di rigenerazione urbana che riunisce natura e servizi”. “Penso alla filovia – ha detto ancora il sindaco -: abbiamo avuto il coraggio di difendere l’idea di mobilità elettrica e veloce quando molti preferivano il comodo ritorno al passato. Non è solo un mezzo di trasporto, è il sistema nervoso di una città smart che abbatte emissioni e accorcia le distanze, e proseguiremo con grande convinzione. “La sostenibilità è una pratica quotidiana che riguarda tutti e lo vediamo a maggior ragione oggi nei momenti di crisi che stiamo vivendo. Meno cemento, più alberi, più piste ciclabili e più aria pulita per i nostri figli e i nostri nipoti”, ha chiosato. “A Pescara la cultura è diventata un bene sociale ed è un motore di sviluppo: dalle celebrazioni dannunziane ai festival internazionali, dai musei riqualificati al teatro di strada. Abbiamo portato bellezza nei quartieri perché una città colta è una città più sicura, più tollerante e più ricca”. “La cultura è infrastruttura dell’anima ed è ciò che ci rende attrattivi per imprenditori e giovani talenti”, ha detto ancora. “Una Pescara che respira che non può essere solo distesa tra palazzi, monti e Adriatico: è un organismo vivo che ha bisogno di respirare per correre veloce. La nostra missione inizia dal suolo, dalla terra che calpestiamo. Immaginiamo una Pescara che si rigenera: l’area di risulta come il nostro Central Park, presidio di biodiversità. Dobbiamo ancora curare le ferite del nostro bosco, il parco D’Avalos, macchia mediterranea che profuma la nostra storia. Quindi le infrastrutture verdi come “cura” contro le isole di calore. “La nostra risposta sarà fatta di corridoi alberati, tetti giardino e pareti vive. Non è solo estetica, è protezione per i nostri figli e per gli anziani. Trasformeremo il grigio in verde”. Il sociale: “In una città che corre nessuno deve restare indietro” “Ma una città non è fatta solo di parchi, è fatta di persone – ha proseguito entrando nell’ambito del sociale -. È grande quando sa prendersi cura del suo cittadino più fragile e la mia sarà una città solidale. Voglio una città che sappia ascoltare il silenzio degli ultimi, che guardi gli invisibili sotto i portici e nelle stazioni. Quando siamo arrivati, quasi sette anni fa, fuori ci dormivano 200 persone, oggi sono 5”. “Abbiamo raddoppiato l’impegno sociale, da 10 a 20 milioni, con 78 servizi per chi ha bisogno, per chi non arriva a fine mese, per gli anziani soli. Loro sono la nostra priorità”. Giovani e imprese: “Il patto d’onore tra generazioni” “Una città che corre veloce e dimentica chi inciampa ha perso la direzione, e noi la conosciamo benissimo. Oggi firmiamo un patto d’onore tra generazioni: lo facciamo per i nostri nonni e padri che hanno costruito la città dalle macerie e per i nostri ragazzi che meritano di sognare un futuro qui, tra l’azzurro del mare e il verde dei nostri parchi e delle nostre colline”, ha proseguito Masci. “Nessun sindaco, per quanto sostenuto dal consenso, può vincere da solo. Dobbiamo guardare alle categorie produttive, agli imprenditori e a coloro che producono ricchezza, che poi permette di creare una città più bella, solidale e attenta a chi ha bisogno. Gli imprenditori trasformano visione in ricchezza e i giovani sono il nostro presente e futuro: per loro la nostra città è un laboratorio”. “Non abbiate paura di osare – ha aggiunto rivolgendosi ai ragazzi -, non frenate le vostre idee: vogliamo che restiate qui non per necessità ma per scelta. Offriamo opportunità paragonabili alle grandi città ma con la qualità della vita che solo il nostro territorio sa dare”. Ai consiglieri comunali: “A voi chiedo una visione” “Al consiglio comunale chiedo una sola cosa: la visione. Qui siedono donne e uomini eletti dal popolo. Non perdiamoci nei piccoli tatticismi e nelle polemiche di cortile. Abbiamo davanti anni in cui Pescara cambierà volto definitivamente. Non abbiate paura del cambiamento: è l’unica costante della vita, e un’amministrazione che non rischia fallisce prima di cominciare. In questi anni abbiamo dimostrato di aver rischiato per raggiungere obiettivi”. “Chiedo di essere concreti, di fare proposte, di approfondire anche con la critica, ma con una critica costruttiva. La città non ci perdonerà la perdita di tempo, ma ci premierà tutti se sapremo guardare oltre l’orizzonte di oggi”. Il sindaco ha voluto chiudere il suo discorso con una riflessione personale. “Ogni volta che cammino sulla spiaggia e guardo la Maiella da un lato e l’Adriatico dall’altro, sento l’orgoglio di appartenere a questa terra resiliente e fiera. Lo abbiamo visto anche con l’alluvione dei giorni scorsi”, ha sottolineato. “Pescara non ha paura, non ha mai avuto paura delle crisi. Non ha mai avuto paura delle sfide globali. Siamo una città che corre, che sogna e che realizza”. “Oggi ricominciamo, ma non come se fosse il primo giorno. La battuta scontata è ‘ricomincio da tre’, ma io ricomincio con la saggezza di chi sa da dove viene e la grinta di chi sa perfettamente dove vuole arrivare. Mettiamoci al lavoro, tutti, con umiltà, con passione e con amore per Pescara, con il cuore in mano e la forza delle idee”.
Letto 1 volte