Sabato, 04 Aprile 2026 17:13

Sfuma l'intesa pubblico-privato per il rilancio delle Terme di Cramanico, ma il sindaco rilancia sul modello sostenibile

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Seppur non definitivo ci sarebbe il disimpegno della cordata di imprenditori con cui il Comune aveva lavorato a un progetto di alta qualità, spiega Parone che seppur esprimendo delusione e perplessità sulle ragioni alla base della decisione assicura la convergenza tra le istituzioni sul modello di rilancio che mette insieme natura, salute e qualità della vita
Seppur non ancora definitivo, il passo indietro del gruppo imprenditoriale guidato da Terme di Torre Canne sembra certo. “Ci ha molto addolorato”, dichiara il sindaco di Caramanico, Franco Parone, esprimendo quindi la delusione per quel progetto condiviso che puntava a un modello integrato pubblico-privato di alta qualità. Le ragioni che sarebbero alla base del ripensamento destano perplessità, sottolinea, ma la convergenza tra istituzioni e attori locali sulla strategia futura c’è, assicura.  La volontà è quella di portare avanti un progetto orientato al benessere integrato e cioè capace di coniugare natura, salute e qualità della vita, rimarcando il fatto che Caramanico ha tutte le potenzialità per rilanciarsi con u modello unico e competitivo. “L’incontro con imprenditori così lungimiranti e soprattutto con persone apprezzate, aveva prodotto, attraverso il confronto sulle prospettive di rilancio turistico di Caramanico Terme, una totale univocità di vedute sul progetto comune (pubblico e privato) ottimale da perseguire”, dichiara il sindaco parlando del progetto che sembra ormai sfumato. “L’approccio, anche etico, di Silvio Maresca, Massimo Caputi e Nicola Di Sipio, che travalicava persino l’aspetto puramente imprenditoriale dell’intervento, coinvolgendo l’apparato produttivo e sociale della comunità locale, ci ha entusiasmato. La sintesi tra l’intervento pubblico a gestione comunale, quello delle piscine termali, e quello privato che prevedeva la riattivazione di entrambi gli assett termali (stabilimento termale ‘La Salute’ e Centro benessere ‘La Réserve’) elevandone la qualità, avrebbe prodotto un modello in grado finalmente di sgrezzare questo diamante dalle enormi potenzialità e farlo brillare alla luce di un mercato internazionale di alta fascia, assolutamente nelle corde delle nostre potenzialità”. “Tuttavia – aggiunge Parone - ci hanno lasciato parimenti perplessi le motivazioni del ripensamento, arrivato dopo un lungo e certosino lavoro condotto da un team di qualificati tecnici; la limitatezza della portata delle nostre acque termali, addotto a motivo del ripensamento, è infatti un dato noto e pubblico: le nostre acque sulfuree sgorgano alla temperatura di 11,4 gradi con una portata complessiva di 1,2 litro al secondo costante durante tutto l’anno, dei quali circa un litro al secondo storicamente assorbito dalle erogazioni delle prestazioni termali. La restante quantità è nella disponibilità delle piscine termali in fase di progettazione, che dovranno tener conto della possibilità di elevata diluizione (1/10 o anche meno) con acqua dolce”. Restando nel tecnico il primo cittadino spiega che “l’altissimo grado solfidrimetrico della nostra acqua (circa 140 parti per milione) gli conferisce la qualifica di acqua tra le migliori d’Europa, di straordinaria ed unica efficace terapeutica; ciò consente, per gli usi diversi dal terapeutico, la possibilità di una elevata diluizione ma esclude nel contempo la possibilità di utilizzo allo stato puro per ragioni sanitarie e di tutela della salute, men che meno a temperature prossime ai 37° previste per le piscine”, sottolinea. “Questo – spiega i sindaco di Caramanico - ci indirizza verso l’unico modello sostenibile e percorribile per il parco delle piscine, alimentato con acque ibride derivante dalla miscela sostenibile di acqua termale con quella dolce; il progetto dovrà inoltre tener conto nel suo sviluppo delle quantità degli specchi d’acqua consentiti dalla disponibilità idrica e dalla elevata quantità di energia necessaria al loro riscaldamento”. “Non sono quindi replicabili da noi, modelli diversi fondati su tipologie, quantità e caratteristiche di acque sorgive ben diverse dalle nostre”, precisa spiegando come, ad esempio nel caso delle Terme di Saturnia queste dispongano di elevatissime quantità di acqua sorgiva ad alte temperature, ma con basso grado solfidrimetrico, così come Ischia possiede quantità pressoché illimitate di acqua emunta già calda e di natura non sulfurea (bicarbonato-alcalina)” e ancora “le acque di Chianciano (bicarbonato-solfato-calciche) sgorgano anch’esse ad elevate temperature”, con le Terme De Montel di Milano che “dispongono di un’acqua (calcica-solfato-alcalinica) captata a 38° di temperatura, e via dicendo”.“Ciò non di meno il nostro modello turistico non sarebbe secondo a nessuno, per le uniche caratteristiche climatiche, ambientali e paesaggistiche, per le possibilità escursionistiche di valore internazionale, per le possibilità che offrono le nostre montagne, per la nostra storia, cultura e gastronomia: un sistema termale nel cuore del Parco nazionale della Maiella, un prototipo insuperabile del concetto di wellness”, chiosa Parone. Del tema si è anche parlato di recente i un convengo tenutosi proprio a Caramanico cui hanno preso parte, oltre al Comune, i principali del progetto come il Parco Maiella, l’università D’Annunzio e l’architetto Massimo Pica Ciamarra, coaggiudicatario della progettazione delle piscine termali. “Si è parlato proprio di questo – spiega ancora il sindaco -: di quale indirizzo perseguire tenendo conto delle aspettative degli investitori e degli attori economici in relazione alla sostenibilità progettuale dell’iniziativa. Convergenza pressoché univoca sugli obiettivi e sulle possibilità operative; attraverso il progetto delle piscine termali, da correlare strettamente al piano industriale di ripresa delle attività termali, si vuole creare una rete di servizi di supporto alla ripresa del nostro termalismo, per elevarlo al giusto rango di competitività rispetto ad una domanda di mercato adeguata alle mutate richieste”. “È questa la direzione che riteniamo più giusta e coerente, perché mette al centro la nostra comunità, vero cuore e motore di ogni prospettiva di sviluppo. Una scelta – conclude Parone - che non solo rispetta le nostre risorse e la loro sostenibilità, ma che si inserisce pienamente nelle più moderne visioni di benessere integrato, dove natura, salute e qualità della vita si fondono in un’unica esperienza”.
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