Mercoledì, 01 Aprile 2026 10:47

Sarà ascoltato nei prossimi giorni il 17enne pescarese che progettava una strage al Misticoni

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Il giovane di Pescara ha passato la sua prima notte in carcere a Firenze e nei prossimi giorni verrà ascoltato dai magistrati per l'interrogatorio di garanzia
Sarà ascoltato nei prossimi giorni dai magistrati il ragazzo 17enne di Pescara per l'interrogatorio di garanzia, come riporta l'Ansa.Il ragazzo di 17 anni è stato arrestato perché stava pianificando una strage nella scuola Misticoni.Al momento non è stata ancora fissata una data esatta. Davanti agli inquirenti il giovane dovrà rispondere delle accuse di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa oltre che detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Reati pesanti che sarebbero corroborati da una gran quantità di materiale rinvenuto nel cellulare del ragazzo, originario pescarese ma residente in provincia di Perugia. Proprio in quelle chat avrebbe espresso il desiderio di colpire un liceo artistico di Pescara per "replicare" la strage della Columbine High School. Ma non solo. Era lì che condivideva materiale e saggi per fabbricare armi od ordigni chimici, esaltando i "Santi del Terrore", come Breivik o Tarrant, e le teorie suprematiste o 'incel'. Un "sottobosco di delirio e violenza", come lo hanno definito i giudici, nel quale si nascondevano tanti altri minorenni come lui e che ora sono finiti sotto il faro della magistratura. Ma il giorno dopo l'arresto a parlare sono le persone che quel ragazzo lo conoscevano. Sembrano tutti sorpresi di quello che è accaduto, come confermano le parole dei genitori. «Mio figlio è sempre stato studioso, è introverso», afferma il padre alla TgR Abruzzo, «è inimmaginabile che possa aver fatto tutto questo. Forse quello che aveva scritto era solo lo sfoggio di un bulletto con gli amici». «Mio figlio non è un violento, rimarrò accanto a lui. Non accetto quello che ha fatto, si è rovinato il futuro per ideali che sono certa non sono i suoi», le parole della mamma a Repubblica. «Si tratta di un ragazzo che non ha mai dato motivi di preoccupazione», conferma l'avvocato della famiglia, Angelo Pettinella, «non ha mai dato attestazione di comportamenti violenti o in qualche modo preoccupanti. È stabilmente inserito nel suo contesto sociale, con solidi legami affettivi sia familiari sia amichevoli. Frequenta con profitto il suo istituto scolastico. Bisogna capire com'è entrato in questa rete e cosa è a lui effettivamente ascrivibile. Bisogna capire il discrimine tra ciò che una persona vuole fare concretamente e ciò che una persona millanta». Sotto shock anche la comunità del paese in provincia di Perugia dove il 17enne viveva da un anno. Chiusi nel silenzio anche i dirigenti della scuola superiore frequentata dallo studente. Se ne parla invece tra la gente, in strada e nei supermercati. Timori circolano anche tra gli studenti e i loro familiari dopo gli ultimi episodi di violenza registrati in Italia e all'estero nelle scuole. Qualcuno chiede di fare maggiore attenzione e di tenere chiuse le porte degli istituti. In una comunicazione inviata ad alunni, genitori, docenti e al personale scolastico, la dirigente dell'istituto frequentato dal 17enne ha tenuto a precisare che il ragazzo non aveva mai manifestato nelle sue attività scolastiche atteggiamenti dai quali ipotizzare episodi di natura violenta. Saranno ora gli inquirenti a chiarire i contorni di una vicenda nata sui telefonini e finita dietro le sbarre.
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