Il questore di Teramo ha disposto la chiusura di un locale kebab nel quale si è verificata una rissa poi finita sui social network
Cinque giorni di chiusura e fogli di via per i protagonisti della rissa. Questa la decisione della questura di Teramo, come riferisce LaPresse, dopo i fatti avvenuti nei giorni scorsi a Teramo, dove una rissa violenta si è verificata in un locale di kebab, finita poi in diversi video diffusi sui social. Il provvedimento è stato disposto dal questore Pasquale Sorgonà ai sensi dell’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che permette la sospensione dell’attività in presenza di gravi disordini o quando un esercizio diventa punto di ritrovo abituale di soggetti ritenuti pericolosi. La misura è stata notificata nella mattinata di venerdì 27 marzo dagli agenti della divisione anticrimine e della polizia amministrativa, che hanno affisso sulla porta del negozio il cartello con la dicitura “chiuso per disposizione del questore”. Parallelamente è scattato anche il foglio di via obbligatorio per quattro anni nei confronti dei due clienti — un uomo e una donna sulla quarantina — ritenuti responsabili di aver dato origine alla lite. Secondo quanto ricostruito, il diverbio sarebbe nato dal rifiuto, da parte del personale, di servire alcolici alla coppia. In pochi minuti la discussione è degenerata in uno scontro fisico che ha coinvolto complessivamente cinque persone. Determinanti, ai fini delle decisioni adottate, sono state le immagini circolate online: video amatoriali che mostrano scene di particolare violenza, tra cui l’aggressione ai danni di una donna colpita più volte mentre si trovava a terra. Tutti i partecipanti hanno riportato lesioni giudicate guaribili tra i cinque e i dieci giorni.Dopo l’intervento della polizia nella serata di sabato 21 marzo, la questura ha eseguito una serie di controlli mirati, facendo emergere un contesto considerato a rischio sotto il profilo dell’ordine pubblico. Come riporta LaPresse, all’interno e nei pressi del locale sarebbero stati infatti identificati frequentatori con precedenti per reati come rissa, furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, oltre a violazioni legate alla guida in stato di ebbrezza e all’uso di sostanze stupefacenti. Le verifiche, sono state estese anche con il coinvolgimento del nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri, avrebbero fatto emergere ulteriori irregolarità: dalla presenza di un lavoratore in nero a gravi carenze in materia di sicurezza. Tra le criticità riscontrate, estintori non revisionati, impianto elettrico privo di certificazione e ambienti non conformi agli standard previsti. Per queste violazioni sono state elevate sanzioni amministrative per 5mila euro, oltre a un’ammenda di 16.500 euro, con conseguente sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni richieste dalla legge. L’episodio aveva suscitato nei giorni scorsi un’ondata di indignazione anche tra cittadini e rappresentanti istituzionali del Teramano.