Roberto Ettorre, segretario provinciale e Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana-Avs, commentano il dossier sociale pubblicato da IlPescara.it sullo spopolamento delle aree interne
Per contrastare l'inverno demografico nel Pescarese e lo spopolamento dell'entroterra servono modelli ed esperienze positive viste nel nostro Paese e in Europa. A dirlo Roberto Ettorre, segretario provinciale e Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana-Avs, alla luce del dossier sociale pubblicato dal quotidiano Il Pescara che segnala una trasformazione profonda delle dinamiche demografiche: nel capoluogo adriatico i decessi sono più del doppio delle nascite, con un trend di 45 nascite ogni 100 morti e l’entroterra continua lentamente a svuotarsi.“Contro l’inverno demografico, a Pescara e nella sua provincia, servono politiche strutturali e con uno sguardo alle esperienze europee che hanno dimostrato di poter “Interi borghi rischiano di perdere popolazione, servizi e prospettive di sviluppo – avvertono Ettorre e Licheri –: quella che stiamo vivendo non è soltanto una crisi demografica. È una crisi territoriale e sociale che riguarda il futuro della nostra provincia. Se l’entroterra si svuota e le comunità si indeboliscono, si impoverisce l’intero territorio. Per questo servono politiche nuove e coraggiose. In Italia un riferimento resta l’esperienza del modello Riace, che ha dimostrato come l’accoglienza e l’inclusione possano diventare strumenti concreti di rigenerazione dei piccoli centri”.Sinistra Italiana-Avs considera il ripopolamento delle aree interne una priorità, sottolineando la presenza di case vuote e attività in difficoltà nei piccoli Comuni abruzzesi. L’arrivo di nuove famiglie e il recupero del patrimonio abitativo sono visti come elementi chiave per rilanciare economia e servizi locali.Esempi da altri Paesi europei mostrano possibili soluzioni: la Spagna ha adottato incentivi fiscali e investimenti nelle infrastrutture digitali per contrastare lo spopolamento, mentre la Francia punta sulla rigenerazione dei centri storici e il rilancio dei servizi pubblici con incentivi per negozi e coworking. Anche il Portogallo sostiene il trasferimento verso le aree interne con contributi diretti, agevolazioni fiscali e programmi per il recupero degli immobili abbandonati.Il declino demografico può essere invertito con strategie mirate secondo Ettorre e Licheti. Vi è la necessità, anche per l’Abruzzo, di adottare nuove politiche per le aree interne: incentivi per chi sceglie di vivere nei piccoli Comuni, recupero delle case vuote, investimenti in sanità territoriale, trasporti pubblici e connessione digitale.Le aree interne hanno il potenziale per attrarre nuove forme di lavoro, turismo sostenibile, agricoltura di qualità e comunità decise a costruire il proprio futuro. Ripopolare i borghi non serve solo a salvare i paesi, ma anche a difendere territorio, paesaggio e coesione sociale, promuovendo uno sviluppo più equilibrato tra costa e aree interne e garantendo un futuro alle comunità a rischio scomparsa."Sotto la lente d’ingrandimento anche come sta cambiando la geografia dello spopolamento a favore della costa, ossia come cambiando i flussi migratori interni di chi lascia i borghi per trasferirsi nelle più attrattive città costiere. Nella bilancia demografica, sono cresciute di più le aree metropolitane che quella urbana. Rielaborando i dati del quotidiano Il Pescara, tra il 2001 e il 2025, la popolazione complessiva a Pescara sarebbe rimasta sostanzialmente stabile (+1,3), mentre nel giro di 24 anni Montesilvano sarebbe cresciuta del 32%, Spoltore del 25%, Città Sant’Angelo del 27%, a fronte della doppia velocità dell’entroterra, con Penne che diminuisce del 12% e Popoli del 20%. “Nella città adriatica serve ragionare sulle leve strategiche dell'attrattività e del benessere, a partire dalle opportunità di vita e lavoro e dai costi della vita, calmierando gli affitti. Serve insomma una strategia complessiva che, bilanciando costa ed entroterra, non può più essere rimandata”