Domenica, 22 Marzo 2026 15:45

Paolucci sul consorzio industriale Chieti - Pescara e Arap: "Simbolo del fallimento del modello Magnacca"

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Il capogruppo regionale del Partito Democratico Silvio Paolucci interviene in merito
La ricetta dell'assessore Magnacca per il consorzio industriale Chieti - Pescara era pura propaganda, con la certificazione della stessa Regione Abruzzo del fallimento della stessa. A dirlo il capogruppo in consiglio regionale del Partito Democratico Silvio Paolucci, dopo le notizie della possibile liquidazione coatta del consorzio e in merito alle problematiche dell'Arap.“Non c’è nulla di sorprendente in ciò che sta accadendo tanto che mesi fa avevamo anticipato ogni criticità – illustra Paolucci - . Oggi, però, la situazione è ancora più grave e paradossale. Dopo sette anni di governo regionale e due anni di gestione commissariale di Arap, il centrodestra continua a parlare di “eredità” e “difficoltà impreviste, tentando di scrollarsi di dosso inerzia e soluzioni inefficaci, quando la realtà è sotto gli occhi di tutti: si chiama incapacità gestionale e assenza totale di visione. I numeri, infatti, sono impietosi: oltre 20 milioni di debiti per il Consorzio Chieti-Pescara e una situazione finanziaria dell’Arap già fortemente compromessa, con quasi 50 milioni di debiti e decine di milioni di crediti non riscossi. Una condizione che rende impossibile qualsiasi ipotesi di fusione, come certificato anche da analisi tecniche indipendenti. Altro che riforma: siamo davanti a un fallimento conclamato. "La liquidazione coatta del Consorzio per Paolucci è una sconfitta per il sistema produttivo regionale, con conseguenze immediate: il trasferimento delle competenze all’Arap, ente già in difficoltà, e il rischio che i creditori perdano gran parte delle somme dovute. Imprese e lavoratori pagheranno il prezzo dell’incapacità politica. Preoccupa inoltre il capogruppo del Pd il destino del personale, con possibili tagli senza una reale strategia, aumentando il rischio di conflitti sociali. Il centrosinistra aveva portato risultati concreti con il Masterplan in termini di investimenti, occupazione e sviluppo; questo percorso è stato interrotto da commissariamenti e scelte fallimentari. Paolucci conclude:"Oggi il quadro è chiaro: infrastrutture ferme o rallentate; aree industriali isolate e senza servizi adeguati; totale confusione normativa e gestionale; un ente regionale, Arap, sempre più fragile e senza prospettive solide. La ricreazione è finita. Non è più tollerabile assistere a cambi di linea ogni settimana, smentendo le proprie scelte mentre il sistema produttivo attende risposte concrete. Chiediamo che si apra immediatamente un confronto serio con tutte le parti coinvolte, imprese, sindacati e territori, per evitare che questa crisi si trasformi in un danno irreversibile. Serve uscire dalla propaganda, abbandonare logiche di gestione politica e tornare a investire su infrastrutture, logistica e servizi. Le risorse ci sono, ma sono state lasciate ferme per anni. Il fallimento del modello Magnacca è ormai evidente: ora si lavori per evitare che a pagare siano, ancora una volta, i lavoratori e il tessuto produttivo dell’Abruzzo”.
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