La segretaria provinciale dei Gd di Pescara Silvia Sbaraglia pone alcune riflessioni e critiche al Governo in merito al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo
I giovani e le nuove generazioni hanno bisogno di diritti come il diritto alla casa, il diritto a un lavoro dignitoso e il diritto alla salute - anche mentale e non propaganda. A dirlo la segretario provinciale dei Giovani Democratici Silvia Sbaraglia, in merito alla questione del referendum costituzionale sulla magistratura del 22 e del 23 marzo."Per questo molti giovani italiani continuano a lasciare il Paese: non perché non lo amino, ma perché troppo spesso qui non si trovano prospettive. In questo contesto il governo continua a raccontare il referendum sulla magistratura come se fosse la soluzione ai problemi dell’Italia e persino dei giovani, come ha dichiarato Giusi Bartolozzi.Pensare che una riforma di questo tipo possa convincere i giovani a tornare in Italia significa semplicemente vivere in un altro mondo. Sempre Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministro Nordio (vera mente dietro la riforma) ha anche dichiarato, dicendo finalmente l’obiettivo del referendum, di “votare sì così ci leviamo di mezzo i magistrati”, toccando definitivamente il punto più basso di questa campagna referendaria. La verità è che questa riforma non risolve i problemi della giustizia, ce lo dice pure il governo, e non ha nulla a che fare con le reali priorità del Paese."Per migliorare la giustizia sono necessarie assunzioni negli uffici giudiziari, la stabilizzazione dei 12 mila precari, investimenti nell’informatizzazione dei tribunali e la riduzione dei tempi dei processi. La generazione di giovani lavoratori è spesso ignorata nelle scelte politiche, subisce condizioni di scarso riconoscimento e paga, ed è costretta a cercare opportunità all’estero; tuttavia, desidera far sentire la propria voce anche al referendum, nonostante le difficoltà di voto fuori sede. Uno dei punti critici della riforma è il sorteggio per la composizione del Csm, proposto per contrastare le correnti, ma che rischia di indebolire l’autonomia della magistratura e aumentare il peso della politica prosegue Sbaraglia.“Per questo i giovani stanno scegliendo con convinzione di votare no al referendum. Nonostante le difficoltà per molti studenti e lavoratori fuori sede, la nostra generazione non resterà a guardare: andremo comunque a votare e diventando rappresentanti di lista nei territori in cui viviamo”