La consigliera comunale del Partito Democratico di Montesilvano Manuela Natale pone alcune critiche e riflessioni in merito alla gestione della raccolta porta a porta a Montesilvano
Due problemi importanti interessano l'estensione della raccolta porta a porta a Montesilvano, di cui l'amministrazione De Martinis non sembra occuparsi. A dirlo la consigliera comunale Manuela Natale del Pd che interviene con l'estensione ulteriore del servizio ad altre zone della città, in particolare il lungomare e le relative traverse."Il sindaco descrive la differenziata come un trionfo, così non è se ci si pone dal lato dei cittadini. Emergono due problemi evidenti. Il primo è quello relativo alle strade di modeste dimensioni presenti a Montesilvano. Se una strada non è ampia come si può pensare che i mastelli non costituiscano intralcio per la circolazione? Questa valutazione doveva essere fatta prima di introdurre il ‘porta a porta’. Il problema dell’intralcio alla circolazione è tanto più grave laddove si pone mente ad una circostanza: il personale della società gestrice del servizio di raccolta rifiuti non svolge il servizio notturno, sicché potenzialmente la raccolta si può protrarre nell’arco della mattinata, coinvolgendo quelle fasce orarie che per la circolazione stradale sono più critiche, come quelle prossime all’ingresso e all’uscita dalle scuole.Ma v’è una seconda criticità, quella relativa ai condomini con più di dieci unità abitative. Sul punto si registra una gestione disordinata e con evidenti profili di illegittimità."Natale spiega che il sindaco ha emesso un’ordinanza che imponeva ai condomini con oltre 10 famiglie di spostare i cassonetti all’esterno negli orari previsti, ma tale provvedimento è considerato illegittimo perché il sindaco può intervenire solo in casi di necessità e urgenza, come stabilito dal testo unico sugli enti locali. Successivamente, la giunta comunale ha deliberato che i condomini privi di spazi adeguati possono chiedere l’autorizzazione per realizzare aree ecologiche su suolo pubblico. Il provvedimento è singolare perché la verifica della carenza di spazi è lasciata alla discrezione degli uffici comunali, senza criteri chiari, sollevando dubbi su cosa si intenda per “effettiva carenza” e se sia ammissibile, ad esempio, convertire aree verdi o tagliare piante per ospitare i bidoni condominiali."Oppure può un dipendente comunale decidere che una porzione di un’area di manovra possa essere ridotta per apporre i bidoni? E ancora, una volta accertato, non si sa come, che si possano porre all’esterno i bidoni di un condominio, lo stesso è onerato anche del costo della tassa per l’occupazione del suolo pubblico (Tosap).Per chi, invece, non v’è l’autorizzazione per porre all’esterno i bidoni si pone la spesa della predisposizione dell’aerea condominiale e la spesa periodica del servizio di conduzione serale dei bidoni all’esterno del condominio e di sanificazione dei bidoni.Il centro – destra non si cura dell’aumento dei costi per i cittadini, del resto a fronte della mia proposta di sterilizzare l’aumento della TARI per le famiglie la maggioranza non ha mutato il proprio orientamento, anzi lo ha peggiorato dal momento che onera, di fatto, i cittadini di costi aggiuntivi ed ulteriori che dovrebbero essere tutti ricompresi nella Tari stessa."La consigliera conclude aggiungendo che l’aumento della Tari e l’obbligo, per i condomini con più di dieci unità, di pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico o il servizio di conduzione all’esterno dei bidoni, rappresentano nuove criticità. E suggerisce di rivedere il sistema di raccolta porta a porta, ritenendolo inadatto alla città, e propone invece l’introduzione di isole ecologiche ‘intelligenti’ capaci di identificare gli utenti che conferiscono i rifiuti.