Martedì, 03 Marzo 2026 20:16

Bocciata la proposta di Paolucci (Pd) sulla sanità: "Il centrodestra dice no alla restituzione delle tasse ai cittadini"

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Il Partito Democratico: "Tra 40 e 50 milioni di euro di tasse in più ogni anno fino al 2029, oltre 170 milioni di euro di tagli alla sanità. Numeri che certificano un fallimento vero e proprio della gestione sanitaria della destra al governo della Regione"
“La destra ha bocciato oggi in commissione la nostra richiesta di restituire alla comunità le maggiori tasse volute dalla giunta Marsilio per colmare il deficit sanitario, se nel 2028, dopo la riscrittura del Programma pperativo, i conti della sanità dovessero andare in pareggio o emergessero maggiori risorse. La destra decide continuare a chiedere sacrifici agli abruzzesi". Lo afferma il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci.L'esponente del spiega che si tratta di una cifra che ammonta "tra 40 e 50 milioni di euro di tasse in più ogni anno fino al 2029, oltre 170 milioni di euro di tagli alla sanità”. Numeri, dice, che "certificano “un fallimento vero e proprio della gestione sanitaria della destra al governo della Regione".“Lasciare le tasse al massimo per tutta la legislatura fino al 2029 – spiega Paolucci, proponente del testo insieme ai consiglieri Antonio Di Marco, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani, Antonio Blasioli e Dino Pepe – significa dare a famiglie e imprese l’ennesimo schiaffo. È del tutto irresponsabile aver dichiarato prima del voto che non si sarebbero mai messe le mani nelle tasche dei cittadini e aver fatto come primo atto proprio l’aumento dell’addizionale regionale al massimo consentito"."Una scelta - aggiunge il Pd - aggravata dal fatto che, con una norma dello Stato voluta lo scorso anno, si è di fatto commissariata la gestione della sanità e ridimensionato il ruolo del consiglio regionale, esautorato dalle scelte strategiche. Non parliamo di ipotesi astratte. Il ministero della Salute e il Mef hanno imposto alla Regione di rivedere al ribasso le entrate 2027–2028. Se, nonostante questo, il sistema dovesse dimostrare un equilibrio finanziario o addirittura beneficiare di maggiori risorse dal riparto nazionale, verrebbe meno la giustificazione politica che ha sostenuto l’aumento dell’addizionale Irpef e dell’Irap deciso dalla destra nel 2011 e soprattutto nel 2025 da Marsilio"."Una posizione che resta difficile anche nel merito tecnico: se dobbiamo presentare un Programma operativo con meno entrate, come chiesto dai ministeri, per 64 milioni di euro in meno, allora cade la tesi della maggioranza sulla necessità di maggiori risorse in sede di riparto del fondo sanitario. Se invece saremo in grado di ottenere più fondi garantendo equilibrio con minori entrate, quelle risorse devono tornare alla comunità. Intanto - concludono gli esponenti del Pd - si propone un Programma operativo 2026/2028 di enormi tagli con prescrizioni vincolanti da recepire obbligatoriamente dal Consiglio Regionale, in sostanza un vero e proprio commissariamento".
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