In un anno si è passati dall'8,2 al 16,4% di utilizzo nelle realtà del Paese e l'Abruzzo, spiega l'assessore regionale, non vuole rimanere indietro. L'industria 4.0 cresce, sottolinea, ma resta debole la domanda di competenze digitali e la presenza femminile nelle Stem; la sfida è colmare il divario per agganciare sviluppo e occupazione
Sempre più intelligenza artificiale nelle aziende italiane. Secondo il rapporto del ministero 2025 nel 2025 il 16,4% di quelle con almeno dipendenti la usa: una quota più che raddoppiata rispetto all’8,2% del 2024. Lo sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive Tiziana Magnacca rimarcando il fatto che se in Abruzzo anche una crescita c’è, a mancare è la domanda ed è proprio su questo che intende lavorare per rendere il territorio sempre più competitivo verso. Indietro, insomma, non si può restare. Sebbene l’Itala resti indietro rispetto all’unione europea dove l’uso dell’IA nelle imprese è al 20%, il balzo nell’ultimo anno è stato importate e “i dati di ricerca sull’evoluzione del mercato del lavoro indicano ancora di più l’esigenza che le nuove generazioni si dotino di competenze scientifiche e tecnologiche, le cosiddette materie Stem (Science, technology, engineering and mathematics), sottolinea Magnacca. “Tutti gli indicatori segnalano una direzione univoca che abbiamo il dovere di intercettare per dare maggiori possibilità di lavoro e crescita professionale ai nostri giovani. L’introduzione dell’intelligenza artificiale sta accelerando un processo che già procedeva spedito: le aziende – spiega - cercano sempre più competenze digitali avanzate e il fenomeno riguarda sia i tradizionali profili Stem sia specializzazioni tecniche che finora non erano state associate alla rivoluzione digitale. È nostro dovere, quindi, creare le condizioni ambientali e politiche per favorire questo tipo di formazione, oltre a dare gli strumenti economici e finanziari per favorire l’assunzione dei lavoratori con competenze scientifiche”. “È sulla capacità di stare al centro di questo cambiamento che si gioca la sfida decisiva – rimarca l’assessore alle Attività produttive -. Sappiamo già che nei prossimi anni il mercato del lavoro chiederà oltre 3,2 milioni di nuovi occupati. In particolare avrà bisogno di formazione tecnica e specialistica con competenze digitali, green e gestionali. Si stima infatti che tra il 2026 e il 2029 saranno necessari 1,2/1,3 milioni di laureati e diplomati Its, mentre il 45% delle nuove assunzioni riguarderà profili tecnici diplomati”. “Parlo di sfida perché in Abruzzo, come in molte altre regioni italiane, l’industria 4.0, il digitale e la ricerca avanzata sono settori in forte espansione, ma allo stesso tempo non arriva la stessa forza propulsiva dal lato della domanda. Ad esempio – spiega Magnacca - la presenza femminile nei settori Stem resta drammaticamente bassa; per questo è fondamentale incoraggiare le ragazze a intraprendere questi percorsi, perché le donne dimostrano da sempre grandi abilità e capacità, ma troppo spesso si trovano davanti a barriere culturali e sociali che ne continuano a limitare la partecipazione”. “Vogliamo cambiare questa tendenza – conclude -, vogliamo dare una nuova prospettiva promuovendo un ambiente educativo e lavorativo più inclusivo e aperto”.