Venerdì, 27 Febbraio 2026 13:20

Presentato il progetto della Lega nazionale dilettanti Abruzzo "Scegliamo da campioni" contro l'obesità e l'abuso di alcol fra i giovani

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L’iniziativa è stata portata sul territorio dalla Lnd Abruzzo di calcio, che ha coinvolto decine di studenti provenienti da istituti scolastici di tutto l’Abruzzo in un momento di confronto diretto sui temi delle scelte consapevoli e della responsabilità individuale
Presentato nella sala Ipogea del consiglio regionale all'Aquila il progetto della Figc e Lega nazionale dilettanti “Scegliamo da Campioni”dedicata ai temi della sana alimentazione, del rischio alcol tra i giovani e della promozione di corretti stili di vita attraverso la pratica sportiva.L’iniziativa promossa dalla Lnd Abruzzo ha coinvolto molti studenti abruzzesi in un confronto sui temi delle scelte consapevoli e della responsabilità individuale. Il progetto risponde a gravi dati regionali: il 21,6% dei giovani abruzzesi è in sovrappeso e il 13,8% obeso, mentre il consumo di alcolici supera la media nazionale, con l’82,4% dei ragazzi che ha bevuto almeno una volta nel 2023 e il 14,4% che pratica binge drinking. Giancarlo Abete, presidente della Lnd, ha sottolineato come la Lega nazionale dilettanti voglia integrare attività sportiva ed educazione, accompagnando i ragazzi verso la consapevolezza di sé come base per compiere scelte responsabili.Si è rivolto direttamente agli studenti presenti il presidente della Lnd Abruzzo Concezio Memmo: “Oggi siete un’unica grande squadra: la squadra del futuro dell’Abruzzo. Con ‘Scegliamo da Campioni’ lanciamo la sfida del calcio per la salute delle nuove generazioni”. Memmo ha ricordato come il progetto, già presentato a livello nazionale nel corso di Quarto Tempo a Ferrara lo scorso autunno, sia stato fortemente voluto anche in Abruzzo: “I dati sul sovrappeso giovanile sono un richiamo all’azione che non potevamo ignorare. Oggi scendiamo in campo con uno strumento innovativo che unisce salute, tecnologia e i valori più sani del calcio. Abbiamo scelto la parola ‘scegliamo’ perché la responsabilità riguarda tutti noi. L’alcol e l’obesità sono avversari insidiosi. Avere corretti stili di vita deve diventare una scelta quotidiana e consapevole: scegliere significa essere liberi”.Il coordinatore del Centro Studi Lnd Francesco Grazioso ha illustrato gli strumenti operativi della piattaforma: “Abbiamo voluto tradurre i principi della corretta alimentazione in un linguaggio vicino ai ragazzi, trasformando la piramide alimentare in un modulo calcistico 4-3-2-1: acqua alla base, frutta e verdura al centro, alimenti da consumare solo occasionalmente in cima. L’alcol è da lasciare in panchina”. Un altro strumento prezioso a disposizione dei ragazzi è l’app mobile Edurest, sviluppata in collaborazione con l’area performance e ricerca del Club Italia Figc, che consente di fornire a ciascun giovane atleta un piano alimentare personalizzato elaborato dai nutrizionisti della Nazionale Italiana, calibrato sul calendario sportivo individuale.L’intervento di Emanuele Scafato, dirigente di ricerca dell’Istituto superiore di sanità, ha unito rigore scientifico e coinvolgimento diretto degli studenti, mostrando attraverso immagini i danni al cervello causati dall’assunzione precoce di alcol. Con l’ausilio di occhiali speciali, ha fatto sperimentare agli studenti l’alterazione della percezione causata dall’alcol.Scafato ha sottolineato che nei giovani l’uso di alcol equivale già ad abuso, poiché il cervello tra i 12 e i 25 anni è ancora in fase di sviluppo e particolarmente sensibile. Ha evidenziato inoltre il rischio della tolleranza, per cui si è costretti a bere quantità sempre maggiori per avere lo stesso effetto, ricordando che l’alcol alla guida è la prima causa di morte tra i giovani in Italia.L’assessore regionale alla Formazione e alle Politiche sociali Roberto Santangelo: ““Il mondo del calcio ancora una volta ci invita a riflettere: i dati legati al sovrappeso, all’obesità e al consumo di alcol evidenziano un quadro preoccupante più andiamo verso sud, semplicemente per mancanza di cultura. Tutti noi, invece, proprio partendo dall’Abruzzo vogliamo rendere i nostri giovani consapevoli: ogni ragazzo deve imparare che avere coraggio significa non solo essere bravo in campo, ma prendersi cura di sé stessi, essere campione di sé stessi e costruirsi il proprio futuro. Il calcio sia un esempio di vita da portare nella nostra società: e, con programmi come questo, lo è”.
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