Giovedì, 26 Febbraio 2026 18:32

Omicidio Crox, esclusa l'aggravante della crudeltà: "Non volevano causare altro male"

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Ecco le motivazioni della sentenza con cui è stata ridotta la pena ai due responsabili dei fatti. L'avvocato della nonna di Christopher: "Ci sono elementi che lasciano propendere verso il riconoscimento della crudeltà"
Le 25 coltellate, il calcio sferrato quando ormai era a terra e gli sputi sul corpo di Christopher Thomas Luciani “non sono finalizzati a procurare un male aggiuntivo”. Per questa ragione la Corte d’Appello dell’Aquila per i minorenni ha escluso, per uno dei due giovani imputati per l’omicidio del sedicenne da tutti conosciuto come Crox, avvenuto al parco Baden Powell a giugno 2024, l’aggravante della crudeltà, riconosciuta invece in primo grado. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza di secondo grado, relative al pronunciamento del 26 novembre scorso, con cui è stata riformata la decisione del marzo 2025.In appello, la pena per uno dei due imputati è stata ridotta da 19 anni e 4 mesi a 16 anni di reclusione; per l’altro giovane la condanna è scesa da 16 a 14 anni.Secondo i giudici, le coltellate, così come il calcio sul viso e gli sputi, non integrano l’aggravante della crudeltà. Nelle motivazioni si legge che le azioni “sono azioni violente, convulse, incontrollate, ma non vogliono causare a Thomas, inerme, a terra, sofferenze eccedenti”. Per la Corte, dunque, le ripetute coltellate, il calcio e gli sputi “non sono finalizzati a procurare un male aggiuntivo”.I giudici di secondo grado attribuiscono quei comportamenti a una situazione psichica precaria e allo scarso controllo degli impulsi da parte del giovane, per il quale il collegio aveva anche accettato la proposta di un percorso di giustizia riparativa. La Corte d'Appello ha confermato l’aggravante dei futili motivi, valutando la minore età non più subordinata alle aggravanti, ma considerando anche le difficoltà psicologiche – pur non riconosciute come patologia – e la partecipazione alle attività nel carcere minorile.“La sentenza d'appello non può essere condivisa nella misura in cui non sono state riconosciute tutte le aggravanti contestate e, nello specifico, quella della crudeltà", afferma l’avvocato Giacomo Marganella, legale di Olga Cipriano, nonna di Crox."Ci sono elementi che lasciano propendere verso il riconoscimento della crudeltà nella misura in cui vi è stato un 'quid pluris' rispetto alla normale causazione dell'exitus della morte del povero Christopher. In questi termini - aggiunge - la crudeltà merita anche un riconoscimento sotto il profilo sanzionatorio”.Il legale auspica un ricorso in Cassazione: “Ci aspettiamo da parte della Procura generale, quale soggetto legittimato a ricorrere, che venga proposto un ricorso in Cassazione nei confronti della sentenza in Corte d'Appello. Speriamo che venga riformulata la sentenza e che si giunga a riconoscere nuovamente le aggravanti della crudeltà”.Infine, un riferimento alla sofferenza di nonna Olga: "Come è facile comprendere, convive con un dolore costante. Questa decisione da parte della Corte d'Appello ha sicuramente riaperto delle ferite ed ha avuto un impatto massimale nei confronti della sfera emotiva della signora Cipriano”, conclude Marganella.
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