Mercoledì, 25 Febbraio 2026 16:02

L'intervista al candidato sindaco Gianluca Fusilli: "Mobilità, infrastrutture e ambiente per un rilancio della città"

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IlPescara.it ha intervistato il candidato sindaco Gianluca Fusilli in corsa per le prossime elezioni comunali in 23 sezioni dopo l'annullamento del risultato elettorale da parte del consiglio di Stato
In vista delle elezioni comunali che interesseranno 23 sezioni di Pescara l'8 e 9 marzo, a seguito dell'annullamento del risultato da parte del consiglio di Stato, abbiamo raggiunto il candidato sindaco Gianluca Fusilli della lista “Stati Uniti d'Europa”. Durante la consultazione elettorale del giugno 2024, Fusilli aveva ottenuto l'1,7% dei consensiIl Consiglio di Stato ha annullato il risultato elettorale in 23 sezioni dove si tornerà al voto. Cosa pensa di questa vicenda?Come cittadino elettore e come candidato rilevo due elementi indiscutibili:quando si è votato nel 2024 evidentemente qualcosa non è andato come doveva andare. Secondo punto è l'evidenza di come i tempi della giustizia non siano compatibili con quelli dell'amministrazione politica e della democrazia in quanto ci sono voluti quasi due anni per arrivare a una sentenza. Il caso Pescara dovrebbe essere preso come spunto di riflessione per il legislatore nazionale, si è elevata a valore l'incompetenza, l'approssimazione e l'incapacità di dare certezze su coloro che devono rappresentare l'opinione e la scelta dei cittadini. Il tempo del “Vaffaday”è terminato.Quali sono in sintesi i principali punti del suo programma elettorale?Erano molto chiari e molto semplici due anni fa, e con grande sincerità devo dire che sono rimasti gli stessi, in quanto da chi amministra la città non è stato fatto quasi nulla rispetto le nostre proposte, che oggettivamente non sono state apprezzate dal corpo elettorale. Ci ripresentiamo a questo turno di elezioni, che si baserà praticamente sui numeri civici, consapevoli della nostra marginalità. Quelle questioni che abbiamo trattato dunque sono rimaste intatte. Parliamo della manutenzione, praticamente assente senza programmazione e solo in vista delle elezioni, l'illuminazione e la pulizia che sono alla base del miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Poi un atteggiamento diverso verso il commercio cittadino, che è l'anima della nostra città. Si è speso più tempo a misurare con il metro le dimensioni delle strutture piuttosto che nel dialogo, nell'ascolto e nella trattativa e mediazione con una parte importante della città che è quella degli operatori commerciali, garantendo il giusto diritto al riposo senza però impedire il lavoro dei locali e dei pubblici esercizi. Le scelte fatte rischiano di spegnere una città che in parte si sta già spegnendo. L'ultimo tema è una città a metà dal punto di vista delle infrastrutture: tutto ciò che altrove è una risorsa, per noi è un problema: parlo di porto, fiume, autostrade, raccordi stradali e collegamenti della circonvallazione, l'università. È arrivato il momento che chi governa la città ponga queste questioni a livello nazionale. È inaccettabile che oggi se si deve andare verso est, verso nord o verso sud sai quando parti ma non sai quando arrivi. Con cantieri aperti ma dove i lavori spesso sono assenti o a rilento. E questo rende da decenni Pescara una specie di Cenerentola dell'Adriatico.In città il dibattito è acceso sulla questione sicurezza. Quali sono le sue proposte in merito?Non ho mai coltivato l'ipocrisia. La sicurezza sta diventando un problema complesso che va affrontato in modo complesso. Il tempo delle piazze in cui si urlava che tutto era risolvibile facilmente è finito. Il Comune ha una competenza residuale rispetto allo Stato, ma molto può fare rispetto a un corretto utilizzo della polizia locale, con la manutenzione e illuminazione ma soprattutto stringendo la mano agli imprenditori commerciali, attivando protocolli per sorvegliare h24 delle parti più sensibili dal punto di vista criminale, consentendo alla gente di frequentare gli spazi in sicurezza. Chi invece compie attività illegali tende alla lunga ad allontanarsi da luoghi che sono oggettivamente sicuri.Cosa pensa dell'operato dell'amministrazione Masci in questi anni di governo cittadino?Ho consapevolezza che è molto più difficile amministrare che fare opposizione, specie a livello comunale. E in 30 anni di politica attiva ho capito che non esiste il giudizio assoluto che tutto ciò che viene fatto da altra parte politica sia sbagliato a prescindere. Detto ciò l'amministrazione Masci ha governato a vista, sia nei cinque anni precedenti dove però i cittadini hanno avuto un giudizio positivo a differenza del mio, ma soprattutto negli ultimi due anni. La giunta deve cambiare passo: una politica senza sogno è una politica senza futuro, fatta di spartizione di poltrone. Queste dinamiche non interessano ai cittadini, ai cittadini interessa la qualità della vita, tutelando anche l'ambiente che ci circonda.Il commercio in centro e in generale in città è in crisi. Quali sono secondo lei le misure da attuare per rilanciare l'economia cittadina?Il problema della crisi del commercio è anche questo un problema complesso, che va affrontato in modo sistematico. Tutto ciò che è in mano all'amministrazione comunale dev'essere fatto per dare una mano ai commercianti. Oggi viviamo un tempo nuovo della democrazia, con competizione fra e nei territori. Intorno alla città abbiamo realtà economiche che hanno i parcheggi gratuiti. A Pescara il parcheggio è una chimera. A me non piace questo tempo nuovo dove ci si racconta che ogni desiderio diventa un diritto, e poi nel quotidiano vediamo che il diritto diventa un desiderio. Il cittadino ha diritto al parcheggio, e la città deve investire su parcheggi gratuiti, sull'occupazione del suolo pubblico che raggiunge oggi costi superiori addirittura all'affitto stesso del locale. In Italia abbiamo dati allarmanti sulle morti per l'inquinamento ambientale. Il commercio è vivo e funziona quando una città è bella, sostenibile, pulita e illuminata. Abbiamo la fortuna di avere una natura eccezionale, fra mari e monti e una città pianeggiante con posti collinari straordinari. Non abbiamo il diritto di sprecare questa fortuna.A Pescara il fiume viene percepito e vissuto come un problema. Lei invece lo vede come una risorsaA Pescara a causa del problema del dragaggio, delle esondazioni il fiume è attualmente solo una minaccia, un problema. Nessun amministratore comunale ha avuto il coraggio invece di proporre interventi importanti e radicali per risanarlo come in altre città del mondo come Valencia, dove fra gli anni ‘70 e ’80 hanno deciso di deviare il corso del fiume e creare un enorme parco fluviale che è una delle principali attrazioni della città stessa. La mia generazione nata fra gli anni'60 e '70 non ha mai avuto occasione di creare un rapporto con il fiume. Questo impegno va preso, i fondi Pnrr vanno presi e utilizzati per questo grande sogno. Immaginiamo Pescara con un fiume navigabile, con acque pulite e le rive liberate dai malavitosi e dal degrado sviluppando attività commerciali, parchi e simili. E chi farà questo sarà ricordato per sempre.Alle elezioni del 2024 ha ottenuto l'1,7% dei consensi. Qual è l'appello che vuole lanciare agli elettori chiamati al voto l'8 e 9 marzo?L'appello è quello di approfondire. Al di là dell'appello generico al voto, la mia generazione ha dato molte cose per scontate come la democrazia e la pace. Noi abbiamo considerato che la pace è un dato acquisito, ma in questo tempo nuovo abbiamo capito che non è così. Esercitare il diritto di voto è la prima responsabilità del cittadino, prima di lamentarsi. Serve partecipazione per poi esprimere il proprio diritto di voto, a prescindere da quale sia la scelta.
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