Martedì, 24 Febbraio 2026 17:24

"No" all’emendamento di Sola (M5s) sull'abbattimento delle barriere architettoniche: tensioni e offese in aula

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"Grave non aver esteso la misura a tutta la città e non solo alle zone 'che contano'" tuona il pentastellato, mentre in aula, nel dibattito in cui finisce la "Nuova Pescara" si crea il caos. Aspro lo scontro tra il consigliere e D'Angelo (FdI) per una seduta in cui più d'uno lamenta offese personali
Il “no” all’emendamento di Paolo Sola (M5s), con cui chiedeva, nell’ambito della discussione del Dup (Documento unico di programmazione), di estendere l’abbattimento delle barriere architettoniche in tutta la città e non solo alle zone dove ci sono più servizi, ha fatto letteralmente esplodere il caos in consiglio comunale.Il cortocircuito, che non si può dire non tradisca la palpabile tensione di una campagna elettorale tanto particolare come quella che si sta vivendo in città, si è innescato perché nel dibattito è entrato il “no” motivato dalla dicitura Nuova Pescara. Quella, ha replicato Sola, era contenuta in un altro subemendamento e non nel suo, che era invece, dice a fine seduta, “di buon senso”.Di barriera alla fine, per parte del consiglio, sembra essersi creata quella comunicativa tra maggioranza e minoranza apparsa a tratti decisamente insormontabile. Tra un intervento e l'altra, dai banchi di maggioranza e minoranza di centrosinistra, il confronto alla fine è degenerato in quelle che per molti sono suonate come vere e proprie offese. A mettere una pezza, in più di un’occasione, ci ha provato il presidente del consiglio comunale Gianni Santilli e l'ordine alla fine, in aula è anche tornato, ma non senza lasciare qualche strascico.Lo scontro più aspro c’è stato tra Sola e la consigliera comunale FdI Giuseppina D’Angelo. Nel replicarle alla motivazione del “no” in cui ha citato la Nuova Pescara, Sola le si è rivolto con un “deve accendere la testa quando è in aula” cui ha aggiunto, rivolgendosi a tutto il centrodestra, un “venite qua a prendere aria”. Questo perché sia D'Angelo, ribadendo quanto detto prima di lei dal capogruppo FdI Roberto Carota, ha sostenuto che il “no” alla citazione della Nuova Pescara era motivato, in sostanza, da una decontestualizzazione: in approvazione c'è il Dup di Pescara, e non di una città non ancora nata. Le scuse di Sola sono arrivate (per le parole usate, non sui contenuti), ma per D’Angelo l’attacco resta imperdonabile: “ne risponderà in separata sede”, ha detto, sottolineando che gli emendamenti li aveva letti e che, sì, ne aveva citato un altro, ma il “no” era chiaro e motivato per tutti quelli bocciati tant'è che altri, nel corso della seduta, sono passati. La consigliera è stata protagonista anche di un botta e risposta con il consigliere Donato Di Matteo (Costantini sindaco), che a suo parere le avrebbe augurata di morte durante un intervento in cui aveva parlato di “falchi e colombe” della politica. Niente di più lontano dalla realtà, ha risposto Di Matteo. La sua era una metafora politica riferita alle “colombe”, figure capaci di mediare, e ai “falchi”, capaci invece solo di attaccare, presenti in maggioranza, rimarcando che chi è il primo non dovrebbe diventare il secondo perché destinato “a soccombere”, ma politicamente parlando ha ribadito.A innescare la bagarre, per sua stessa ammissione dettata dall’aver ceduto “alla pericolosa musa dell’indignazione”, è stato Marco Presutti (Pd) rimasto anche lui fermo però sulla critica fatta al di là delle parole usate. Parole scaturite, ha sostenuto, da quanto dichiarato da Carota per quel “no” alla dicitura “Nuova Pescara” motivato dalla non attinenza al Dup che interessa Pescara. Il documento, ha replicato Presutti, prevede interventi sul triennio con il Piano delle opere pubbliche e la fusione, se non ci saranno rinvii, nascerà tra 10 mesi per cui la motivazione non avrebbe ragione di esistere e quanto detto da Carota. Di qui termini come “inadeguati” rivolti agli esponenti di centrodestra che avrebbero dimostrato “straordinaria pochezza politica”. Una “frase magica” però per Carota ormai quel “politicamente parlando” con cui il centrosinistra “maschera” gli insulti che rivolge alla maggioranza. A sentirsi offeso, nell'acceso botta e risposta, è stato però anche un esponente Pd e cioè Francesco Pagnanelli per quanto detto da Giuseppe Bruno (Forza Italia), che alle sue osservazioni sulla “inadeguatezza” del centrodestra ha replicato tacciandolo di dire “stupidaggini da giorni” e aggiungendo che “se finissero sui social, rideremmo per settimane”. I toni, insomma, si sono scaldati, e non poco nella seduta di bilancio. Per Sola, commenta con una nota, resta però grave il “no” al suo emendamento con cui si intendeva “superare una visione parziale e discriminatoria” non limitando l'abbattimento delle barriere architettoniche alle “zone che contano”. Sulla tutela delle persone con disabilità, aggiunge “non si possono accettare scorciatoie, né logiche di convenienza politica. L’inclusione è per tutti, o non lo è”. Un'accusa cui in aula il centrodestra aveva già risposto rivendicando invece grande attenzione ai temi della disabilità.In aula si tornerà domani (25 febbraio) con l'invito del presidente Santilli a “rispettare i ruoli” e “contenere gli interventi. Parliamo di politica, ma lasciamo perdere i fatti personali”, questa la sua richiesta. 
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