Sì in consiglio comunale alla mozione nata dalla proposta dell'associazione che impegna il sindaco Trulli a ad avviare l'iter di modifica dell'articolo 60 del regolamento europeo del 2013. E dal primo cittadino sostegno dotale: "Credo fermamente, anche come strumento di ulteriore tutela per i consumatori"
Dal consiglio comunale di Spoltore il “sì” perché il Comune avvii la procedura di modifica della disciplina sull’origine del codice doganale e, in particolare, dell’articolo 60 del regolamento europeo 2013 per tutelare le produzioni agricole Made in Italy. Un sì con cui si impegna il sindaco Chiara Trulli a concretizzare il sostegno alla battaglia della Coldiretti da cui è nata la mozione approvata in aula. E da parte del sindaco il sostegno è totale perché è anche sua la volontà, spiega, “di sposare una battaglia giusta per salvaguardare le produzioni autoctone, locali e nazionali dalla competizione molto forte che c'è sui mercati internazionali”. Trulli che stigmatizza come “concorrenza sleale” la pratica che consente di utilizzare il marchio Made in Italy “quando le materie prime vengono dall'estero e si lavorano in Italia”, sottolinea. Consentirlo vuol dire in sostanza che ogni prodotto italiano, dalla pasta ai pomodori, può essere commercializzato come Madi in Italy. L'obiettivo di Coldiretti è quindi l’esclusione dei prodotti agricoli e alimentari dall'ambito di applicazione del regolamento europeo e dunque riportare come esclusivo criterio di individuazione dell'origine dei prodotti alimentari l'indicazione del luogo di provenienza, per garantire trasparenza e corretta informazione ai consumatori: Made in Italy è solo ciò che si lavora in Italia con materie prime prodotte in Italia.“Con il sostegno dell'amministrazione comunale mi farò portavoce di questa battaglia in cui credo fermamente, anche come strumento di ulteriore tutela per i consumatori”, rimarca il sindaco Trulli. A essere contestato è il criterio secondo cui, si legge nella mozione approvata, “le merci alla cui produzione contribuiscono due o più paesi o territori sono considerate originarie del paese o territorio in cui hanno subito l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale ed economicamente giustificata, effettuata presso un'impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione”. Un principio che contribuisce, si legge ancora, “a generare effetti elusivi della disciplina sopra riportata con riguardo ai prodotti agroalimentari, come nell'esempio conosciuto dell'importazione di triplo concentrato di pomodoro rispetto al doppio avente come unica finalità quella di ottenere il marchio made in Italy sui prodotti di provenienza non nazionale acquisiti a basso costo”. La delibera impegna dunque il sindaco affinché “si attivi nei confronti dell’Anc (Associazione nazionale dei comuni) Abruzzo perché si faccia promotrice di tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi istituzionali eurounitarie, anche tramite il Comitato europeo delle Regioni”, e “intraprenda, anche tramite Anci Abruzzo le opportune interlocuzioni con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione elettorale di pertinenza del Comune affinché gli stessi siano resi edotti dell’iniziativa di cui alla presente deliberazione sensibilizzandoli circa l'importanza della modifica della disciplina sull'origine doganale”.