Gli uomini di mister Gorgone entrano in campo senza nessun timore della capolista. Il vantaggio iniziale di Di Nardo fa sognare, ma la doppietta non basta per portare a casa il risultato
Non è bastato il coraggio al Pescara che al Penzo di Venezia, in casa della capolista di serie B, gioca senza paura cercando in tutti i modi di portare a casa il risultato. Un sogno che si infrange, definitivamente, al 76esimo quando Hainaut supera un Saio regalando il 3 a 2 finale di un match in cui il Pescara sbaglia poco, ci mette il cuore, ma non riesce a blindare il risultato. Un Saio in grande spolvero in realtà che più volte compie il “miracolo” salvando la porta del Delfino. Non bastano i salvataggi e non basta neanche la doppietta di Di Nardo a portare a casa almeno un pareggio. Così come a non bastare è stato, negli ultimi minuti della partita, l’inserimento di Insigne che innesca un’azione in contropiede che Acampora non riesce a concludere. Resta l’amarezza di una sconfitta immeritata sul piano del gioco, di un Pescara che, dopo un vantaggio iniziale e il mancato raddoppio a porta vuota di Meazzi che manda fuori e si fa male, si trova ad inseguire. Un inseguimento che riesce quando Di Nardo, già protagonista del primo gol al 17esimo, al 58esimo riagguanta la capolista su assist di Berardi. I biancazzurri cercano il vantaggio e solo due minuti dopo è Brugman a calciare verso la porta, ma la palla è lenta e finisce fuori dai pali. Arrivano i primi cambi tra le fila del Venezia passato in vantaggio al 46esimo del primo tempo con Yeboah: dentro anche l’ex Dagasso insieme a Lauberach e Haps al posto di Adorante (autore del primo gol dei Lagunari) Duncan e Sagrado. Al 75esimo arriva il gol di Hainaut e il Pescara prova a risalire con l’inserimento di Insigne al posto di Di Nardo e Faraoni che prende il posto di Lamine Fanne. Fuori anche Gravillon e dentro Russo per i biancazzurri. Ultimi minuti tutti in avanti quelli del Pescara che guadagna anche due calci d’angolo, uno all’ultimo minuto di recupero di un secondo tempo in cui poco si può rimproverare agli uomini di mister Gorgone. Ancora un colpo di testa in area nelle concitate fasi finali, ma la palla finisce alta sopra la traversa. Triplice fischio e la fine di una partita in cui il Pescara il pareggio lo avrebbe meritato. I biancazzurri escono sconfitti dal Penzo, ma la prestazione contro la capolista ha mostrato una squadra che la salvezza la meriterebbe. Mancano 12 partite, la strada è difficile, ma non impossibile. Per farlo però non basta una buona prestazione, serve il risultato.