Mercoledì, 18 Febbraio 2026 16:49

Espropri del Parco Nord e potenziale debito da 8 milioni, la proposta di Costantini per "blindare" il bilancio

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"Rischiamo di scaricare tutto sulle future generazioni ed è la cosa peggiore che un'amministrazione può fare", afferma chiedendo all'organo di revisione dei conti di fare ciò che l'ordine professionale prevede: verificare i contenziosi in corso e valutare le probabilità di soccombenza, per evitare rischi erariali e garantire sicurezza al bilancio 2026-2028
Rapida, ma insoddisfacente per il candidato sindaco Carlo Costantini (centrosinistra) la risposta dell’organo di revisione dei conti del Comune sul problema del potenziale debito da 8 milioni di euro per gli espropri del Parco Nord. Per questo avanza una proposta che, se accolta, “taglierebbe la testa al toro”, consentendo di arrivare a una più serena approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 ed eviterebbe di “scaricare sulle nuove generazioni quel debito, andando contro tutte le direttive europee, che censurano questi comportamenti e che, soprattutto, è la cosa peggiore che un’amministrazione può fare”, dice a IlPescara. Quella proposta fatta in consiglio comunale con l'obiettivo di superare il problema delle interpretazioni tutte legittime, ma in sostanza inconciliabili, ha spiegato Costatantini, in realtà è una vera e propria richiesta: fare ciò che prevede il documento del consiglio nazionale dell’Ordine dei commercialisti e dei esperti contabili in merito all’approvazione del bilancio 2026 e cioè elaborare un documento che contenga una ricognizione aggiornata dei giudizi in corso con, per ognuno, una valutazione puntuale delle probabilità di soccombenza.Il caso è esploso nei giorni scorsi sempre in aula e sempre per voce del candidato sindaco quando ha chiesto certezze sulla possibilità di coprire quel potenziale debito che l'ente rischia di contrarre. Un debito che, aveva sottolineato, deriva da due arbitrati che hanno fatto lievitare le spese per gli espropri utili a realizzare il Parco Nord, da 700mila euro agli 8 milioni. Una somma che senza coperture, per il centrosinistra, esporrebbero il Comune non solo a un danno erariale, ma anche a una nuova situazione di predissesto. Una visione fortemente contestata dal centrodestra e in particolare dal consigliere comunale Marcello Antonelli (Forza Italia) che sempre in aula aveva replicato. Non solo, ha sostenuto, si dovrà vedere se e a quanto eventualmente ammonterà alla fine il costo degli espropri dato che a deciderlo dovrà essere la corte d’appello cui il Comune si è rivolto contestando i due arbitrati, ma anche perché nel fondo passivo potenziale a fine 2024 c'erano 17 milioni di euro. Una somma che, secondo le stime fatte dal dirigente Andrea Ruggeri, dovrebbe essere simile anche in riferimento al 2025 e dunque più che sufficiente a coprire la spesa qualora la corte d'appello dovesse riconoscerlo quel costo sebbene, ha precisato Antonelli, sarebbe difficile immaginare che ammonti a quella cifra (8 milioni) visto che di situazioni simili ce ne sono già state senza portare mai a esborsi così grandi.Non bastano le rassicurazioni però per Costantini, serve mettere tutto nero su bianco e di quel debito potenziale in bilancio, ha ribadito, non c’è traccia. Tra l'altro quei 17 milioni, ha precisato, fanno riferimento a una somma accantonata prima che arrivassero i due arbitrati (di novembre 2025) per cui andare avanti con la discussione del bilancio senza aver blindato la questione, non cambierebbe le carte in tavola: resterebbero sia il rischio di danno erariale che quello di finire in predissesto.Fare quello che l'ordine professionale chiede all'organo di revisione dei conti per il candidato sindaco, darebbe la risposta cercata configurando una dovuta assunzione di responsabilità nei confronti di chi quel documento (il bilancio di previsione) deve approvarlo, e dunque i consiglieri comunali, ma anche delle giovani generazioni che, nel caso quel debito si concretizzasse, ne pagherebbero il conto, ribadisce parlando con IlPescara.“Esiste un documento del consiglio nazionale dell’Ordine dei commercialisti e dei dottori contabili secondo cui l’organo di revisione contabile, in sede di approvazione del bilancio di previsione del 2026, deve verificare che lo stanziamento del fondo rischi contenzioso sia congruo. Deve fare questa verifica e assumersene la responsabilità”, ha quindi detto in aula spiegando poi sono le attività che deve svolgere: “verificare che l’ente abbia predisposto un elenco dei giudizi in corso con il censimento delle rispettive probabilità di soccombenza. L’elenco dei giudizi, ove predisposto, deve essere messo a disposizione dei consiglieri comunali”. “Personalmente – ha quindi precisato - non ho visto traccia di un elenco dei giudizi e non ho visto esprimere una valutazione sui rischi di soccombenza rispetto ai procedimenti arbitrali che riguardano gli espropri per 8 milioni di euro”. L’organo di revisione dei conti deve quindi “verificare che l’ente abbia provveduto a stanziare nel bilancio di previsione 2026-2028, accantonamenti in conto competenza per altre spese potenziali. Intendo dire – spiega - che gli stanziamenti fatti al 31 dicembre 2024 non sono più attuali, non sono più conferenti. È necessario che l’organo di revisione rinnovi questo accertamento con riferimento a tutto quello che è accaduto dal 1 gennaio 2025 in poi”, e tra quello che è accaduto ci sono proprio, ribadisce “questi due arbitrati che hanno elevato la spesa per espropri da 700mila a 8 milioni di euro”. “L’organo di revisione deve verificare che nella missione 20, programma 3, siano previsti gli accantonamenti previsti dalla legge. Per la valutazione del fondo rischi da contenzioso – ha detto ancora spiegando il contenuto del documento del consiglio nazionale dell’ordine dei commercialisti e dei esperti contabili - deve verificare che l’ente abbia accertato l’esistenza dei contenziosi, che ci sia stata ricognizione. Deve esserci insomma – ha chiosato Costantini - un documento che attesti che i contenziosi esistono e che esprima giudizi probabilistici sul fatto che il Comune possa essere soccombente”. “Io non ricordo di aver letto pareri di legali del Comune o esterni che certifichino che i giudizi saranno accolti, che le decisioni della corte d’appello e gli arbitrati saranno revocati, annullati o azzerati”, ha quindi precisato nel suo intervento. “Questa soluzione taglierebbe la testa al toro: se l’organo fa queste verifiche, non perché gliele chiede Costantini, ma perché lo prevede il consiglio nazionale dell’Ordine dei commercialisti e dei esperti contabili proprio in materia di bilancio di previsione, e le fa con relative certificazioni e attestazioni, io francamente mi sentirei più sereno. Non credo – ha quindi concluso - che la discussione sul bilancio possa avanzare ulteriormente se questi aspetti non saranno chiariti”. Una posizione condivisa dagli altri consiglieri del centrosinistra con Piero Giampietro (capogruppo Pd) che ha auspicato un rapido intervento dell’organo di revisione perché quel documento arrivi. Sul punto è quindi intervenuto il presidente del consiglio comunale Gianni Santilli riferendo di aver sentito il presidente dell’organo dei revisori dei conti e di essere a conoscenza della nota inviata da Costantini. “Al più presto – ha quindi comunicato – riceveremo una documentazione”. Nel frattempo i lavori in aula sugli emendamenti al bilancio sono andati avanti, ma per Costantini ci si dovrebbe fermare fino a quando risposte chiare su quel potenziale debito non ce ne siano così come sulle eventuali coperture per cui, a suo parere, come aveva già avuto modo di dire nella seduta in cui il caso lo ha sollevato, il bilancio così andrebbe ritirato ed eventualmente sistemato, come ha sostenuto, con anche quell’elenco di contenziosi e probabilità che ha proposto di redigere. I tempi di certo stringono e se, documento o no, si andrà avanti, all’approvazione del bilancio si arriverà comunque con il documento così com’è. Entro il 28 febbraio, per legge, dovrà ottenere il lasciapassare del consiglio comunale.
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