Lunedì, 16 Febbraio 2026 13:38

Porta stupefacente al marito in carcere ma il fiuto del cane Naxon la incastra, donna denunciata

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Il tentativo, sventato dalla polizia penitenziaria, si è verificato nel carcere Castrogno di Teramo
Una donna è stata denunciata dopo che avrebbe provato a consegnare droga al marito detenuto nel carcere Castrogno di Teramo.Decisivo, per scoprire la presenza della sostanza stupefacente, il fiuto infallibile del cane “Naxon”.Il quattrozampe è in servizio nel reparto cinofili della polizia penitenziaria.A renderlo noto è Giuseppe Pallini, segretario provinciale del sindacato autonomo polizia penitenziaria, che sottolinea come mercoledì scorso una donna italiana, recatasi in istituto per far visita al convivente detenuto, sia stata segnalata all’ingresso proprio dall’unità cinofila “Naxon”. Dopo la perquisizione personale, gli agenti della polizia penitenziaria avrebbero rinvenuto addosso alla donna un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo hashish. Al termine delle operazioni di rito, la stessa è stata denunciata a piede libero, come disposto dall’autorità giudiziaria. L’episodio si inserisce in un più ampio quadro di attività di controllo intensificate all’interno dell’istituto teramano. Nei giorni precedenti, infatti, la polizia penitenziaria ha condotto mirate operazioni finalizzate al contrasto dell’introduzione di droga e telefoni cellulari in carcere, sequestrando ulteriori quantitativi di sostanze stupefacenti e dispositivi mobili e denunciando i responsabili alla Procura della Repubblica di Teramo. «La piaga dell’introduzione e della circolazione di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari nelle carceri è purtroppo diffusa e complessa da contrastare», sottolinea Pallini, «nonostante l’impegno costante e la straordinaria professionalità del personale in divisa». Da qui l’appello al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria affinché venga istituito in ogni istituto un reparto cinofilo e si proceda con l’installazione di sistemi di schermatura (jammer), strumenti ritenuti fondamentali per incidere in maniera significativa sul contrasto ai traffici illeciti. Secondo il Sappe, tali traffici producono effetti negativi anche all’esterno degli istituti penitenziari, poiché le famiglie di numerosi detenuti sono spesso costrette a far fronte ai debiti contratti per l’acquisto di droga o per altre attività illecite poste in essere durante la detenzione. Una realtà che, sottolinea il sindacato, richiede un’attenzione concreta e coordinata da parte di tutte le istituzioni competenti. Nonostante la grave carenza di organico e il persistente sovraffollamento carcerario, la polizia penitenziaria di Teramo continua a operare con determinazione e senso dello Stato, assicurando controlli rigorosi e costanti a tutela della legalità e della sicurezza collettiva».Agli operatori del Corpo va il plauso e il pieno sostegno del sindacato anche da parte di Donato Capece, segretario generale del Sappe, che rimarca «la professionalità e l’abnegazione dei baschi azzurri del Corpo, presidio imprescindibile del sistema sicurezza della Nazione».
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