Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale critica l'annuncio dell'avvio dei lavori per la rigenerazione del parco nord di Pescara
«A tre settimane dalla ripetizione del voto, in piena campagna elettorale, il sindaco Carlo Masci riscopre improvvisamente il parco nord e convoca una conferenza stampa per annunciare l’avvio dei lavori. Un tempismo quasi divino. Peccato che più che un miracolo, sembri l’ennesimo numero da campagna elettorale». Commenta così il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale, Paolo Sola, alla notizia dell'annuncio dell'affidamento lavori nella zona nord della città. «Dietro alla passerella odierna c’è una verità molto meno trionfale», chiarisce Sola, «si parte, ammesso che si parta davvero, con oltre un anno di ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale. Un anno durante il quale il cantiere non è mai stato aperto, la prima impresa aggiudicataria è stata sollevata dall’incarico per inadempimento, e soprattutto sono esplosi i costi dell’operazione. Oggi Masci celebra come un successo ciò che in realtà è il simbolo del fallimento amministrativo di questi anni». Sola prosegue: «L’aspetto che il sindaco omette accuratamente di ricordare nella sua conferenza stampa è il più grave: gli espropri sono passati dai 700mila euro previsti nel piano economico-finanziario approvato a circa 8 milioni di euro, secondo quanto stabilito dall’organo di conciliazione dopo i ricorsi giudiziari dei privati. Otto milioni di euro. Un potenziale macigno sul bilancio comunale che evidentemente Masci & C. intendono scaricare sulla prossima amministrazione. A loro intanto interessa solo fare proclami e tagliare nastri immaginari. Un anno e mezzo fa il Movimento 5 Stelle fu l’unica forza politica in consiglio comunale a votare contro questo progetto. Non contro la realizzazione di un’area verde – che riteniamo necessaria – ma contro un’operazione propagandistica costruita su numeri che non stavano in piedi e su un piano economico destinato a naufragare prima ancora dell’avvio dei lavori. Esattamente ciò che è accaduto. Oggi assistiamo a una scena surreale: si festeggia l’apertura di un cantiere che parte con oltre un anno di ritardo, con un’impresa già fuori gioco, con costi decuplicati sugli espropri e con un enorme punto interrogativo sulla copertura finanziaria. Se questo è un “avvio”, è l’avvio di un possibile disastro: quello di trascinare la città dentro un potenziale buco di bilancio da 8 milioni di euro».Così conclude Sola: «La verità è che il Parco Nord di Masci è diventato l’emblema di un metodo prima si annuncia, poi si improvvisa, poi si scaricano le conseguenze sui cittadini. In campagna elettorale tutto diventa possibile. Anche far sparire 8 milioni di euro con una conferenza stampa. Ma i numeri, purtroppo per il sindaco, restano. E non si cancellano con uno slogan».