IlPescara.it ha raggiunto il candidato sindaco alle prossime elezioni comunali nelle 23 sezioni dove il voto è stato annullato dal Consiglio di Stato Domenico Pettinari, che ha spiegato quali sono le risposte nel suo programma per varie problematiche cittadine, dalla sicurezza fino alla gestione della movida
Il cambiamento per la città di Pescara passa solo facendo eleggere un candidato sindaco di una vera lista civica, fuori dalle logiche dei partiti tradizionali e che possa dare risposte vere ai cittadini. Si presenta così il candidato sindaco alle prossime elezioni comunali del 8 e 9 marzo (alle quali saranno chiamati solo i cittadini delle 23 sezioni dove il consiglio di Stato ha annullato il risultato elettorale per alcune irregolarità riscontrate nelle operazioni di spoglio) Domenico Pettinari, che IlPescara.it ha raggiunto per un'intervista dove illustrare alcuni punti chiave del suo programma e dare un giudizio sull'amministrazione comunale del sindaco Carlo Masci in carica per quasi sette anni.In 23 sezioni si tornerà al voto dopo la decisione del consiglio di Stato che ha riscontrato irregolarità nelle operazioni di spoglio. Cosa pensa di questa vicenda?Ci tengo a precisare che a Pescara a perdere è stata la democrazia, in un sistema regolare non si sarebbe dovuto tornare al voto. La democrazia ha perso, ho fatto un approfondimento in Italia poche volte è accaduta una cosa del genere. Se ci sono stati due gradi di giudizio che hanno stabilito entrambi irregolarità nelle procedure del voto, sicuramente non è una situazione semplice. Sto dicendo da tempo a tutti che, avendo grande stima e apprezzamento della locale autorità giudiziaria e massima fiducia nei loro confronti per il lavoro svolto ogni giorno, auspico che chi ha sbagliato dopo averne accertato le responsabilità possa pagare. Io non so di chi siano responsabilità ma spero che presto vengano a galla ringraziando fin da ora questa straordinaria magistratura che abbiamo qui a Pescara. L'accertamento della verità non può che arrivare dagli inquirenti.Sulla questione sicurezza che è al centro del dibattito politico da mesi, come giudica l'operato dell'amministrazione Masci? Quali sono le sue proposte in merito?Premetto che il sottoscritto qualche titolo per parlare di sicurezza lo ha, considerando che ho combattuto per oltre 20 anni a testa alta, a volto scoperto e con la schiena dritta. Ho rischiato in prima persona, ho subito minacce di morte, aggressioni e violenze. Nella città di Pescara credo di essere l'unico politico ad avere un servizio di sicurezza attivo da parte della Prefettura proprio per le minacce subite e che ringrazio per questa tutela nella mia persona. Sulla sicurezza sia l'amministrazione Masci che quelle precedenti di centrosinistra hanno fallito. È stata fatta solo propaganda becera: io l'ho detto e lo ribadisco nel nostro programma ci sono 3, 4 misure importanti da attuare. La prima sono presidi dinamici rigorosamente a piedi (noto che negli ultimi giorni qualcuno mi copia, persone che non hanno mai parlato di queste cose), nelle aree critiche della città: il quadrilatero centrale, fra via Mazzini corso Vittorio Emanuele II, via Piave via Mazzini, il parcheggio del Bingo e i giardinetti della stazione. Pattugliamenti interforze ovvero pattuglie di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, come faceva una volta il poliziotto o carabinieri di quartiere, misura esistente qualche anno fa che aveva prodotto risultati e inspiegabilmente rimossa. Ma anche in altre zone come Pescara Vecchia, zona movida. Noi introduciamo anche un'altra proposta: nelle aree calde e critiche della periferia non bastano i pattugliamenti ma serve l'operazione “strade sicure” con l'ausilio dell'esercito. Nel 2011 c'erano pattuglie miste con presenza dei militari, con uno scopo di deterrenza unitamente alle forze dell'ordine. Nella zona dove vi era il Ferro di Cavallo, ad esempio, si poteva costruire il palazzo della Regione, portando un valore positivo. Inoltre vanno portati in strada anche sociologi e psicologi in quanto si deve cercare di sanare situazioni da questo punto di vista ancora potenzialmente recuperabili.Per quanto riguarda le delibere sugli orari dei locali della movida molto criticate dai gestori e dalle associazioni di categoria, qual è il suo giudizio?Qui bisogna conciliare due esigenze, due interessi che devono essere complementare e non concorrenti: quello del diritto al riposo dei residenti e quello dei locali. L'amministrazione comunale è intervenuta andando a colpire tutti, quando invece sono pochi i locali che non rispettano le regole. Le misure devono colpire in modo preciso questi locali, che fra l'altro sono noti e dove oltre a violare le norme per la somministrazione di alcolici e per la musica, potenzialmente all'interno si possono sviluppare anche altre questioni potenzialmente da controllare e reprimere. Questi vanno colpiti severamente, ma non si possono togliere i tavolini a tutti a mezzanotte. Sono pochissimi i locali che non rispettano le regole. Anche lì servono pattuglie a piedi per garantire sicurezza, perchè questo vogliono i residenti. I locali possono lavorare con orari accettabili e concordati, anche in base alla stagione.Nei quartieri di periferia in particolare a Rancitelli più volte lei e i consiglieri del suo movimento politico hanno denunciato situazioni critiche per lo spaccio di stupefacenti anche dopo l'abbattimento del ferro di cavallo. Se lei se diventasse sindaco come vorrebbe intervenire?Noi dobbiamo mettere in campo alcune misure: nelle zone veramente calde come via lago di Borgiano, via lago di Capestrano e via Tavo lì serve l'esercito assieme alle forze dell'ordine. Ma questo non basta, lì vi sono tante case popolari che sono veri e propri fortini della droga. Bisogna applicare la legge regionale 96 /96 che io ho contribuito a riscrivere quando ero consigliere regionale. Una legge buona, ammorbidita quando sono andato via. Quella legge permette di controllare i requisiti per gli alloggi popolari, con l'immediata decadenza in caso di persone che compiono crimini all'interno, pregiudicati, persone che si allacciano abusivamente alle forniture. Il sindaco può agire con decreti di decadenza immediata e alla liberazione dell'alloggio. Vanno anche assegnate tutte le case vuote, pronte a essere occupate per diventare fortini della droga. Inoltre questi quartieri hanno bisogno di eliminare degrado, riqualificarle e illuminarle. Ci sono zone come lo “slargo della vergogna”, dove si spaccia h24, dove giovanissime si prostituiscono per comprare la droga. Se portiamo attrattori di positività come il palazzo della Regione, la situazione cambia e chi delinque si allontanerà.Come giudica complessivamente l'operato dell'amministrazione Masci in questi anni?Io non posso giudicare positivamente l'amministrazione Masci. Una delle tante colpe è quella di non aver approfittato di essere il sindaco più fortunato della storia: ha ricevuto qualcosa come 120 milioni di euro di fondi Pnrr. Non è riuscito nemmeno a mettere a norma marciapiedi e strade, che è uno dei punti fondamentali del mio programma. Questa amministrazione è riuscita a tenere la città sporca, maleodorante e poco sicura. Un biglietto da visita inaccettabile con tutti quei fondi Pnrr. Quando arriva un turista se abbiamo questa immagine di degrado, problematiche di manutenzione ordinaria, non andiamo da nessuna parte. Nel nostro programma abbiamo un progetto per il porto e l'aeroporto, il sogno di riportare qui un collegamento stabile con l'altra sponda dell'Adriatico, come la gloriosa Tiziano. Questa amministrazione ha detto di amare Pescara ma si è rivelata un'amministrazione che ha tartassato i cittadini: aumentate le tariffe, la Tari, i parcheggi, le telecamere agli incroci. Queste cose non hanno fatto del bene alla città.Alle elezioni del 2024 ha ottenuto un risultato importante superando il 13% dei consensi. Quale messaggio e quale appello vuole lanciare ai pescaresi chiamati adesso al voto?Voglio lanciare questo appello: io non mi sento migliore degli altri, il migliore del mondo. Ho scelto la strada più difficile, quella delle alleanze. La nostra è indipendenza vera, civismo vero. Siamo un'alternativa indipendente e civica, andiamo avanti con le nostre idee e progetti senza avere ingerenze discutibili. L'unico cambiamento vero si può avere solo con una realtà veramente lontana e senza mai aver avuto rapporti e intrecci con il resto della politica di vecchio stampo. Chi vuole dunque una rottura rispetto al passato può e deve votarci, chi invece pensa che in fondo le cose vadano bene così allora sicuramente non deve votare Domenico Pettinari.