Giovedì, 12 Febbraio 2026 14:47

Spoltore contro la Regione sulla Nuova Pescara: "Sconcertati dalla mancanza di rispetto verso 80mila cittadini"

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"Irresponsabili" per il sindaco Chiara Trulli e il presidente del consiglio regionale, le dichiarazioni dei presidenti Marsilio e Sospiri che hanno confermato la volontà di arrivare alla fusione il 1 gennaio 2027 nonostante le delibere con cui Spoltore e Montesilvano hanno chiesto di fermare tutto a nome dei cittadini. Ma ora, annunciano, saranno loro a dirlo chiaramente con il referendum consultivo
“Superficialità”, “indifferenza” e “mancanza di rispetto e di considerazione” da parte dei vertici della Regione e, nello specifico, da parte del presidente Marco Masilio e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. A lamentarlo, chiedendo un incontro immediato e parlando di “dichiarazioni pericolose”, sono il sindaco e il presidente del consiglio comunale di Spoltore, Chiara Trulli e Lucio Matricciani che con queste espressioni, la volontà espressa dall’ente sulla Nuova Pescara: andare avanti perché nasca il 1 gennaio 2027, anche con il commissariamento se sarà necessario. “Sconcertante” Per Trulli e Matricciani però l’insistenza, di fronte a quanto espresso dal consiglio comunale a nome di 80mila cittadini, sarebbe una mancanza di rispetto e di ascolto dei territori e così, sottolineano, ora quel “no” lo faranno ribadire ai cittadini stessi con il referendum consultivo che dovrebbe svolgersi il 22 e il 23 marzo, in concomitanza con quello costituzionale. L’atto cui si riferiscono i due, che è praticamente identico a quello poi approvato anche dal consiglio comunale di Montesilvano, è la delibera con cui il Comune ha detto “sì” allo stop del processo di fusione chiedendo alla Regione di abrogare la legge regionale. Per Spoltore ci sarebbero “pesanti e insormontabili” criticità in quel processo che ad oggi, oltre ai problemi sugli accorpamenti dei servizi, si starebbe portando avanti come una vera e propria “fagocitazione” nei loro confronti e che per questo se portata a termine, cancellerebbe l’identità del territorio. Queste quindi le dichiarazioni che Trulli e Matricciani rivolgono a Marsilio e Sospiri dopo quanto dichiarato in occasione della conferenza convocata proprio per fare il punto sull’andamento dell’iter di fusione in relazione al cronoprogramma previsto dalla legge regionale.“Creata una profonda distanza con le preoccupazioni dei territori”“Apprendiamo con non poco sconcerto le ultime dichiarazioni rese alla stampa locale dai massimi rappresentanti delle istituzioni regionali, in merito al processo di fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, che creano una distanza profonda con gli appelli e le preoccupazioni manifestate dai Comuni e dalle popolazioni coinvolte”. “Riteniamo che i pronunciamenti dei consigli comunali di Spoltore e Montesilvano abbiano manifestato in maniera chiara e netta la loro contrarietà alla prosecuzione di un percorso inefficace e fumoso, e non possano essere trattati con superficialità e indifferenza come invece si sta verificando. Ricordiamo – sottolineano Trulli e Matricciani - che i consigli comunali sono espressione della popolazione che abita i territori, oltre 80.000 cittadini, le cui istanze non possono essere ancora a lungo ignorate”. “Non si tiene conto delle intrinseche difficoltà del progetto”“Spiace ascoltare da chi rappresenta la nostra Regione dichiarazioni pericolose che non tengono minimamente conto delle difficoltà intrinseche al progetto e derivano dalla sostanziale mancanza di conoscenza dei processi che realmente interessano la fusione”. “Spiace ancor più – incalzano - perché tutto ciò avviene nella totale indifferenza e mancanza di considerazione e di collaborazione da parte di un ente, la Regione appunto, che avrebbe dovuto supportare sin dall’inizio il processo di fusione e, invece, si è limitata a disegnare un percorso formale, slegato da qualsiasi approfondimento e carente di qualsiasi supporto tecnico e amministrativo”. “Emerge invece la distanza dalla realtà dei territori, dai processi amministrativi, l’assenza di qualsiasi forma di programmazione regionale coerente con il progetto, che rende impossibile di fatto la realizzazione della gestione associata di alcuni servizi e palesa, infine, il totale disinteresse per i lavoratori coinvolti da questo processo: parliamo sia dei dipendenti comunali sia del personale delle partecipate, sui quali non è mai stata spesa una parola per disegnarne il futuro professionale”, aggiungono Trulli e Matricciani. “Attivato il potere sostitutivo senza alcun confronto”“Stupisce, poi, quanto comunicato dal presidente Sospiri: con propria nota, datata 14 novembre 2025, afferma sorprendentemente che ‘la legge regionale 13/2023 non richiede affatto, ai fini dell’esito positivo dell’ultimo monitoraggio previsto, che tutte le predette funzioni vengano concretamente gestite in forma associata. La normativa sottintende, invece, che gli enti interessati predispongano un progetto organizzativo che illustri le modalità con cui si intende realizzare la gestione associata delle funzioni medesime, con possibilità di rinvio dell’effettiva attuazione, sotto il profilo materiale, quantomeno per quelle funzioni il cui esercizio associato non può che presupporre l’avvenuta istituzione del nuovo Comune’”. “Subito dopo – affermano i due - inopinatamente e senza alcun preliminare e doveroso confronto istituzionale con i Comuni coinvolti, ha attivato l’esercizio del potere sostitutivo che prevede la nomina di un commissario, proprio nel momento in cui gli enti coinvolti si sono adeguati alle suddette indicazioni”. “Emerge, dunque, una totale mancanza di rispetto e di considerazione da parte delle massime istituzioni regionali, nei confronti dei territori e delle popolazioni dei principali Comuni della provincia di Pescara e della Regione”, chiosano i due politici. Le difficoltà nell'accorpare i servizi“Ricordiamo che i servizi e le funzioni formalmente già associati lo siano solamente sulla carta, poiché di fatto non sono operativi e funzionanti; a ciò si aggiunge la considerazione che le funzioni ancora da associare sono le più complesse e richiedono degli interventi organizzativi e strutturali di grande difficoltà, poiché riguardano la pianificazione urbanistica ed edilizia, i tributi locali, l’organizzazione finanziaria e contabile, la gestione dei servizi di igiene urbana, l’edilizia scolastica e i servizi scolastici (mensa e trasporto), il sistema locale dei servizi sociali, la polizia locale, l’organizzazione degli uffici e, dunque, di tutta la struttura amministrativa dei Comuni. La mancanza di pianificazione e programmazione nella gestione di questi servizi e funzioni fondamentali rischia di creare un caos amministrativo con grave pregiudizio per i cittadini”, tornano quindi a denunciare come fatto anche in quel consiglio comunale che ha portato all’approvazione della delibera per lo stop alla fusione. “Un discorso a parte meritano, poi, il settore dei lavori pubblici e il futuro delle numerose società partecipate che erogano servizi fondamentali per la popolazione: in entrambi i casi un salto nel buio di una “Nuova Pescara” a partire dal 1° gennaio 2027 determinerebbe il serio rischio di una paralisi organizzativa con pesantissime ripercussioni sulla cittadinanza”. "Saranno i cittadini con il referendum a metterli di fronte alla realtà"“Crediamo, dunque, che sia veramente irresponsabile chi afferma con estrema superficialità che si possa addivenire all’azzeramento delle tre municipalità a partire dal 1 gennaio 2027. Chiediamo, quindi, con forza un confronto immediato e non più rinviabile su temi concreti e non su prese di posizione ideologiche e spesso dettate da convenienze e valutazioni personalistiche”. “In conclusione e dando seguito a tutto quanto espresso dal consiglio comunale di Spoltore all’unanimità, comunichiamo l’intendimento di procedere nel più breve tempo possibile all’indizione di un referendum consultivo per dare voce ai cittadini e mandare un segnale forte e concreto alla Regione, mettendola di fronte a una realtà popolare che – concludono Trulli e Matricciani - non potrà ancora una volta fingere di ignorare”.
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