Sì della giunta regionale alla proposta dell'assessore Verì. Il Centro, in caso all’unità operativa complessa per la terapia del dolore e le cure palliative pediatriche, sarà un riferimento per pazienti e famiglie. L'obiettivo è potenziare la rete sanitaria portando i posti letto da 58 a 100 in tutta la regione con l'attivazione di 4 nuove strutture entro il 2028
Istituito nell’unità operativa complessa (uoc) Hospice e Cure palliative della Asl di Pescara, il Cnetro di riferimento regionale per la terapia del dolore e le cure palliative pediatriche. A deciderlo la giunta regionale che ha accolto la proposta avanzata dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. Un provvedimento che recepisce le indicazioni dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e che si pone come obiettivo il potenziamento dell’attuale rete regionale, con l’ampliamento, entro il 2028, del numero dei posti letto da 58 a 100. Un risultato che verrà centrato, spiega la Regione, con l’attivazione di 4 nuove strutture nell’area Peligna, nel Vastese, in provincia di Pescara e in provincia di Teramo. Strutture che si andranno ad affiancare a quelle già operanti a Pescina, L’Aquila, Lanciano, Torrevecchia Teatina, Pescara e Teramo. Quella di Pescara, incardinata nel presidio ospedaliero che già dispone della terapia intensiva pediatrica, della chirurgia pediatrica, dell’oncoematologia pediatrica e del Centro di coordinamento regionale per le Malattie rare (oltre ad un appartamento di degenza a disposizione delle famiglie), avrà sarà quindi il riferimento per i pazienti pediatrici. Un intervento necessario dato che, dicono gli ultrimi dati disponibili, in Abruzzo il bisogno di cure palliative specialistiche è in continuo aumento, con incidenza stimabile in 18 minori su 100mila abitanti (3 minori con patologia oncologica e 15 con patologia non oncologica). Una possibile stima dei bisogni specialistici per l’Abruzzo è di circa 229 minori l’anno. A livello generale, compresi dunque i pazienti in età adulta, emerge che negli ultimi anni, a quelle dei pazienti oncologici si sono aggiunte le prese in carico anche per diagnosi non oncologiche, come patologie cardiovascolari, malattia polmonare ostruttiva cronica, Hiv e Aids, diabete mellito, malattia renale, Alzheimer e altre demenze, cirrosi epatica e malattia di Parkinson. “La rete di cure palliative e terapia del dolore pediatrica – si legge nel documento tecnico allegato alla delibera di giunta ed elaborato dal Servizio assistenza ospedaliera e Medicina convenzionata del dipartimento Sanità – è costituita da un insieme integrato e funzionalmente coordinato di attività clinico-assistenziali rivolte ai minori affetti da patologie complesse, croniche, evolutive o inguaribili”. “Garantisce la presa in carico globale e continuativa a bambine, bambini e adolescenti, attraverso l’erogazione di interventi nei diversi setting assistenziali (ospedaliero, domiciliare, ambulatoriale e residenziale) all’interno di un ambito territoriale e ospedaliero definito a livello regionale. La rete pediatrica si fonda su un approccio multidisciplinare e multidimensionale, che riconosce la centralità dei minori e della sua famiglia, promuove l’autodeterminazione compatibile con l’età e lo sviluppo, e garantisce interventi personalizzati orientati alla qualità della vita, al sollievo dalla sofferenza e al rispetto della dignità”. Fondamentale è ovviamente la diagnosi tempestiva, perché “riconoscere precocemente i bisogni di cure palliative, già alla comparsa dei primi segni e sintomi – si legge ancora nel documento – significa offrire al paziente e alla sua famiglia un percorso di accompagnamento più umano, rispettoso e attento. Intervenire in tempo permette di evitare l’intervento solo nelle fasi finali della malattia, quando il tempo è ormai limitato e le opportunità di sollievo sono ridotte. Una presa in carico tempestiva è un gesto di responsabilità e vicinanza, che restituisce dignità e qualità alla vita, anche nei momenti di maggiore vulnerabilità della persona”.